
Quello che si chiede questo saggio semiserio è curioso, il modo in cui è trattata la sua tesi pure. Un piatto succulento bombardato in trentamila spunti da cui ognuno attinge a modo suo.
Cos’ha l’Emilia Romagna per sfornare, tra tortellini e prosciutti essiccati tra il fiume Po e le cicale, una schiera cosi folta di musicisti e cantautori così noti al panorama italiano? Forse la via Emilia, come direbbe Lucio Dalla, o forse, spore residuali da una cometa che ha colpito gli abitanti o un attacco alieno…Sulla via di una scrittura entusiasmante, nostalgica e divertentissima, tra Nomadi, Guccini, Vasco, Modena City Rambles, Skiantos annessi e connessi dei CCCP in primo piano e non solo loro, Gianluca Morozzi (story teller da marchio di fabbrica) confeziona un libro simpatico che è quasi variazione sul tema, tracciando nella cornice di ogni cantante e band citata una mini storia intonata in cui il seme
autobiografico non manca mai.
L’Emilia O La Dura Legge Della Musica è un viatico tra memorie di concerti, aneddoti di memoria collettiva e individuale e tutti i colori dell’Emilia di fronte alla musica, una su tutte, quella di conoscere per caso un nuovo artista musicale in un piccolo palco di provincia, dire “proprio niente male” e ritrovarselo lì in classifica. Luciano Ligabue docet.
Emozioni in primo piano, e il dovere di cronaca diventa una pagina di vita.
Dopo il reading su Erri De Luca, le incursioni su You Tube del noto doppiatore Ivo De Palma continuano sotto il segno degli Spoken Words:la sua recitazione in
libertà da ogni personaggio, il suo lavoro secondo se stesso senza incasellamenti,quando il mondo di fuori può aspettare. Questa volta è un sondino nel panorama del sottobosco della letteratura indipendente a fare da protagonista a una recitazione in versi molto particolare.
Benvenuti nel mondo di Stefano Lorefice (ne avrà memoria chi già qualche anno fa leggeva i miei post in questo space), nato sotto il segno dei più milanesi nomadismi metropolitani con le poesie di Prossima Fermata Nostalgiaplatz e Budapest Swing Lovers, Ivo De Palma mette in luce il suo lato più recente e maturo: la crescita e la maturazione di questo poeta nel tratto evolutivo dalla salsa al neon alla riscoperta dei valori delle origini racchiusi nella raccolta L’Esperienza Della Pioggia da cui nascono i tre video che vado a presentarvi.
Come nasce questo connubio? - Ho conosciuto Stefano anni fa, leggendo dal vivo alcuni suoi brani tratti da Cosmo Blues Hotel.- racconta Ivo De Palma - Arrivai nel localino (un circolo Arci) in cui i gestori mi avevano chiamato per leggere alcuni suoi brani, presentati da una giovane giornalista che teneva lì anche un corso di scrittura creativa. Arrivai con un minimo di impianto audio che mi ero portato, e un solerte giovanotto si offrì di darmi una mano a trasportarli di sopra, dove si sarebbe tenuto il reading. Quasi "en passant" mi disse: "sono l'autore". Ecco, lo conobbi così. Apprezzò molto la mia lettura, cui seguì anche uno dei miei progettini, allora solo audio (Youtube non c'era ancora), che collocai sul mio sito e che lui veicolò dappertutto attraverso il suo blog. Ma quella era prosa.
E qui Stefano Lorefice aggiunge: - Un'amica comune che gestisce un locale a Torino dove si tengono dei reading, dopo aver letto Cosmo, mi propose di farlo avere ad Ivo...sai mai...e infatti il libro lo colpì; al punto che accettò di buon grado di leggerne alcune parti in pubblico...
Beh, l'ho aiutato a portate l'amplificazione al piano di sopra, nel mentre gli ho detto che ero io quel tipo di cui leggeva parti del libro(era la prima presentazione di Cosmo Blues Hotel). Ovviamente, io sapevo già chi fosse, ma era la conoscenza della voce che ti si stampa in testa perché l'ascolti alla televisione. Mi ha molto colpito il suo modo di leggere le mie cose, e da lì non ci siamo più persi di vista, ed infatti poi sono nati alcuni progetti...alcuni realizzati (i video disponibili in rete) ed altri...si vedrà. Persona rara, e di valore; sia artistico che umano, e non è poco.
Nel tempo la mia scrittura è avanzata ed il suo modo di interpretarla è avanzato di conseguenza e per necessità. C'è stima reciproca, e sincera. Sono percorsi umani che arricchiscono e danno la misura del valore di certe scambi artistici e di certe amicizie.
Ma se quella di Cosmo Blue Hotel era una raccolta di racconti, di prosa, il verso poetico di Lorefice è sempre stato caratterizzato da un tratto non convenzionale. Dai metrò alla “logica del sedimento” del ritorno alle origini, il suo verso si ermetico e complesso: senza punteggiatura (apparente), ermetismo, nessun titolo. Graffiante e complesso per una recitazione ad alta voce, Ivo De Palma, ne crea prima in “La pioggia e altre esperienze…”, un viatico trasversale, per un’impostazione cangiante:ora sarcastica, ora dolce e cadenzata come una lettera progressivo pensare a voce alta fino ad esplodere in un magmatico tepore violento e sconsacrato,una tempesta che poi ritrova calma, un nastro tutto da scoprire. Un ésprit cangiante per antonomasia, un cromatismo variopinto. Un verso, una recitazione cantata che è come lo spartito di una fuga… E in fatto di sonorità, alla colonna sonora si riconferma come nello spoken su Erri De Luca, il progetto GianVigo firmato dal giovane polistrumentista Giampiero Timbro sulle note delle sue suite strumentali elettriche e pianistiche racchiuse in Absinth Piano E-Bow, un universo da concept metafisico che per Ivo è una piacevole conferma d’ispirazione. E Giampiero dichiara: - credo che Ivo riesce bene a coordinare le emozioni che trasmettiamo e ad esprimerle. Gli ho girato qualche nuova composizione, ma nulla di ufficiale, ora sto pensando a sistemare il materiale che vorrei registrare in studio e che poi proporrò a qualche etichetta indie che crederà nel progetto.
Altro effetto suggestivo è la scelta delle immagini, in realtà si tratta di fotografie scattate da Stefano Lorefice: - il mio progetto fotografico si muove su più fronti, al momento sto preparando delle immagini da proiettare durante i miei reading, immagini che hanno un legame, anche solo epidermico, con quanto scrivo e con il mood del mio modo di leggere. Il titolo di questo progetto è "Mantras". 

