CHIAROSCURO
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lunedì, 28 aprile 2008
Splinder (28/04/2008) Come già annunciato, Las Vegas edizioni parteciperà alla prossima Fiera del Libro di Torino (8-12 maggio). Ci troverete nello spazio Incubatore, padiglione 1, allo stand E 148. Vi aspettiamo numerosissimi. Per quanto riguarda le presentazioni, ce ne saranno ben tre che ci riguardano. 1) Sabato 10, ore 19.30, spazio Incubatore. "Las Vegas. Una nuova casa editrice su cui Leggi ancora...
postato da: andreamj alle ore aprile 28, 2008 15:34 | Permalink | commenti
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giovedì, 03 aprile 2008


Fa della auto-censura una palla di carta igienica, usata e accartocciata, da lanciare verso la spazzatura come fosse un cestello di pallacanestro: ovviamente, senza mai imbroccarlo. Stiamo parlando di Domenico Cosentino, che dalla sua a volte tormentosa e a volte lussuriosa mente di scrittore underground, è nato il suo primo vero libro d’esordio, dopo due saggi che ci aveva già regalato; due pubblicazioni di cui si sente ancora l’olezzo nell’aria.
Nelle sue poesie, raccolte in “Meglio per tutti dare la colpa a me”, edito dalla GrausEditore, l’evacuazione diventa quasi una metafora religiosa per scaricare i peccati di uomo impuro nel corpo e nel pensiero, non per colpa sua, ma grazie alla società, che ricorda molto gli anni degli “incubi coprofagi” di Pasolini. Oltre a confermare però il continuo richiamo allo stile Bukowskiano, che permane il fil rouge dell’opera di Nico, in questo libretto intenso di sensazioni si trova anche il profumo delle “debolezze” sessuali del Marchese de Sade, in modo certamente più marcato di quanto non tracimi dai suoi due precedenti scritti.
L’unico neo di questa azzeccata pubblicazione è una nota di nostalgia, che avrà certamente colpito tutti coloro che si stavano abituando alla rude atmosfera creata dai libretti autoprodotti da Nico: Come unica amica un bottiglia sotto le ascelle e in Alone like a dog. Una nostalgia sincera dovuta alla mancanza di quelle pagine un po’ ruvide, dove il nastro di inchiostro dell’antica Olivetti degli anni Trenta impregnava i testi di nero e povertà. È questo l’unico neo di “Meglio per tutti dare la colpa a me”. Per il resto, va letto da chiunque desideri farsi un tuffo nell’era della letteratura degli anni Settanta, respirando però l’attualità di un incubo divenuto realtà ai giorni nostri...
postato da: mmazzi alle ore aprile 03, 2008 21:21 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia, libri, esordi letterari
mercoledì, 19 marzo 2008

VUOI ESSERE UNO DEGLI AUTORI DELLA PROSSIMA ANTOLOGIA LAS VEGAS?

Partecipa al nostro gioco, bello bello in modo assurdo.

Las Vegas edizioni (www.lasvegasedizioni.com) ti mette a disposizione il suo scintillante casinò letterario e un gioco completamente gratuito per mostrare il tuo talento.
Il premio? Potrai essere uno degli autori della prossima antologia di Las Vegas!

REQUISITI: possedere un sito o un blog. (Non hai un blog? Quale migliore occasione per aprirne uno!)

ISTRUZIONI: per partecipare alla prima selezione devi:
1) pubblicare questo post (esattamente così com’è) nel tuo
sito o blog. L’originale del post che devi ricopiare è qui [http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/16142956/%21%21%21%21%21];
2)
mandare a gioco(at)lasvegasedizioni.com l’indirizzo (l’url, quella cosa che comincia con “http://”) del post di cui sopra, più quello di un altro post – uno solo: quello che più rappresenta il tuo stile e la tua volontà di scrivere – che vuoi sia letto e valutato dall’arcigno croupier. Non inviare nessun altro tipo di materiale. Sul blog di Las Vegas edizioni, www.lasvegasedizioni.splinder.com, saranno indicati, via via, tutti i partecipanti;
3) aspettare nuove istruzioni.

TEMPI: la prima selezione terminerà quando avremo raggiunto materiale a sufficienza (la scadenza verrà annunciata con qualche giorno di preavviso sul blog di Las Vegas). Se avrai giocato le carte giuste, sarai contattato per partecipare alla seconda fase.

PREMI:
il premio finale, al termine delle varie selezioni, è la pubblicazione nella prossima geniale antologia targata Las Vegas.

Signore e signori, fate il vostro gioco!

venerdì, 14 marzo 2008

image_bookSta per uscire in tutte le librerie: Ragazze Lupo di Millar edito Fazi .

