Spaghi d'autore

il pub letterario degli scrittori emergenti e dell'editoria indipendente [ rubrica a cura di Chiara Marra]
domenica, 14 giugno 2009

Guardie, Ladri E Tracciatori




Cercate un buon libro per l’estate e non solo da spiaggia, anzi per tutte le stagioni, dico che lo avete trovato, leggiadro,frizzante, ricco di avventura, curiosità storiche del Rinascimento e ambientazione nel futuro prossimo nelle valli della Svizzera Italiana, tutto questo è Guardie, Ladri E Tracciatori, quarto romanzo della “scrittrice arcobaleno” Manuela Mazzi che dopo reportage in forma di romanzi tinti di giallo, avventura, fantasia,punti di vista al femminile, giunge al romanzo della consacrazione della perfetta amalgama della sua corale anima da narratrice .

Definito da lei stessa come un libro per ragazzi, questo racconto è molto di più. Mirco, Luca e Stella sono i  tre protagonisti  adolescenti del ticinese sempre alle prese con il loro spirito d’avventura estivo ma sullo sfondo narrativo c’è quel quid in più, che intriga lettori di ogni età con la sua scrittura tutta particolare. Quella che sembra una scorribanda della curiosità di ragazzi si trasforma in una caccia al tesoro senza pari. Tracciatori alla ricerca di segreti e arrampicate metropolitane giungeranno alla misteriosa scoperta in un ghiacciaio disciolto di uno strano drappo di stoffa con filamenti dorati. Cosa sarà mai?  

In un’impercettibile ambientazione nel 2030, senza fantascienza ma con un pizzico di futuro sotto i piedi,tra bullismo e bande rivali, cyborg e videogame da creare, i tre inseparabili compagni d’avventura si troveranno scaraventati in una ricerca entusiasmante sulle tracce della storia che li condurrà fino a sviscerare gli intenti del Ducato di Milano in Svizzera in un mix tra botta e risposta di storia moderna e spy story dai ritmi sempre più serrati e calzanti senza perdere di vista lo schietto senso giovane con i primi batticuori e i consigli di un mentore come Giona, il vecchio bibliotecario che dietro il suo apparire burbero nasconde un mondo più profondo immerso in una ricerca del Sapere tra Lanzichenecchi e Araldica.

Libro scorrevole e pratico come solo Manuela Mazzi sa rendere questo genere di dinamiche caleidoscopiche ma abbiamo detto, con quella crescita in più che la consacra di una penna sempre al di fuori dei clichée del romanzo di genere. Un libro diretto, pratico nella scrittura, che cela scatole cinesi di storie dentro storie: colpi di scena con piccoli sprazzi di riflessione dietro l’angolo che non disdegnano un estro giornalistico mimetizzato in tante piccole rifiniture.

Per il resto godetevi il panorama, l’ambientazione nella Val Bavona, Locarno e Friborgo. Panorama che è anche editoriale: quel polmone verde della letteratura della Svizzera italiana di cui anche Manuela Mazzi è figlia con il suo Guardie.Ladri E Tracciatori facilmente reperibile anche nelle grandi distribuzioni italiane.

Libro da non perdere!


CHI E’ MANUELA MAZZI

Manuela Mazzi è nata a Locarno (Svizzera) nel 1971. Giornalista professionista e appassionata fotografa, ha scritto per più testate della stampa ticinese e ha collaborato con Il Giornale di Milano, come corrispondente dalla Svizzera di lingua italiana. Dal 2004 lavora per il settimanale d’approfondimento “Azione”, inoltre produce servizi giornalistici e reportage fotografici come free lance per altre riviste. Al di là della scrittura, due sono le cose che appassionano maggiormente Manuela Mazzi: i viaggi (sacco in spalla) e la fotografia (interesse che si sta trasformando in lavoro). L'avventura e il desiderio di immortalarla sono rispettivamente una condizione e un sentimento che cerca di inseguire e appagare da che la sua memoria riesce a ricordare. Tant'è che ha eletto da tempo, quale filosofia di vita, concetti come la curiosità, il desiderio di conoscenza, la comprensione e la volontà di immortalare il mondo che ci circonda, così com'è. Da qualche anno si occupa di diverse attività, dalla stesura di contributi redazionali ai servizi fotografici. Pur essendo agli esordi nel settore fotografico, può vantare la collaborazione con periodici specializzati nella salvaguardia dei beni architettonici e della natura, ma anche con settimanali e quotidiani, che pubblicano i suoi reportage.