Una volta ultimato questo progetto, farò letture un po' ovunque nello stivale. L'idea è quella di unire visività, parole e suoni. Le parole saranno prese da "L'esperienza della pioggia" (in ristampa in questi giorni) e dai nuovi testi inediti, alcuni dei quali interpretati da Ivo nei due video.
In quanto a drammaturgia, nel secondo video Suburban Prayer raffiora una vesta da “memoria del sottosuolo” oscura e illuminante, come una falena contro la luce in cerca d’amore. Più cupa, più intensa, miscelata con un un nuovo ulteriore elemento: i frame video loop di Vj Kar dal mood fluorescente. Straordinariamente differente dal primo video considerando che entrambi hanno come matrice lo stesso libro. Versi poetici interpretati in una miscellanea patchwork di suggestioni.
E se Surbuban Prayer è l'anoima fosca e ombrosa di questo reading, la dolcezza più profonda emerce nell'ultimo tributo, Remainders (reminders) Of... Love..., una velata e tenerissima dichiarazione d'amore sulle immagini del book di Giuliana Mendez.
Insomma, un De Palma dai mille volti in un tempo ristretto e un nome da scoprire per chi non l’ha già fatto quello di Lorefice. Ma approfondiamo ancora di più questo progetto attraverso l’intervista a Ivo,ideatore di questo simposio artistico:
1. Come mi hai già dichiarato, il tuo primo incontro con Stefano Lorefice è stata un reading en passant di Cosmo Blues Hotel. Eppure una qualche aurea particolare ti ha colpito, cosa ti ha spinto di nuovo sulle sue tracce per affrontare L’Esperienza Della Pioggia?
Io e Stefano non ci siamo mai persi di vista, da allora. Avevamo anzi progettato uno spoken words itinerante, basato naturalmente sui suoi testi, che poi, causa problemi miei personali, non fu possibile concretizzare. Nel frattempo, la sua vena compositiva maturava, fino a tornare a piegare la sua voce, e di conseguenza anche la mia, ad una qualche forma di metro, molto libero nella scansione, ma indubbiamente più denso quanto a spessore: il famoso “significato che sta nell’accumulo”, citato dallo stesso Stefano in un suo passaggio. Da un lato mi ha complicato la vita, perché il rigore secco del verso poetico è infinitamente più difficile da interpretare, rispetto al realismo linguisticamente vario e sovrabbondante della prosa. Dall’altro, me l’ha semplificata, perché l’universo espressivo dei giovani e/o giovanissimi metropolitani comincia a farsi un po’ distante dalla mia sensibilità di ragazzo del ’62... Mi ero divertito un sacco a interpretare dal vivo quei passi di Cosmo Blues Hotel, ma già allora mi faceva un po’ specie dar voce ai 20/25enni... diciamo che mi trovo più a mio agio dai 30/35 in su! Oppure, decisamente sul verso poetico di Stefano, che ha spessore e valenze più generali, quindi è, per così dire, senza età.
2. La poesia ai tempi di Lorefice: nessun titolo, nessuna lettera maiuscola, qualche scarna virgola…questa la “scenografia-madre”.Per te, L’Esperienza Della Pioggia, la sua terza raccolta poetica, è stata la prima esperienza con la sua scrittura in versi. Come ti ha lasciato inquadrare e incanalare l’impronta ritmica della tua impostazione recitativa?
Come detto, non è stato un approccio facile. Un conto è la lettura mentale, l’analisi del testo da un punto di vista eminentemente strutturale. Da questo punto di vista la ricerca di Stefano è chiara e, mi sembra, decisamente pregevole nei suoi esiti. Tutto un altro conto è mettere i versi alla prova della scansione ad alta voce, procedura che ritengo auspicabile non solo per ovvi motivi professionali, ma anche perché la voce è stata per secoli il principale strumento di trasmissione di intrattenimento e cultura (la seconda, spesso, con la scusa del primo...), rimpiazzando talvolta più che egregiamente la scrittura, che non tutti (per non dire quasi nessuno), tra gli antichi fruitori, avrebbero potuto leggere. La battaglia che ingaggio coi versi di Stefano sta nel tentativo di assecondarne l’essenzialità senza rinunciare a un certo trasporto interpretativo. Stefano scrive in modo diverso da come io usualmente recito, ma dal momento che il mio intervento arriva dopo, è chiaro che sta a me trovare la giusta quadratura.
3. Approfondiamo il tuo aspetto recitativo. E’ vero che il libro crea un climax dalla città al ritorno al locus amoenus della natura e degli affetti, ma tu ne crei un patchwork più complesso. “La Pioggia E Altre Esperienze…”, mi appare come una missiva in corso di scrittura. La tua impronta ora sarcastica, poi quasi dal volto del nemico, poi riflessivo, lineare, dolce. Il tutto complice anche di un tuo viaggio trasversale tra vari momenti di queste pagine del libro. Spiegami meglio tutta questa architettura vocale e dello script che ti sei prefisso.
Si parte da uno dei momenti più belli e interessanti della poetica di uno scrittore: quello in cui decide di dare le coordinate entro cui si muove, di spiegare, in buona sostanza, perché fa poesia, come gli viene questa urgenza e magari anche in che modo, materialmente, la soddisfa. Il resto, nel breve spazio concesso da un progetto del genere, vorrebbe condensare alcuni dei temi ricorrenti nella produzione di Stefano: il rapporto con la strada, e con i personaggi e le situazioni che la popolano, e una certa visione, tutt’altro che ottimistica, della deriva totale nella quale siamo impegolati, e di cui prima o poi si dovrà rendere conto, almeno moralmente, alle generazioni che verranno. In ultimo, ciò che hai definito il “locus amoenus” della natura e degli affetti. Non proprio un “lieto fine” consolatorio, che non è nelle corde di Stefano, ma una sorta di recupero di concretezza e di senso di cui ognuno di noi ha estremo bisogno.
4. Una sottolineatura ulteriore, non trascurabile, molto tua. Hai inserito quasi a metà, quell’inserto della tua voce a mo’ di telegiornale. Parli di una donna stuprata sotto la pioggia. A seguire il flusso delle parole sembra una sorta di interiorizzazione della colpa, come se impersonassi la maschera del personaggio del carnefice.Spiegami.