Scrittore di culto, scozzese, vincitore del prestigioso World Fantasy Award, adorato da Kate Moss, Jonathan Coe, Neil Gaiman, amante devoto di Buffy the Vampire Slayer (pare che abbia scritto Ragazze Lupo in preda allo sconforto per la fine della serie tv)

                                        IMPERDIBILE

 

Kalix è la discendente più giovane della più antica dinastia scozzese di licantropi, i MacRinnalch. Si aggira per le strade di Londra, senza tetto e senza amici. Ha disturbi alimentari, soffre di depressione, attacchi d’ansia, è dipendente dal laudano, ascolta soltanto le Runaways, gruppo femminile degli anni settanta, ed è ricercata dai cacciatori, a cui fa gola in quanto figlia del potente Signore dei Lupi, e dalla sua stessa famiglia che l’ha condannata per aver attaccato suo padre. È bellissima, selvaggia, aggressiva e magrissima.

Kalix si imbatte per caso in due umani, Daniel e Moonglow. Nel frattempo nelle Highlands scozzesi ci sono problemi per l’elezione del nuovo Signore dei Lupi, e il clan dei MacRinnalch si prepara a una sanguinosa lotta intestina.

Castelli scozzesi. Strade buie di Londra. Un’antichissima stirpe di licantropi. Battaglie, musica, Camden, un ragazzo timido, una ragazzina gothic. Licantropi e spiriti del fuoco moderni di ogni tipo. Algide intellettuali, mondane stiliste, dissolute musiciste punk, principi amanti del travestitismo, esilaranti Regine del Fuoco fashion victim.

Mescolare e servire freddo, con un goccio di laudano e una fettina di ironia.

postato da: stella2682 alle ore marzo 14, 2008 12:09 | Permalink | commenti
categoria:fantasy, casi letterari, beat generation
mercoledì, 05 marzo 2008
Nuovo logo del premio                                               
    IX  edizione 2008 del
        Premio Letterario Internazionale di Poesia
" Tra le parole e l'infinito "
Ideato da Nicola Paone
 
Il premio nasce nell’anno 2000 per una cultura del terzo millennio vera e per puro amore della parola.
 
Disposizioni di partecipazione:
Sez. Poesia – inviare 1 poesia Max 30 versi.
Sez. Autori Stranieri: Inviare le opere di Poesia,assolutamente con traduzione in Italiano
Sez. Autori già premiati: Vi partecipano gli autori che hanno conseguito dal 1° al 3° premio in altri concorsi Letterari, allegando doc. del premio già ricevuto.
Tutti gli Autori dovranno inviare:
Quattro copie dei lavori firmandone una sola, dichiarando l’autenticità, includendo le generalità complete, un recapito telefonico e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, Inviando una foto colore, e copia della Poesia  anche via email, Per eventuale pubblicazione nell’antologia a colori del Premio Letterario.
I partecipanti tutti, dovranno allegare un contributo di €10,00 (diecieuro) a sezione, per spese di segreteria, e due affrancature di posta prioritaria.
L'importo dovrà pervenire SOLO in contanti al seguente indirizzo:
Segreteria del premio " Tra le parole e l'infinito " Via G. Amendola, 7
80023 Caivano Napoli Italia.
Scadenza degli invii 30 maggio 2008.
Le Poesie devono essere inedite,Ai vincitori di ogni sezione sarà assegnato il nuovo trofeo Internazionale
. " Tra le parole e l'infinito"
Oltre ai primi 9 classificati d’ogni sezione, ci saranno premi di: Benemerito Culturale d’Onore e Speciali, Segnalazioni e premi di rappresentanza Istituzionale e Privata. A tutti artistica pergamena personalizzata. Gli elaborati non saranno restituiti. Sì potrà delegare per il ritiro del premio, previo contatti scritti.
Gli autori non presenti alla serata di premiazione, potranno richiedere i premi, con spese di spedizione a loro carico. Anche quest’anno si assegnerà un premio alla Carriera. Giornalistica – Letteraria – Scientifica Storica – Artistica Forense - Forze di Polizia e Forze Armate.
 A Personalità e Istituzioni, distintesi in ambito Socio-Culturale.Il Gala di premiazione, si terrà nel mese di ottobre 2008, alla presenza del mondo Istituzionale, Culturale, Privato e degli Enti Locali, in Napoli (Italia), sede da definirsi.
La segreteria lo comunicherà in forma: E-mail e/o telefonicamente a tutti i partecipanti.
I lavori finalisti, quelli con maggiore punteggio, e le classifiche saranno pubblicati nel sito del premio, e in un’Antologia pubblicata e distribuita gratuitamente in tutta Europa
.
Info - line: 3338646774  - nicpao1@libero.it     www.traleparoleelinfinito.com
postato da: mmazzi alle ore marzo 05, 2008 14:02 | Permalink | commenti
categoria:concorsi letterari
giovedì, 28 febbraio 2008