I LIBRI

L’Angelo Apprendista

Un Caffè A Kathmandu

Un Gigolo In Doppiopetto

Guardie,Ladri E Tracciatori : http://www.youtube.com/watch?v=IQACP7TTIKs

 

 L’INTERVISTA

1.Guardie, ladri e tracciatori: una storia a colpi d’avventure, misteri storici e nano tecnologie. Lo indirizzi soprattutto al pubblico adolescente, un po’ come se fosse una teoria di equilibrio dopo Un gigolo in doppiopetto riservato ad un pubblico adulto. Com’è stato scrivere con la consapevolezza di questa messa a fuoco dell’età del tuo giovane pubblico?


Hai detto bene: quando ho iniziato a scrivere questo romanzo sentivo proprio il bisogno di equilibrare gli sforzi fatti per il precedente libro, il reportage narrativo. Non è solo l’età del lettore che mi è servito per bilanciare l’insieme, bensì è anche l’energia che ho voluto iniettare nelle pagine di quest’avventura: dal mondo grigio, perverso, grave, concreto e vizioso de Un gigolo in doppiopetto, ho scelto di esplorare il fascino della natura, della gioia di vivere, della giovinezza, dell’innovazione, in un racconto leggero e spensierato, sebbene non manchino spunti di riflessione anche in questo nuovo romanzo. Quindi, per mettere a fuoco il target di riferimento, e tutto ciò che ne è derivato, non è servita una messa a fuoco, perché è stata la logica conseguenza della mia necessità di immedesimarmi in un mondo che mi rappresenta molto, che dico, in assoluto di più rispetto a quello in cui è ambientata la storia del gigolo.


2. Particolare non trascurabile, malgrado la storia abbia una forma alquanto attuale, si scorge che tu l’ambienti nel 2030. Giochi anche, in un’apparizione – cammeo, con il titolo del tuo primo romanzo L’Angelo Apprendista, scritto nel 2005 che nel tuo ultimo romanzo risulta essere una pubblicazione più che trentennale. Curioso, raccontami di questa forma mentis…

L’hai detto tu stessa: ho giocato… e non hai idea di quanto mi sia divertita a farlo durante tutto il libro. Anche se però la data non è casuale: nel 2030, infatti, - secondo un esperto che intervistai già qualche anno fa (e qui ricado nella mia deformazione professionale, che mi aiuta sempre a trovare nuovi spunti) – sarà scomparso anche l’ultimo ghiacciaio ticinese, che per ora resiste consumandosi poco a poco… E avrà finito di leggere il libro può ben intuire l’importanza di questo evento per la narrazione.


 3. E in quanto a passato, senza svelare nulla sui punti caldi del tuo romanzo, l’avventura dei tuoi giovani protagonisti s’intreccia con la vera Grande Storia. I Lanzichenecchi, il Rinascimento degli Sforza a Milano e le relazioni con il tuo Cantone Ticino. Il sapore storico che connota il tuo romanzo sembra essere alquanto profondo. Quanto c’è voluto per documentarti prima della stesura del tuo romanzo?