La maschera del carnefice l’ho fatta impersonare allo stesso Stefano. In quella sequenza visiva, piuttosto convulsa, appare per ben tre volte un occhio inquietante, di un volto che vediamo solo per metà, quasi nascosto dietro uno stipite e che sembra osservare furtivamente la donna che appare nelle immagini, prima di assalirla. Quella è una delle fotografie più raggelanti di Stefano (che a quanto mi risulta è buono come il pane, sia ben chiaro!). La mia voce, corretta in mix come se provenisse da un radiogiornale, parla della vicenda in modo abbastanza distaccato, dandola quasi per scontata, e riferendo di commenti che vertono su quanto sia immorale una violenza carnale sotto la pioggia, come se in altre circostanze non lo fosse altrettanto. Insomma, uno spaccato di quanto abbiamo ormai fatto l’abitudine anche al peggio.
5. A Suburban Prayer, per quanto mi sembra è nata all’improvviso. In maniera lampante. Il mood è strettamente gotico, così diverso dal precedente.Trattandosi di un progetto tratto dalla stessa raccolta poetica, come nasce questa doppia anima?
L’anima “gotica” di questa appendice è stata influenzata principalmente dalla trascinante colonna sonora di Giampiero. Fino a questo momento avevo utilizzato i suoi brani più tranquilli, cioè più congeniali a fare da sottofondo alla recitazione vocale. Questo brano, invece, non ne voleva sapere di restare “sotto”, ma pretendeva con prepotenza di imporsi sull’evento. Questo ha determinato anche la scelta di immagini meno statiche, e di un montaggio più serrato. Quanto ai testi, sono tornato alla strada, ai viali, ai sobborghi e ai sotterranei spesso cantati da Stefano, ma serviva un’idea più perentoria per poterli stendere su un sottofondo così incalzante. Da qui, il taglio declamatorio a mo’ di “preghiera suburbana” (più che “gotica”, decisamente “infernale” direi...), anche qui con l’auspicio finale in una sorta di ruolo salvifico della poesia (purché legata alla vita vera) e dell’innocenza ritrovata (“amore è sapere arrossire...”).
6. Come dire? Parlando di Remainders (Reminders) Of...Love...,questa chimica, questa rimanenza del cuore, sembra celare un sentimento tanto coinvolto ed indizzato.Non è forse vero? con Giuliana c'è del tenero...
Non ti sbagli...Trovo che dire a una donna che è unica con le parole di Stefano, così apparentemente minimali e "low profile", sia molto bello.E il brano di Giampiero, di recentissima composizione, era davvero l'ideale. Le parole, apparentemente, minimizzano. La musica invece, un po' "lisergica", trasfigura. E la voce è lì in mezzo, a fare, come al solito, da sponda...
7. Al trittico De Palma – Lorefice – Timbro, qui si aggiunge una new entry, si aggiunge Vj Kar che firma i video loop. Com’è nata questa idea?
Cercavo immagini in movimento, possibilmente sotterranee, tipo metropolitana. E ho lanciato una ricerca. Sono arrivato al sito di questo interessantissimo videoartista catanese, che rende disponibili gratuitamente, per il download, alcuni suoi “video loop”, accontentandosi di essere citato tra le fonti, cosa che non ho avuto alcun problema a fare. Ho trovato i suoi materiali molto pertinenti per il progetto.
8. Parlando in generale, Stefano Lorefice è un valido esponente di quel macro mondo italiano della piccola editoria. Tu come giudichi questo settore?
Un serbatoio di novità potenzialmente interessantissimo, purtroppo penalizzato sia in fase promozionale (la tiratura per titolo è la metà di quella media delle grosse case editrici, e d’altronde se nessuno richiede il libro non può essere che così), sia in fase distributiva (rotazione a magazzino e presenza sul punto vendita molto basse). Un circolo vizioso che allontana gli investimenti sui progetti editoriali alternativi. Ma mi rendo conto che non dico nulla di nuovo, né per questo, né per altri settori...
9. Dopo l’editoria indipendente, parliamo anche della musica underground. Continui ancora la tua esperienza di questi tuoi video-reading su You Tube accompagnato dalle musiche di Giampiero Timbro. Una piacevole conferma insomma?
Sì. ho già chiesto a Giampiero ulteriori composizioni, quindi prima o poi mi rifarò vivo con qualcos’altro. Colgo l’occasione per ringraziare Stefano e Giampiero per la disponibilità dei loro materiali, davvero preziosa per questi piccoli eventi.
10. L’idea di queste tue brevi incursioni recitative in formato You Tube si è rivelato come una piccola miniera artistica. Che sensazioni ne trai da questa esperienza artistica, fuori le righe, non commerciale, tutta tua? Continuerai?
Certamente, anche se mai con la frequenza che vorrei. Ma ritengo esperienze del genere come vero e proprio ossigeno per la mia mente, quindi cercherò, tra un impegno e l’altro, di non farmele mai mancare. Le considero un lusso che talvolta posso permettermi. Potessi anche viverci, sarebbe davvero fantastico!!
.: IVO DE PALMA
sito ufficiale: www.ivodepalma.it
sito ufficiale: http://www.gianvigo.it/
Absinth Piano E-Bow: recensione e intervista sul progetto GianVigo
.: VJ KAR
My Space: http://www.myspace.com/vjkar
Considero valore ogni forma di vita,
la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente,
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo,
accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord,
qual'e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare
e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
A volte quello che serve è un cambio di prospettiva. Chiamatela pure idea estemporanea, un momentaneo cambio di inquadratura. Il ben noto e lirico scrittore Erri De Luca e Ivo De Palma, doppiatore che dagli anni 80' a oggi firma i
personaggi più pregnanti degli anime giapponesi come Pegasus nei Cavalieri Dello Zodiaco, gli basta questo come biglietto da visita per farvi capire di chi stiamo parlando. Ma stavolta c'è qualcosa di diverso. Proprio la non convenzionalità di dire Ivo De Palma in quanto Ivo De Palma, senza personaggi.
Una scheggia.Tutto parte da questi versi, si tratta di Considero Valore del romanziere Erri De Luca, versi germogliati nella sua unica raccolta di poesie intitolata Opera sull'acqua e altre poesie, Einaudi (2002).
Aggiungeteci Ivo De Palma, non doppiatore ma voce recitante, recitazione pure, senza clichés televisivi.
Un piccolo mondo, un mondo a parte, senza trucco sul viso. Ivo De Palma al di là
dell'industria dello spettacolo,insomma, quella parte di sé quella più vera che spesso si dimentica. Ed ecco allora il lato oscuro della luna, anzi…quello chiaro e non filtrato. E' quello che di gran lunga appare nel suo nuovo spazio su Youtube, questo voler essere se stessi sopra ogni cose, senza maschere. Un bisogno, un' esigenza.