Quello che le donne vogliono: tavolata in “rosa” a “Mangia come scrivi”

Giovedì 6 marzo ospiti della rassegna al Cigno nero di Montechiarugolo (Pr) le scrittrici Rossella Canevari e Virginia Fiume, Maria Elena Molteni e Giulia Rossi, Elisa Genghini, e l’illustratrice Laura Prestopino

 

  Quello che le donne dicono, pensano, scrivono. E soprattutto “What Women Want”, quello che le donne vogliono. E’ dedicato all’universo femminile il nuovo appuntamento di “Mangia come scrivi”, la rassegna gastronomica e artistica che un giovedì al mese si svolge alla trattoria Il cigno nero di Montechiarugolo, in provincia di Parma.

  Tra cibo, letteratura e arti figurative, giovedì 6 marzo alle 21 saranno ospiti del locale di piazzale san Quintino (info allo 0521-686450, www.mangiacomescrivi.it) le scrittrici Rossella Canevari e Virginia Fiume, Maria Elena Molteni e Giulia Rossi, Elisa Genghini, e l’artista Laura Prestopino: una ricchissima tavolata in rosa, con le autrici di “Voglio un mondo rosa shokking” (Newton Compton), “Alice & friends. Boop fashion story” (Marlin), “Volevo sposare Kurt Cobain (o fidanzarmi per sempre con Manuel Agnelli)” (Coniglio editore) e l’illustratrice di Boop.it.

  In omaggio al gentil sesso, le tradizionali quattro portate del menù saranno arricchite questa volta da un tocco floreale: si partirà con una rosa di culaccia con mousse di caprino, per chiudere in dolcezza con fragranti porzioni di torta mimosa.

 Come prevede la rassegna ideata e condotta dal giornalista Gianluigi Negri, dopo la degustazione dei piatti seguiranno le letture proposte dalle scrittrici: brevissimi intermezzi d'autrice per presentare il lavoro delle colleghe vicine. La Molteni e la Rossi leggeranno così la Canevari e la Fiume, che leggeranno, a loro volta, la Genghini, che chiuderà il cerchio leggendo la Molteni e la Rossi. In sala verranno esposte nove illustrazioni della Prestopino.

 Le ospiti saranno introdotte, a inizio serata, dallo scrittore Andrea Villani.

 Il prossimo appuntamento di “Mangia come scrivi” si terrà giovedì 10 aprile, con una serata dedicata ai “ribelli senza causa”. Ne saranno protagonisti Francesca Ferrando (la scrittrice del roman-zoo “Belle anime porche”), Pier Francesco Grasselli (“All’inferno ci vado in Porsche”), Bruno Panebarco (“Fedeli alla roba”) e la pittrice “Deda”.

 

Per info: www.mangiacomescrivi.it

postato da: Eliselle alle ore febbraio 28, 2008 09:51 | Permalink | commenti
categoria:arte, anteprime, appunti di colore, incontri letterari
martedì, 22 gennaio 2008

Segnalazione del bando e invito a partecipare al concorso Internazionale di VAM Fest – Vercelli Art Movie Festival, il primo festival di cinema per gli eventi d’arte.
Possono partecipare al concorso i film su tematiche legate al mondo dell’arte in pellicola o in video editi o inediti, di qualsiasi durata e in qualsiasi formato. La partecipazione è gratuita.
La scadenza del concorso è fissata per il 20 Febbraio 2008.
Accanto al concorso Internazionale ti segnalo il concorso Spazio Vercelli, per sceneggiatura di film documantario sull’architettura contemporanea a Vercelli.
Per informazioni sui concorsi e per scaricare il bando e la scheda di adesione visita il sito
www.vamfest.it alla pagina www.vamfest.it/Concorso.html

postato da: Eliselle alle ore gennaio 22, 2008 17:21 | Permalink | commenti
categoria:concorsi
lunedì, 21 gennaio 2008

Iniziativa editoriale per la pubblicazione e la distribuzione in libreria della nuova collana ChickCult!

Sino al 15 maggio 2008, su www.chickcult.it è possibile candidare i propri testi
per la pubblicazione all’interno della collana ChickCult.

L’iniziativa editoriale ChickCult è riservata alle sole scrittrici e aspiranti scrittrici!