Una prova d'autore che sa di perla rara questo breve reading ma in cui c'è tanto da scoprire. Importante anche la potenza sottile della colonna sonora: occasione colta al volo anche quella. L'autore è Giampiero Timbro, giovane cantante e compositore beneventano dal forte impatto visual. L'accoppiamento, nato da un rapido tam tam sul web nasce da un suo progetto musicale solista chiamato GianVigo nell'ambito del suo demo Absnth Piano E-bow. La traccia scelta per colonna
sonora è L'Essenza Del Minimalismo 001, brano sperimentale in piano solo. Giampiero dichiara sulla genesi di questo sodalizio: Ho fatto ascoltare la demo a Ivo che ha subito apprezzato, poi è venuta fuori questa sua idea, un'evoluzione naturale delle cose. E' stato un grande onore, una cosa che mi ha reso felice, in quanto non solo sono un grande fan dei Cavalieri dello zodiaco, ma anche un grande estimatore della sua voce. Ritengo sia una delle migliori in Italia.Nella fattispecie L'Essenza Del Minimalismo 001 l'ha scelta Ivo, probabilmente è quella che gli ha trasmesso sensazioni più in linea col tema
E' una goccia, ma mi piaceva scavare fino in fondo. E con tanta gratitudine a Ivo De Palma per avermi dedicato il suo tempo prezioso, ecco l'intervista che abbiamo realizzato insieme.
1.Un omaggio alla poetica pregnante di Erri De Luca, grande valore morale e simbolo partenopeo per un napoletano di nascita come te. Come sei arrivato a scegliere questo autore e questo testo?
In realtà non ho cercato io questo autore, ma negli ultimi tempi alcune recenti circostanze fortuite (o meno, a seconda che si voglia vedere un senso anche nell'apparente caso, o, rimescolando le lettere, caos...) lo hanno posto nel raggio della mia attenzione: una mia allieva di dizione ha cominciato a esercitarsi su pagine tratte dai suoi libri, mia madre ha cominciato a leggere un suo libro, che ho poi letto anch'io, e una mia conoscente ha pubblicato il testo di questa poesia sul suo profilo di Facebook. Insomma, in qualche modo mi sono sentito "chiamato" a mettere questo autore alla prova della mie possibilità interpretative, che poi significa in realtà il contrario, cioè mettere quel poco (ars longa, vita brevis...) che in 25 anni di esperienza ho imparato alla prova di autori di indiscutibile spessore.
2. Nella veste puramente letteraria, è stata la stagione dei Cavalieri Dello Zodiaco "old style" firmata dall' adattamento di Stefano Cerioni e dalla direzione del doppiaggio di Enrico Carabelli a spalmare sulla tua voce citazioni provenienti da maestri come Dante e Ugo Foscolo. Ma il vero Ivo cosa ama di più leggere volendo fare una lista dei tuoi libri e autori preferiti?
Beh, cominciamo col ricordare che gli esiti poetici legati, in quella serie televisiva, al mio personaggio non portano le autorevoli firme che hai menzionato. Furono mie iniziative estemporanee, discusse in sala col direttore di doppiaggio e inserite nelle battute di Pegasus. Nel bene e nel male, quindi, me ne assumo responsabilità diretta. Per tutto il resto, sono di gusti abbastanza larghi: mi intrigano le visioni un po' folli di Moresco come le rigorose analisi di Chomsky, passando per la vena potentemente romantica di un Marai. Poi, ho una speciale adorazione per i versi di Mariangela Gualtieri.
3. Parlando ancora di te, in reading come questo emerge la tua voglia di venire fuori senza il filtro dei tuoi pluricitati personaggi partoriti nel tuo lavoro ormai ventennale soprattutto per Studio PV, da Pegasus a Mirko, dal sergente Mahoney al recente doppiaggio della serie di Hades. Senti a volte l'esigenza di venire fuori come te medesimo agli occhi del pubblico senza queste "maschere"? La tua presenza su internet con i tuoi affezionati lo lascia intuire…
Certamente. Esistono aspetti della ricerca personale di ognuno di noi che sul lavoro difficilmente vengono fuori. Questo per vari motivi, legati essenzialmente al fatto che, per motivi di resa commerciale (meglio, più in fretta), tendiamo a essere sempre utilizzati per ciò in cui funzioniamo maggiormente. Ma la nostra vita, i nostri interessi, i nostri orizzonti e le nostre aspirazioni, col tempo, possono cambiare, spesso senza che quanti sono preposti a selezionare le voci se ne accorgano. Gli anni di esperienza ci perfezionano tecnicamente, ci insaporiscono in termini di sensibilità, ci insegnano a mettere un pensiero dietro alle battute, ma non è detto che il mercato ufficiale se ne accorga e ne approfitti, specie laddove, come al nord, non esiste il doppiaggio cinematografico. E allora, personalmente sfrutto ciò che la tecnologia mi mette a disposizione, per divertirmi (nessuno mi paga per prodotti come "Valore") a spaziare con la voce su piccoli progetti non convenzionali. Per il resto, ho un contatto praticamente quotidiano con gli appassionati anche su altri aspetti del mio lavoro, come l'adattamento dei dialoghi italiani.
4.Torniamo a Valore. Hai scelto come colonna sonora per il video, il brano L'Essenza Del Minimalismo 001 del giovane musicista beneventano Giampiero Timbro.Scelta che sembra aver fatto breccia al primo colpo dopo aver ascoltato il suo progetto Absinth Piano E-Bow. Ci racconti questo percorso?
Qui il calcio d'inizio si deve al buon Giampiero, che mi ha inviato tramite Facebook il link ai propri materiali. Ascoltandoli, mi sono reso conto che, ancorché musicalmente bastassero a se stessi, presentavano caratteristiche tali da renderli ideali per accompagnare una voce recitante. Espressi tale convinzione a Giampiero, rammaricandomi di non averli potuti scaricare. Tempo due minuti ricevetti il link per il download e la cosa finì lì, con infiniti ringraziamenti da parte mia. Qualche giorno dopo, approfittando di una mattinata un po' più libera del solito, mi dedicai a un nuovo ascolto dei materiali di Giampiero, con l'idea di trovare il sottofondo ideale per "Considero Valore" di Erri De Luca, poesia in cui mi ero imbattuto giorni prima. L'Essenza del Minimalismo 001, sfrondata di una parte centrale più complessa, mi parve fare al caso mio. Montai per bene il minuto e mezzo musicale ed entrai in sala, dove registrai di getto la poesia con la musica in cuffia, senza rifarla nemmeno una volta. In mix modificai solo qualche pausa, perché le parole facessero qui e là da contrappunto al fraseggio musicale. Creai quindi il master audio, che importai in un software di montaggio video per aggiungere le immagini, cioè foto del poeta rese disponibili sul web. Il volto di De Luca è meravigliosamente scavato dagli anni, quindi rende decisamente attendibili, come nate dalla riflessione di una vita, le affermazioni contenute nel testo. In capo a due/tre ore, il reading era pronto per la condivisione sul web.
5. Un doppiatore è soprattutto un attore, doppiaggio è quindi anche recitazione. Recitazione, che sembra essere il filo conduttore del tuo spazio su You Tube di cui sei un neofita internauta. Come nasce questa idea prendendo, per il momento, in considerazione anche l'upload di un'altra tua rilettura intitolata Eterna Primavera basata su un quadro di Silvana Cimieri e un testo di Marina Bergadano?
L'idea è molto semplice, ed è legata alle riflessioni già fatte nel corso di questa conversazione. Preso atto dell'esigenza di esprimermi in modo autonomo e di cercare un contatto diretto con il pubblico, si trattava di individuare i mezzi più adatti alla bisogna. In principio, e per molti anni, è stato solo il mio sito ufficiale. Ora sono presente anche su Youtube e Facebook.
6. In quanto ai video, il film maker sei ancora una volta tu. Semplice passione?
Beh, non posso fare mille cose a livelli straordinari... è già tanto se riesco a farne una a livelli anche solo decenti... Il montaggio e la regia cinetelevisiva mi intrigano molto, ma non posso dire di non avere ancora un sacco di cose da imparare.
7. L'uscio sul mondo del tuo lavoro è aperto, sveli anche i backstage della realizzazione del doppiaggio. Da grande esperto e appassionato del tuo lavoro, quali regole - gotha consigli a chi vuole tentare una strada come la tua?
Dotarsi delle basi indispensabili. Darsi scadenze realistiche e precise. All'interno di queste, buttarsi a capofitto nell'ardua impresa di entrare in questo mercato. Chi è privo di basi, di motivazione e di pazienza, lasci perdere.
8. E per il prossimo futuro cosa ci riservi di bello in quanto a progetti dentro e fuori la Rete?
"Valore" non ha avuto chissà quale gestazione... Credo che le cose più belle nascano un po' all'improvviso, per innamoramenti subitanei (un po' come le belle storie d'amore...), per surriscaldamenti creativi non troppo programmati. Il resto è ordinaria amministrazione, di cui comunque, trattandosi di un lavoro come il mio, non mi posso proprio lamentare.
www.ivodepalma.it
Vedi anche Ivo De Palma e gli spoken words su Stefano Lorefice
Quello che le donne vogliono: tavolata in “rosa” a “Mangia come scrivi”
Giovedì 6 marzo ospiti della rassegna al Cigno nero di Montechiarugolo (Pr) le scrittrici Rossella Canevari e Virginia Fiume, Maria Elena Molteni e Giulia Rossi, Elisa Genghini, e l’illustratrice Laura Prestopino
Quello che le donne dicono, pensano, scrivono. E soprattutto “What Women Want”, quello che le donne vogliono. E’ dedicato all’universo femminile il nuovo appuntamento di “Mangia come scrivi”, la rassegna gastronomica e artistica che un giovedì al mese si svolge alla trattoria Il cigno nero di Montechiarugolo, in provincia di Parma.
Tra cibo, letteratura e arti figurative, giovedì 6 marzo alle 21 saranno ospiti del locale di piazzale san Quintino (info allo 0521-686450, www.mangiacomescrivi.it) le scrittrici Rossella Canevari e Virginia Fiume, Maria Elena Molteni e Giulia Rossi, Elisa Genghini, e l’artista Laura Prestopino: una ricchissima tavolata in rosa, con le autrici di “Voglio un mondo rosa shokking” (Newton Compton), “Alice & friends. Boop fashion story” (Marlin), “Volevo sposare Kurt Cobain (o fidanzarmi per sempre con Manuel Agnelli)” (Coniglio editore) e l’illustratrice di Boop.it.
In omaggio al gentil sesso, le tradizionali quattro portate del menù saranno arricchite questa volta da un tocco floreale: si partirà con una rosa di culaccia con mousse di caprino, per chiudere in dolcezza con fragranti porzioni di torta mimosa.
Come prevede la rassegna ideata e condotta dal giornalista Gianluigi Negri, dopo la degustazione dei piatti seguiranno le letture proposte dalle scrittrici: brevissimi intermezzi d'autrice per presentare il lavoro delle colleghe vicine. La Molteni e la Rossi leggeranno così la Canevari e la Fiume, che leggeranno, a loro volta, la Genghini, che chiuderà il cerchio leggendo la Molteni e la Rossi. In sala verranno esposte nove illustrazioni della Prestopino.
Le ospiti saranno introdotte, a inizio serata, dallo scrittore Andrea Villani.
Il prossimo appuntamento di “Mangia come scrivi” si terrà giovedì 10 aprile, con una serata dedicata ai “ribelli senza causa”. Ne saranno protagonisti Francesca Ferrando (la scrittrice del roman-zoo “Belle anime porche”), Pier Francesco Grasselli (“All’inferno ci vado in Porsche”), Bruno Panebarco (“Fedeli alla roba”) e la pittrice “Deda”.
Per info: www.mangiacomescrivi.it
FERMATEVI A LEGGERE:PORTOSEPOLTO
È uscito il numero zerozero di portosepolto, taccuino letterario in cui si succedono scrittori, poeti, musicisti, recensori.
Nel numero zerozero puoi trovare racconti di gianluca morozzi, cosimo argentina, giorgio sannino, giuse alemanno, gianluca mercadante, elisa genghini, poesie di guido catalano, intervista ai perturbazione in uscita in questi giorni con il loro nuovo album. E in più disegni che introducono le varie sezioni, e recensioni a quattro libri interessanti.
Portosepolto non ha un prezzo di copertina. Non ci piaceva l’idea. Si distribuisce e diffonde in cambio di una libera offerta.
Dal manifesto editoriale:
La scrittura è sangue, anima, sonno, riposo.
La scrittura è, in qualunque sua forma, è un bicchiere di birra gelata che rinfresca le papille gustative della mente.
La scrittura è un viaggio a livello del cuore, un viaggio fatto di sogni, segni, disegni. Incubi, muscoli e sudore.
La scrittura è piacere, piacere di restare distesi su un’amaca verde e gialla come la notte, e andare avanti a leggere, andare avanti a scrivere, fino alla fine, ben oltre la fine di un racconto, una storia, una poesia.
Porto sepolto è un libero spazio creativo in cui la parola ha il diritto, l’obbligo, il dovere di circolare liberamente nella forma più consona a chi la crea, la plasma, la restituisce alla superficie. La parola.