ChickCult è la nuova collana ARPANet in cui la narrativa chick-lit si fa cult: in una parola, culturale!
ARPANet invita tutte le donne scrittrici o aspiranti scrittrici a candidare, entro il 15 maggio 2008, romanzi, raccolte di racconti e racconti brevi o lunghi che abbiano come protagonista una donna giovane, dinamica, in carriera, e che lavori in una grande città in un contesto legato alla cultura come, ad esempio, università, musei, gallerie d’arte, associazioni o fondazioni culturali, redazioni giornalistiche, teatri, case di produzione cinematografiche.

L’esito dell’iniziativa editoriale potrà dare luogo alla pubblicazione di romanzi, raccolte di racconti o minilibri in formato pocket – in base alle caratteristiche delle opere che perverranno. La collana ChickCult vedrà la luce nel mese di giugno 2008!

Nata nel 1998 come casa editrice online realizzando uno tra i primi portali letterari su Internet (www.ARPANet.org), dal 2002 la Società Editoriale ARPANet pubblica su carta testi di narrativa e poesia della nuova letteratura contemporanea.
Tutte le pubblicazioni derivano da un coinvolgimento diretto del lettore, invitato ad essere parte attiva nel processo di selezione dei testi mediante il format esclusivo dell’iniziativa editoriale.

Info, iscrizioni e testi da televotare su: www.ChickCult.it
Blog della Società Editoriale ARPANet: www.EdizioniARPANet.wordpress.com
Sito della Società Editoriale ARPANet: www.EdizioniARPANet.it

postato da: Eliselle alle ore gennaio 21, 2008 21:41 | Permalink | commenti
categoria:editoria
venerdì, 11 gennaio 2008
Domenica 27 Gennaio: Modena
Presso La Tenda
Sito web:
La Tenda: teatro, musica cinema e cultura
Viale Molza angolo Viale Monte Kosica
Info: 059.214435


Rock'n'Books - Quando la musica incontra la letteratura, dalle 18.00. Elimanya + Lookout Mama in concerto per presentare le ultime collane - Rooms/Stanze e La Biblioteca di Ubermensch, diretta da Gianluca Morozzi - e i nuovi romanzi targati Eumeswil. Gianluca Morozzi, lo scrittore rock. Elisa Genghini insieme agli Elymania. Gli autori della scuderia Eumeswil Edizioni Eliselle, Alice Suella, Catalin Florin Maggi presenteranno le collane e i loro romanzi per una giornata di musica e libri. Una serata di musica, divertimento e cultura insieme agli artisti, la possibilità di scoprire libri al di fuori dei soliti schemi grazie al banchetto allestito da Eumeswil Edizioni. Un evento collaterale all’interno della serata Rock'n'Books è la partecipazione del gruppo di autori modenesi
XoMeGaP che presenteranno in anteprima la loro ultima antologia.

postato da: Eliselle alle ore gennaio 11, 2008 17:16 | Permalink | commenti
categoria:iniziative, anteprime, sperimentazioni
mercoledì, 05 dicembre 2007

VOCAZIONE ALL’ASSOLUTO

di alberto carollo

 

 

Canti celticiE’ con grande piacere che mi accingo a parlare di Canti celtici di Renzo Montagnoli (Edizioni Il Foglio, pagg. 90, Euro 10,00), in quanto ho avuto modo di seguire passo passo sul suo blog www.armoniadelleparole.splinder.com la genesi del libro, e il privilegio di leggerlo appena uscito, per comporre un’intervista con lui pubblicata sul neonato sito dell’associazione [CaRtaCaNta©], che potete leggere qui.

Montagnoli è personaggio poliedrico: dominus del sito www.arteinsieme.net, è riuscito a coagulare attorno a sé poeti e scrittori interessanti che bazzicano il sottobosco della piccola e media editoria, contribuendo in maniera cospicua alla diffusione dei loro lavori, svolgendo un servizio appassionato, dettagliato e competente di trasmissione di informazioni, recensioni, estratti, interviste con autori, editori e editor che potrebbe esser preso seriamente a campione - dagli studiosi delle strategie di comunicazione - della trasversalità del web e delle sue infinite risorse in ambito di diffusione letteraria e culturale. Ma Renzo Montagnoli non finisce qui: è scrittore di racconti, apprezzabile fotografo e poeta della natura e della memoria, dalla voce difficile da eludere.

 

I 22 Canti che compongono la silloge esprimono un concept omogeneo, quasi programmatico nel porre l’accento sui valori fondamentali che contraddistinguono una civiltà che possa ancora dirsi tale. Non a caso l’interesse di Montagnoli per il mondo dei Celti si rivolge a precise loro caratteristiche, come i valori della comunità, della famiglia, a un contatto animistico con la natura – i celebri boschi celtici. Caratteristiche che il mondo odierno sembra aver perduto, nel dilagante consumismo, nella ricerca esclusiva del profitto, nella costruzione di paradisi artificiali, nello snaturamento dei valori più veri e di quelle conquiste della mente e dello spirito in grado di far progredire realmente la collettività. La soluzione, auspicata da Montagnoli in questa raccolta, è quella del ritiro nel sogno di un tempo arcaico, dal quale trarre nuova linfa vitale.

 

Il linguaggio dei Canti celtici è elegante e sorvegliato, ma senza artifici. La scrittura è piana e diretta, va al nocciolo della materia da esprimere, sollecitando le giuste corde. Sanguigna e vigorosa come solo quella di un bardo, cantore di una civiltà nobile e guerriera, sa esserlo. E il verso libero, modulato sulle assonanze ( “scorrere silente” e “rive verdeggianti”, ad esempio, ne  Il lungo fiume,  dove i due versi che si richiamano per assonanza, separati da un verso intermedio – il fiume? Infatti c’è pure la parola acqua – sono due novenari), su una quantità sillabica variabile, con qualche rima e riprese di parole o sintagmi, rende il tutto molto musicale. In alcuni componimenti il tono è dolente e malinconico; il poeta è attento a cogliere il palpito della natura o i fenomeni che intende indagare, con delicatezza e attenzione alle sfumature, quasi per non disturbare quella “musica lieve” che “viaggia nel tempo” (Musica e polvere). In altri canti la voce cresce d’intensità, aumenta il ritmo e la concitazione; in altri è impeto, epica della battaglia, in altri ancora un ammonimento morale.

 

Riguardo ai temi, al termine di una lettura piacevole – come se avessi ascoltato una playlist di quella musica celtica che molto apprezzo e della quale Montagnoli è appassionato -, ora con quelle aperture ariose, trasognate, o nel ritmo serrato di una giga, tutta violini e thin wistle – qualcosa non mi tornava, non andava ad allinearsi con l’immagine che mi ero fatto di Renzo Montagnoli dalle cose che scrive e dai progetti che cura. E, metto subito le mani avanti: il problema era un certo mio smarrimento, l’incapacità di penetrazione del messaggio sotteso a questi Canti celtici.

Mi sono chiesto: come può il Montagnoli concreto dei suoi racconti, il narratore attento a compendiare nell’espressione creativa la propria esperienza di vita; di più, il Montagnoli che si è appropriato (pur appartenendo alla generazione della macchina da scrivere) così bene delle nuove tecnologie, in linea con l’evoluzione frenetica del mondo, caldeggiare una “fuga” nell’irrazionale, un sottrarsi alla volgarità e allo squallore del nostro tempo per rifugiarsi in un sogno e rievocare i fasti di un’antica civiltà?

 

Non avevo impostato correttamente la questione: Montagnoli è incline a perseguire il suo obiettivo sperimentando, con modi imprevisti, “con quell’unica meta/che sfugge a ogni logica” (Cocci). E a una più attenta analisi quel mondo celtico non è un mondo-altro, bensì è un altro dei topoi dell’immaginazione, un luogo nel quale la voce del bardo – che rivela il suo spirito e parla per esso attraverso i Canti – invita il lettore a riappropriarsi del suo passato, per scongiurare in qualche modo quei “posteri già nati senza memoria” (Musica e polvere) o “l’immagine di un’umanità senza sogni, senza memoria e senza futuro” (Il lungo fiume), per non passare senza “lasciar traccia” (Il futuro nel passato), ultimo approdo che l’artista si prefigge. E l’imperativo etico è quello di un recupero dei valori più fondanti: la bellezza e l’amore, la comunità, un riguadagnato equilibrio con la natura e l’ambiente in cui viviamo. Questo il messaggio concreto e attuale dei Canti celtici.

 

Ma c’è anche un ulteriore livello di lettura, più intimo, che riguarda l’esistenzialità dell’uomo Montagnoli, il rapporto interlocutorio che la sua poesia intrattiene con le forze che regolano l’universo. Da questa prospettiva, a ben guardarli, questi Canti celtici sono una vocazione all’assoluto. Alcuni dei canti rivelano questa attitudine fin dal titolo: Eternità, Il testamento, Il futuro nel passato, ma sarebbe interessante ripercorrere l’intero poema avanti e indietro, o zigzagando, cercando prove che convalidino questa ipotesi: “in quella immobilità del tempo” (Guerrieri sull’acqua); “lo scandire di Crono in un’unica infinita storia dell’umanità”(I segni del tempo); “la compagnia per l’eternità” (In memoria di un bimbo); “(…) per il breve tragitto/che ci condurrà alla casa del tempo infinito” (In mezzo scorre il fiume); “e vogliono correre verso il nulla” (Il mormorio del vento); “in un eterno istante” e “Pascoli del cielo infiniti” (I pascoli del cielo); “riscopre la continuità/infinita,/tra passato e futuro.” – dove l’aggettivo infinita costituisce da solo un verso – (Cocci); “uno sconosciuto riemerso dall’eternità” (Il testamento).