Porto sepolto è un’evidente citazione ungarettiana, è ciò che di segreto rimane in noi, indecifrabile. È un luogo di sangue e bagliore, di odio e riposo, di pace e pianto, un luogo non luogo misterioso cui ci si avvicina con la ricerca. Che si esprime, in itinere, con la parola.
Portosepolto puoi trovarlo presso:
la libreria massena –via massena 28-,
la libreria la gang del pensiero –corso telesio 99-,
i circoli arci cafè liber, casseta popular (grugliasco) e giancarlo,
il diwan cafè –via baretti 15/c-.
oppure puoi ordinarne una copia inviando una semplice mail a infoportosepolto@gmail.com e chiedendo informazioni circa la spedizione.
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SABATO 30 DICEMBRE – GIOVEDÌ 4 GENNAIO
(venerdì 29 dicembre – allestimento aperto-work in progress, 31 dicembre e 1 gennaio – chiusura)
CRACK! – fumetti dirompenti
mostra internazionale di fumetti indipendenti del Forte Prenestino
presenta
COMIK SHAKE
prima mostra del fumetto fuoritaglia
con rappresentazione teatrale e proiezione film d’animazione
c/o Ex Fienile – Tor Bella Monaca
Fumetto: Chiba, Breezy G, Serpeinseno, Barbara Fagiolo, Mp5 + to/let
Teatro: Schizzi Impazziti
SABATO 30 DICEMBRE 2006, ore 17.00 Inaugurazione
Ex Fienile
Largo Ferruccio Mengaroni, Tor Bella Monaca, Roma
VENERDÌ 29 DICEMBRE 2006
Allestimento aperto – work in progress
LA MOSTRA.
Dalle penne, dall’anima e dal corpo di nove giovani autrici (tutte donne, per caso o per forza…), direttamente sul foglio mai più bianco, il 30 dicembre, alle ore 17, Crack! inaugura Comik Shake, bellissima mostra del nuovo fumetto fuoriscala. Una mostra “grande”, buona ed energizzante come un milk shake, ma anche miscelata e contaminate, in cui grandi vignette, grandi immagini, grandi strisce attacchinate su fogli stampati mettono in scena un’appassionante ricerca artistica e umana, di denuncia e di affermazione di autonomia, tra il gioco e la paura, la favola e l’incubo. Un di-segno, quindi, che transita tra la gioia e il dolore, ricco di momenti forti, dinamico, pulsante, e insieme felice ricerca sperimentale di un nuovo modo di fare fumetto. Un disegno al contrario che, invece di essere ridotto, come al solito, dal foglio dipinto alla vignetta, viene ingrandito, dalla bozza alla stampa, alla ricerca dell’anima stessa di questi capolavori, e di noi. Un’“idea fuoriscala”, allora, che partorisce disegni ingigantiti, per dire mille nuove possibilità.
La mostra è suddivisa in spazi individuali, in cui ogni autrice (da sola, o in gruppo) presenta i propri lavori che, come un unico corpo – tra mostri che sbucano da scalinate buie, sfondando la quarta parete, lavori di delazione sociale, e divertenti interpretazioni in chiave quasi fabulistica – respirano nello scenario dell’Ex Fienile, polo della musica e delle arti nella periferia metropolitana, e organizzatore, insieme a Crack!, la Regione Lazio e Datacop, della manifestazione. Comik Shake è curata da Crack! Fumetti dirompenti, la mostra internazionale di fumetto del Forte Prenestino che, ormai da più di due anni, sostiene, interconnette, incoraggia e appoggia un sempre maggior numero di nuovi autori indipendenti. Il 30 dicembre, inoltre, in occasione dell’inaugurazione, la compagnia teatrale Schizzi Impazziti presenta, alle ore 19, lo spettacolo Le maledette mosche di Andrea Pazienza. Alle ore 21, per finire, è in programma la proiezione di film d’animazione.
Dopo il 29 dicembre – in cui i curatori, le autrici e i teatranti procederanno a un allestimento aperto della manifestazione, di modo che il pubblico possa partecipare come spettatore o come protagonista al work in progress –, e il 30 dicembre – giorno dell’inaugurazione, in cui i cancelli si chiuderanno alle 24 –, la mostra proseguirà il 2, 3, e 4 gennaio, dalle ore 16 alle ore 20.
LO SPETTACOLO TEATRALE.
Sabato 30 dicembre, alle ore 19, gli Schizzi Impazziti presentano Le maledette mosche di Andrea Pazienza. Innamorati da sempre del fumetto d’autore, gli Schizzi Impazziti danno voce, musica, parola e immagini in uno spettacolo versatile e flessuoso a uno dei più grandi fumettisti mai esistiti, Andrea Pazienza. La rappresentazione, raccontano i membri della compagnia, nasce da una faticosa selezione di strisce, storie, immagini, scritti del Paz, grazie alla quale questo gruppo di teatranti dà vita agli indimenticabili personaggi di Pompeo, Zanardi, Pertini, il papa e quant’altro, in un’emozionante, visionaria carrellata dal titolo Viaggio intorno alle maledette mosche di Andrea Pazienza. Nel corso dello spettacolo, “il Contrabbasso di Lucio Villani crea atmosfere e fa da contrappunto alla lettura dei testi da parte di Vania Castelfranchi e di Massimo Cusato, mentre alle loro spalle scorrono le immagini delle tavole, dei disegni e degli schizzi di Pazienza, selezionate da Fiammetta Mandich”.
LA SEDE DELLA MANIFESTAZIONE: L’Ex-Fienile, polo della musica e delle arti nella periferia metropolitana, è un centro interculturale polivalente per la diffusione della musica, del teatro e di qualsiasi altro linguaggio espressivo, attento soprattutto alla promozione delle culture giovanili. È dotato di sale prova e sala d'incisione, spazi per il teatro chiusi e all’aperto, una sala polivalente e un punto ristoro. Il centro consente a gruppi emergenti di utilizzare gli spazi interni ed esterni per prove, registrazioni, concerti e spettacoli. La gestione e la promozione di questo centro musicale e ricreativo consente un recupero del luogo, un’occasione unica per le realtà giovanili della periferia urbana e non, che lo vorranno utilizzare. È gestito dalla Data Coop, cooperativa sociale in Roma in A.T.I. con l’Associazione Culturale “El Chentro”.