Sia che il paesaggio sia ravvivato dalla luce o avvolto da umide nebbie, l’immersione dello spirito è totale. E’ un nuovo paganesimo che mette in comunione con le cose, come se fosse l’esito di un rito antico, o l’estremo tentativo di comprendere le leggi che regolano il creato, quel “(…) mondo che è profondo in noi,/e che scompare nel volger di un attimo” (Guerrieri sull’acqua), enigma insondabile e meraviglioso, sospensione del moto, tregua agli affanni, un istante prima che la realtà ritorni e il sogno si nasconda “fino alla prossima alba” (Canto celtico).

Renzo Montagnoli nasce a Mantova l’8 maggio 1947. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per lungo tempo presso un’azienda di credito ora è in pensione e vive con la moglie Svetlana a Virgilio (MN). Ha vinto con la poesia Senza tempo il premio Alois Braga edizione 2006 e con il racconto I silenzi sospesi il Concorso Les Nouvelles edizione 2006. Sue poesie e racconti sono pubblicati sulle riviste Isola Nera, Prospektiva e Writers Magazine Italia, oltre a essere presenti in antologie collettive e in e-book. È il dominus del sito culturale Arteinsieme (http://www.arteinsieme.net/). Blog: http://armoniadelleparole.splinder.com/

 

 

postato da: cigale alle ore dicembre 05, 2007 14:05 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia, blog, proposte di lettura
martedì, 04 dicembre 2007
BANDO PREMIO BELIAL

In occasione del lancio del romanzo “Saxophone Street Blues”, in uscita l’8 gennaio 2008, Las Vegas edizioni bandisce la prima edizione del Premio Belial per la Miglior Vita Fittizia. Si tratta di un concorso letterario nazionale dedicato alla composizione di note biografiche fittizie.

Possono partecipare, senza limiti di età, autori residenti in Italia e all’Estero. Saranno ammesse composizioni di massimo 3000 battute, catalogabili stilisticamente come note biografiche che abbiamo per protagonista lo scrittore ventenne Hector Luis Belial. Esempi di queste “biografie potenziali” possono essere consultati sul blog dell’autore (www.hectorbelial.blogspot.com).

I partecipanti possono inviare un massimo di cinque elaborati all’indirizzo hectorbelial@gmail.com, specificando i propri dati anagrafici e scegliendo uno pseudonimo per la competizione. Sono accettati file in tutti i formati word, open office e pdf. Il concorso avrà inizio l’8 dicembre 2007, e proseguirà per 66 giorni.

Durante tutta la durata della competizione, gli elaborati pervenuti saranno via via pubblicati sul blog, dove potranno essere commentati e valutati dal pubblico. La valutazione del pubblico, tuttavia, non influisce sulla scelta degli elaborati vincitori, che avverrà ad insindacabile giudizio della Giuria.

Entro il 30 marzo 2008, la Giuria si impegna a selezionare una rosa di 5 vincitori, i quali riceveranno ciascuno una copia di “Saxophone Street Blues”. Il vincitore assoluto, inoltre, vedrà la pubblicazione del proprio elaborato, che accompagnerà il prossimo romanzo di Belial come nota biografica ufficiale.

giovedì, 29 novembre 2007

30 NOVEMBRE VIA DOGANA 2 (MILANO)

INCONTRO CON I KAIZEN

E PRESENTAZIONE DEL LORO LIBRO "LA STRATEGIA DELL'ARIETE" (ed.Mondadori)

ore 18.30

postato da: angelalover alle ore novembre 29, 2007 12:45 | Permalink | commenti
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mercoledì, 14 novembre 2007
In realtà, dovrebbe bastare il titolo del libro - «Il “caso” Cicciapetarda» - per far intuire il contenuto dello spassoso romanzo, che ha segnato l’esordio dell’ingegner Fabrizio Altieri, in veste di scrittore. Ma la “bambola scorreggiona” – perché questo è Cicciapetarda – è più che altro il pretesto che permette all’autore di proporre una panoramica simpatica e un po’ grottesca del nostro mondo. Simpatica e grottesca, perché l’autore mette in risalto alcune assurdità della società moderna con asserzioni stravaganti, quasi a sdrammatizzare momenti a volte persino drammatici, creando paradossi esilaranti con quel pizzico di humor toscano che arricchisce il testo con buffe metafore. Il “caso scandaloso”, e le sue conseguenze, della messa sul mercato della bambola “diseducativa”, almeno per alcuni personaggi del libro, permettono all’autore di dare un consiglio chiaro e schietto a tutti i lettori: “Suvvia: è ora di smetterla di prenderci troppo sul serio!!!” Il romanzo, edito dalla Società Editrice Fiorentina, si legge come un lungo racconto leggero. Dalla scrittura asciutta, lineare e diretta, è alla portata di tutti coloro che amano ancora trovare nella lettura un momento spensierato da trascorrere con il sorriso sulle labbra e, perché no, magari desidera trovare degli spunti per riuscire a vivere in chiave ironica alcuni momenti della vita un po’ meno segnati dalla fortuna. Fabrizio Altieri – simpatico e coinvolgente personaggio incontrato in un paio di occasioni durante altrettante fiere letterarie -, nel frattempo, ha pubblicato un nuovo libro. Uscito sempre per le edizioni della Società editrice Fiorentina si tratta di una raccolta di 8 racconti che trattano con ironia altrettanti temi importanti (la bellezza, la giustizia, l’imprevisto ecc). Il titolo del nuovo libro di Altieri è «Maremma safari e altri sogni»... che lascia ben sperare almeno in una sana risata da strappare alla quotidianità.
postato da: mmazzi alle ore novembre 14, 2007 21:19 | Permalink | commenti
categoria:recensioni, esordi letterari
martedì, 13 novembre 2007

SATIRO METROPOLITANO IN SALSA VENETA

di Alberto Carollo

 

 

 

 

50 di bocca il vizio della notte50 di bocca il vizio della notte (Giraldi editore, 2007, pagg. 127, Euro 12,50) è l’ultima fatica narrativa dello scrittore vicentino Ausilio Bertoli. Sociologo di formazione, Bertoli ha al suo attivo vari libri, da Il veggente di Bovo (Solfanelli, 1991), passando per Amore per ipotesi (Campanotto, 1994), Ricerche amorose (Campanotto, 1998), fino ad approdare al più recente – un saggio – i temi della comunicazione (Lupetti & Co., 2004). La sua produzione narrativa ha il comune denominatore tematico di offrirci degli squisiti ritratti di personaggi veneti, cesellati al bulino (Gente tagliata è, guarda caso, il titolo di una felice silloge di racconti, Edizioni del Leone, 1996), profondamente radicati nella loro terra, colti nello smarrimento, nel disagio del passaggio brusco – e non certo indolore – da un retroterra rurale al confronto-scontro con i nuovi stili di vita della società urbana e con quel celebre, dibattuto e controverso miracolo socio-economico che va sotto la denominazione di Nordest.

50 di bocca il vizio della notte è il prodotto collaterale di un vasto progetto di ricerca, attinente alla sociologia della devianza, ma per sbaragliare il campo da equivoci ribadisco che si tratta di narrativa “pura” e non di romanzo-documento nella sua propria accezione del termine. Bertoli disponeva di materiale interessante; la sua formazione di sociologo gli ha conferito la competenza adeguata, professionale, a svolgere interviste e rilievi “sul posto” – mettendo pure a repentaglio la sua incolumità – ma non troverete nulla di tutto questo nel libro. Lo scrittore Bertoli ha optato per la forma romanzo – o racconto lungo in questo caso, senza partizione in capitoli bensì in scene – cercando di mantenere lucido e disincantato lo sguardo dell’esperienza, chiudendo le porte alla sociologia e a tentazioni di giudizio etico e morale su quanto esperito. L’ammirevole intuizione dell’autore, in 50 di bocca il vizio della notte è stata quella di aderire tecnicamente al punto di vista di Basilio Bossio, il protagonista del libro, “lucciolomane” impenitente, fautore dell’adescamento compulsivo, puerile nella sua sdilinquita predilezione per la bellezza delle passeggiatrici dell’Europa dell’Est, quanto perturbante e suo malgrado pericoloso nel perseguire a ogni costo le sue ossessioni.