PROGRAMMA DELLA MOSTRA:
29 dicembre – allestimento aperto della mostra – work in progress
30 dicembre – ore 17 – Inaugurazione – incontro con le autrici
ore 19 – Spettacolo teatrale della compagnia Schizzi Impazziti: “Le maledette
mosche di Andrea Pazienza”
ore 21 – Proiezione di film d’animazione
ore 24 – chiusura
La mostra resterà aperta 2, 3, 4 gennaio, ore 16-20 (punto ristoro attivo)
GLI ORGANIZZATORI E CURATORI
Crack! Fumetti dirompenti, più che una semplice mostra internazionale, è in realtà un’esperienza globale, una vera e propria, dirompente (!) forza della natura, un incontro fruttuoso e piacevole di arti e di autori indipendenti. Nata all’interno del Forte Prenestino – scenario ideale, al suo ventunesimo anno d’occupazione, per la realizzazione e il successivo irrobustimento di tale realtà – Crack! è una rete, una mostra, un festival, il regno delle autoproduzioni e dell’autogestione. Il luogo della creatività senza alcuna regola se non l’amore per il fumetto e per l’espressione in generale, il luogo in cui liberi, la creatività e l’arte, da leggi di mercato ed editori di sorta, gli autori si esprimono al meglio.
ORGANIZZATORI:
Regione Lazio
Datacoop
Ex Fienile
Crack! Fumetti dirompenti
Per informazioni:
Ex Fienile – sale prova e studio di registrazione –Largo Ferruccio Mengaroni, Torbellamonaca. Per informazioni e prenotazioni: segreteria (dal lunedì al venerdì dalle 11,00 alle 13,00) tel. 06/64833616. e-mail : exfienile00133@yahoo.it sito web www.exfienile.it.
Crack! Fumetti dirompenti: http://crack.forteprenestino.net/
Antonella Lattanzi – ufficio stampa: tel347/0977081 mail: maeouzo@yahoo.it
Rivista fondata nel 1999 /Casa Editrice fondata nel 2003
Sito internet: www.ilfoglioletterario.it
FINALMENTE IN LIBRERIA, DOPO IL SUCCESSO DI SINGLE PER FORZA
Rossella Anelli, Patrizia Diamante, Dada Knorr, Eliselle e Monica De Steinkuehl
DONNE INCAZZATE
Pag. 140 – Euro 10 Avete mai provato a unire cinque donne meravigliose, spregiudicate, di successo, passionali, in carriera, piene di interessi e bellissime? Cinque donne che non rivendicano la parità dei diritti, ma che dicono di essere superiori agli uomini? Cinque autrici vere e senza peli sulla lingua? Noi del Foglio sì. E ne è nato un libro irresistibile, tremendamente sexy, sconvenientemente ironico e allo stesso tempo inquietante. Cinque racconti al femminile di una cattiveria sana, provocatoria, terribile che picchia duro sugli uomini ma che non risparmia neppure le donne.
---------------------------------- Forse dovrei chiedere dei soldi. Duecentocinquanta euro e la do via. Che poi, se mi è simpatico gli faccio pure il caffè guarda. Tanto se penso a quei cretini che mi sono scopata fino ad oggi e a cui la ho data gratis mi viene solo il nervoso. Fanculo, se questi sono i maschi italiani è meglio farsi pagare. Tanto tutto ha un prezzo, tutti ci vendiamo ogni giorno. C’è chi vende la propria anima, io almeno venderei solo la figa. (da “La coppia perfetta” di Rossella Anelli) L'uomo disprezza la sua compagna e non riesce a percepire la grandezza del suo animo sensibile, così come il padrone disprezza il cane, perché lo considera inferiore a sè. Molti dei nostri errori ruotano intorno alla vanità, questa bevanda inebriante che ci stordisce e ci lascia vuoti come certi ubriaconi dopo una notte di bagordi. Ho imparato a mie spese che gli uomini, voglio dire i maschi, sono più vanitosi delle donne, che talvolta diventano pazze pur di ottenere l'approvazione da loro. (da “Piccolo sole” di Patrizia Diamante) Ma non dovrebbe essere questo un papa rigido e scevro da concessioni alle platee? Eppure l'applauso è evidentemente il suo interesse principale al momento della sua Esposizione. Dunque quello che per Wojtyla era Scontato, il delirio della folla per il papa-maschio, per Ratzinger diviene Contato: sembra che solleciti e conti i palmi di mano schioccanti, che se ne compiaccia. Si tratta di una soddisfazione dell'ego preannunciata anche dal nome che si è scelto: Benedetto? (da “Il gesto di Ratzinger” di Dada Knorr) Inutile preoccuparsi per le frasi da commedia erotica stereotipata, scivolano via e passato un quarto d’ora gli uomini non ci fanno più caso. Mentre già pregusto un altro bacio di fuoco, sento un paio di mani afferrarmi d’un tratto il sedere e sollevarmi da terra. Ho già capito, il latin lover s’è montato la testa e per dimostrarmi quant’è uomo vuole fare un Ultimo tango a Parigi in versione balera romagnola. Ci mancava solo questa. (da “Singolavventura” di Eliselle) I suoi presto sono i miei tardi e glielo dico. Mi sento presa per il culo. “Ci vediamo prestissimo!” Io quando uno dice così penso almeno entro la settimana! A un certo punto poi il nonno finisce in ospedale. Lui mi scrive che soffre e piange e deve stare vicino a suo nonno. Poi si ammala anche la nonna. Poi torna la ex e lui non crede ai rapporti passati, ma sparisce per un po’. Poi muore il nonno, pace all’anima sua. Poi ha male una gamba … insomma morale: va a cagare! Uomo senza palle: ma piuttosto che continuare a dirmi che mi vuoi vedere, perché non mi dici chiaro in faccia che non ti interessa? (da “Io ho più palle degli uomini” di Monica De Steinkuehl) COPERTINA disegno di Patrizia Diamante grafica di Oscar Celestini
Sconvolgente rivelazione nel mondo dell'editoria non solo americana ma mondiale: il giovane scrittore J.T. Leroy, autore di libri di successo come 'Sarah' e 'Ingannevole è il cuore più di ogni cosa', in realtà, secondo il New York Times e altre voci autorevoli, non esiste e non è mai esistito. Il nome di Leroy, in pratica, sarebbe solo uno pseudonimo dietro a cui si nasconde la quarantenne Laura Albert...