Le location principali di questo libro sono le strade, in special modo quelle riconoscibili di alcune città come Vicenza e Padova: Basilio le percorre preda delle sue voglie, impacciato, terrorizzato dalla eventualità di essere scoperto, di mettere a repentaglio la sua reputazione di irreprensibile promotore finanziario. Per salvaguardare la sua “doppia vita” mente spudoratamente, risoluto a non farsi coinvolgere dalle prostitute che avvicina e dalle loro vicende personali, neanche con la scaltra Chata, la ragazza praghese dall’italiano un po’ posticcio, che cerca di irretirlo per conquistarsi un posto nel suo cuore:
“(…) Tu sei buono, altruista e per bene, lo ti si legge sulla fronte. Sei speciale, ecco. Ho accettato di salire nella macchina tua, senza esitazioni, e senza parlare di cifre, con questa speranza. (…) tra noi c’è feeling, c’è…” Ma Bossio è comunque rapito, estasiato da queste esponenti del gentil sesso come “ (…) di fronte alle sculture di Donatello o del Sansovino nella basilica del Santo”; il suo è un amore ideale, mitizzato, un palliativo rimedio alla decadenza del corpo e dello spirito. Bossio aveva sempre sognato di amare ragazze splendide, dalle vecchie compagne di scuola alle colleghe di lavoro, alle clienti, immedesimandosi nei loro amanti. Di loro adora la giovinezza e la spregiudicatezza, il senso di avventura che lo scuote come un brivido, anestetizzando il senso latente di essere un fallito, “una scartina”, come la moglie si diverte a canzonarlo. “(…) Magro impiccato, esonerato dal servizio militare per scarsità toracica; il pollice e l’indice della mano sinistra tranciati, da bambino, da una fresa della falegnameria dello zio”. Ed è proprio da questa moglie ricca e autoritaria, sposata per interesse, che Basilio cerca di fuggire, quando può, rifugiandosi nel vizio. Bossio è per certi versi atipico nella misura in cui non vede le “lucciole” come prede da rapinare o stuprare – scaricando su di loro frustrazioni e nevrosi – bensì come depositarie di un amore da procacciarsi col denaro; ma è anche e soprattutto un personaggio tipicamente veneto nell’incarnare un certo perbenismo, un candore disarmante che ce lo rende simpatico; caratteristiche, queste, che alla prima occasione, con altrettanta nonchalance, lo indurranno a macchiarsi di nefandezze, ordendo una burla grottesca ai danni di un altro lucciolomane.


Ci riesce difficile non pensare per analogia a un corrispettivo cinematografico nel film di Pietro Germi Signore e signori, con quel Veneto di ieri sullo sfondo, i tradimenti, la libertà di non sottostare al giogo delle direttive dei parroci. Ma più che un fondo di religiosità cristiana, di cui il Veneto è ancora permeato e che costituisce l’alveo, o uno degli alvei sui quali giace l’humus veneto, è qui più illuminante rifarsi alle considerazioni di Eugenio Turri* in un suo articolo, L’anima del paesaggio veneto, a quel contatto primigenio del veneto con la propria terra, a quella forma di paganesimo come religiosità legata alla terra nativa, al culto delle divinità locali. Scrive Turri:
“Culti pagani (il culto della buona cantina, della selvaggina catturata nei roccoli, delle verdure e della frutta dei broli, più tanti altri vizi) soprattutto quelli dei signori, che hanno lasciato retaggi nell’intero Veneto: se si concedevano tutti i lussi loro perché mai il povero contadino non poteva fare altrettanto?”

Del resto la pittura veneta è piena di queste feste mondane, di scene mitologiche presso boschi e fonti, dove si celano le ninfe. E Basilio Bossio è un satiro aggiornato al miracolo economico, al malinteso che il denaro possa comprare tutto: il benessere personale come la dignità sociale, perdendo cammin facendo il piacere del gioco e quell’immunità inconsapevole di potersi collocare al di là del bene e del male.

 

*Geografo del Politecnico di Milano. L’articolo citato è ospitato in Il grigio oltre le siepi, geografie smarrite e racconti del disagio in veneto a cura di Francesco Vallerani e Mauro Varotto (dossier nuova dimensione, 2005)

 

Giuseppe Ausilio Bertoli è nato a Grumolo delle Abbadesse (Vicenza). Ha scritto vari libri: Il veggente di Bovo (Solfanelli, 1991) Amore per ipotesi (Campanotto, 1994), Gente tagliata (Ed. del Leone, 1996), Ricerche amorose (Campanotto, 1998), Giostra mentale (Manni, 2001), il romanzo e-book Amore di banca e il saggio I temi della comunicazione (Lupetti, 2004).
Oltre che narratore è anche sociologo della comunicazione e pubblicista. E’ stato finalista ai Premi letterari Piero Chiara, Batocchi Città di Piombino, Bergamo e  Insula Romana.

 

Giuseppe Ausilio Bertoli sarà presente il prossimo 23 novembre a villa Lattes (Vicenza) per presentare il suo libro. Maggiori informazioni qui.

Un'intervista all'autore: qui.
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