L'articolo, pubblicato ieri mattina dal New York Times e firmato dal giornalista Warren St. John (la versione online si può leggere qui), fa seguito ad un'altra inchiesta uscita nello scorso ottobre sul magazine 'New York', che però sollevava solo dubbi senza dare risposte. Ora, invece, le risposte sembrano proprio esserci: St. John infatti dimostra, tramite le testimonianze degli agenti dello scrittore e del produttore di un film tratto dalle sue opere, che il J.T. Leroy che appare di tanto in tanto in pubblico non è un uomo e soprattutto non si chiama J.T. Leroy, ma è in realtà Savannah Knoop, una sorta di controfigura; la conferma arriva dal confronto di foto diverse e dalla testimonianza di chi ha lavorato con la Knoop. Ma chi è Savannah, e soprattutto cosa c'entra con Leroy? Il mistero è presto svelato: secondo quanto fino a ieri si sapeva della biografia del giovane scrittore, il ragazzo, nato nel 1980 in West Virginia, sarebbe stato raccolto e allevato ancora teenager da una coppia di musicisti, Laura Albert e Geoffrey Knoop, che l'avrebbero aiutato ad uscire dalla dipendenza dalla droga e a psicanalizzare i suoi traumi infantili. Ora si scopre, però, che quando appare in pubblico lo scrittore è interpretato appunto da Savannah Knoop, che è in realtà la sorellastra di Geoffrey Knoop, quello che sarebbe il suo patrigno. Ma le prove di St. John non finiscono qui: qualche tempo fa Leroy ha scritto un articolo proprio per il Times, o meglio per il suo supplemento sui viaggi ('T: travel'), dedicato ad EuroDisney. L'articolo non è mai stato pubblicato (proprio perché, quando sono sorti i primi dubbi sulla reale identità di Leroy, il quotidiano ha voluto delle rassicurazioni dallo scrittore che non sono però mai arrivate), ma l'accordo col Times prevedeva che il giornale pagasse a Leroy anche le spese di viaggio a Parigi: quando l'editore è andato a controllare, però, ci si è resi conto che mentre l'articolo parlava di un viaggio in 4 persone, negli alberghi della capitale e nei voli figuravano solo 3 viaggiatori. Al personale degli alberghi si sono presentati infatti una donna, il marito e il figlio piccolo (da notare che Laura Albert e il marito hanno anche un figlio naturale), e che proprio la donna si è presentata come J.T. Leroy: davanti ai dubbi degli impiegati degli alberghi, che sostenevano di avere una prenotazione effettuata a nome di un uomo, la donna ha risposto di aver recentemente cambiato sesso tramite un'operazione. Insomma, Leroy sembra non esistere proprio, anche perché sia la Albert che il marito e la di lui sorellastra si sono ripetutamente rifiutati di rispondere alle domande di St. John, dando quindi credito alle ipotesi di un falso: non tanto per lo pseudonimo in sé, quanto piuttosto per il fatto che le grandi vendite dei libri di Leroy si basano in buona parte sulla supposta veridicità delle storie che raccontano e sulla confessione dello scrittore di essere malato di Aids, confessione che ha suscitato la simpatia e l'aiuto di numerose rockstar e altrettanti scrittori e attori. Secondo l'articolo apparso a ottobre sul 'New York', Laura Albert e il marito Geoffrey Knoop sarebbero invece dei musicisti irrealizzati che avrebbero inventato il personaggio di Leroy per avere facile accesso ai circoli letterari e nei salotti artistici americani.
Sembra facile ma non lo è. Avere una faccia da algerino e condurre una vita normale, in un paese nazionalista come la Francia.
È una sentenza micidiale, un distorcere una cultura come quella del Corano, un ricalco di una falsità di un luogo comune troppo volgare e offensivo.
Musulmano = Kamikaze.
Un' offesa generalizzata a tutta un'etnia, e certamente, non è una sciocchezza.
Eppure, Y.B su queste cose per quanto possibile ci scherza, tenta di tirare le somme con una comicità sarcastica efficacissima che a volte non risparmia frecciate di ogni tipo. E intanto, scava, scava… li fino al cuore del problema. Perché esiste il kamikaze? Quanto influisce la cultura di noi occidentali su questo fenomeno?
11 racconti, 11 memorie di descrizioni di attimi. L'Uomo Che Reggeva Il Cielo è una sorta di scarica creativa per rimanere in equilibrio: quell'equilibrio che permette ad un genio musicale di rimanere in disparte, tra la polvere della propria gioventù per continuare a reggere la bellezza della propria musica
Prendi un bicchiere e lascialo all'aria aperta. Forse un giorno pioverà e l'acqua lo riempirà…. È cosi che nasce questo Pioggia A Sorpresa: una raccolta di tante piccole gocce accumulate in una vita d'ordinaria scorrevolezza vista dagli occhi di Luca Vianello, un figlio degli ani 60' con una passione per lo scrivere davvero molto recente, e tutto si crea come la legge delle insicurezze umane amano dettare:
"Qual è il tarlo che ci ha abitato?
Qual è il virus che ci ha ammalato?
Qual è la pozione segreta che abbiamo bevuto?
Tu,io e quel manipolo di altri amici,qualcosa di sbagliato (o giusto) l'avremo pure fatto per ritrovarci a percorrere questi ' binari' e non altri.
Perché suonare?
Perché scrivere?
E scrivere racconti poi?"
â–º I CONTENUTI
Una scrittura chiara, limpida, quasi elementare, piccoli appunti di colore formati dalle descrizioni di un attimo. 30 spunti di idee in quasi 80 pagine.
Non c'è una trama, un fine, tutto pulsa come un grande blog scritto d'istinto che profuma di vita ma che non vuole farsi scoprire fino in fondo: un viaggio a metà tra il reale e il surreale di chi ha visto persone, ha viaggiato, ha amato e ha provato emozioni.
È un tutto e nulla che accomuna con quel tocco di filosofia che non esagera mai con i toni, perché alla fine è questo lo sfondo di una giornata normale… e tra le righe, c'è la scoperta e la curiosità del saper scrivere per sé stessi che è un orizzonte incommensurabile.
â–ºIN CONCLUSIONE
È un libro che vola via così, una raccolta di istantanee che volano via così sulle proprie vicende di straordinaria ordinarietà tra quello che sembrava e che invece è tutt'altro.
È una lettura che si legge in un giorno e tutta d'un fiato, nulla di originale, ma almeno questo è un debutto di un piccolo autore …
â–ºNOTIZIE SULL'AUTORE: CHI E' LUCA VIANELLO?
Luca Vianello è nato nell'entroterra veneziano nel 1963 dove tutt'oggi vive e lavora.
Diviso tra lavoro e passione per la musica e i viaggi, inizia a scrivere racconti abbastanza tardi, senza un intento preciso.
Dopo alcuni riscontri positivi in ambito locale trova spazio per la prima pubblicazione di due suoi racconti in: "New Global" a cura di Demichelis, Ferrari, Mastro e Scalettari; Zelig editore s.r.l. (2003).
Sempre nel 2003 esce la prima raccolta di suoi racconti: "Pioggia a sorpresa", collana "Linee Verticali" di Scuderi Editrice.
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