Ti svelo un segreto, che è poi la parte che mi ha maggiormente divertita durante la stesura di questo romanzo.
Il libro che avevo in mente di scrivere era tutt’altro. Ma a volte è la storia che sceglie di essere scritta e non lo scrittore a scegliere la storia. L’unica cosa che mi sono preoccupata di determinare prima di iniziare a stendere il libro è stato l’oggetto da far ritrovare ai ragazzi. Qui ho dovuto cercare in diverse direzioni, perché lo volevo proprio di quell’epoca, e doveva essere realmente scomparso… il che non è così evidente. Una volta individuato ho iniziato a scrivere pensando di imbastire la narrazione un po’ nel presente e un po’ nel passato… mentre man mano che proseguivo i miei personaggi decidevano da soli il da farsi. E non ti dico che gioia è stato per me scoprire insieme a loro tutto ciò che è stato poi scoperto. Perché, è vero, è stata intensa la ricerca per documentarmi, ma non l’ho fatta prima, bensì mentre… ogni volta che arrivavo a un punto morto, così come è toccato ai ragazzi, lo stesso ho dovuto fare io… ho cercato le soluzioni più logiche nelle pagine della storia reale… così mi sono ritrovata a sfogliare il libro della biblioteca di Friborgo, oppure quello sulle battaglie varie; ho sondato il mondo criptico dell’araldica; mi sono letta un bel librone storico e diversi altri appunti; sono finita nelle pagine dell’archivio del giornale di Como; e… insomma… è stato affascinante.

4. L’ambientazione storico – geografica nel ticinese, in particolare tra Val Bavona, Locarno e Friborgo è uno dei punti cardine del tuo romanzo. Com’è nata l’idea di marcare la tua terra natale all’interno di questo libro?

A dire la verità fra i tre territori citati, fatta salva Locarno, non c’è molto della mia terra natale, che – come hai ben intuito – ho comunque inserito nel libro. In effetti il paese in cui da piccola ho trascorso tutte le mie estati è Palagnedra, ovvero il paese in cui si trova la capanna del Vecchio Giona; capanna che esiste davvero e che si trova proprio nei pressi di una cascata che ha Tre Salti e dove io da piccina mi avventuravo a balzi e guizzi su per il corso del fiume, così come faccio fare ai protagonisti del libro.

5. A questo punto non può mancare uno sguardo panoramico su vari punti che setacci nel libro con il tuo "giornalismo liofilizzato nella trama" ovvero, lo scioglimento dei ghiacciai come cardine ambientalista ma anche la presenza della comunità cinese sul territorio e l’insegnamento scolastico della storia ridotto a poco meno di una materia opzionale nel sistema scolastico. Volendo sintetizzare un quadro generale?

È proprio così: attualissimo è lo scioglimento dei ghiacciai, mentre è solo un’ipotesi la comunità cinese, insediata in un futuro verosimile sulla base della loro attuale presenza massiccia sul mercato internazionale; mentre che la storia stia poco a poco perdendo colpi è emerso da alcuni sondaggi e studi. Ma non sono gli unici temi che prendono spunto dall’attualità. Ad esempio c’è il bullismo che nel Locarnese ha fatto molto discutere; la mancanza di fiducia nell’autorità; la difficoltà di interazione tra adulti e giovani; e altro ancora…

6. In quanto ad amalgama giornalistica, sullo sfondo appare anche uno scorcio della tua ambientazione nel futuro. Scrivi che la crisi economica porterà a una proliferazione delle armi di distruzione di massa in India e Cina rispettivamente al fianco di Usa e Russia mentre l’ago della bilancia di un mondo senza guerre sarà in mano all’Europa. Lungi da noi fare pronostici profetici, ma dalla posizione particolare in cui sei, in Svizzera, come ti appare il progetto dell’UE? E la Svizzera? Fiera della sua neutralità o nostalgica di una periferia ai bordi di questa comunità?

Assolutamente fiera della sua neutralità e – purtroppo – sempre più consapevole dell’impossibilità di resistere alla pressione di un’Europa, Unita solo da false speranze. Da che mondo è mondo le guerre sono state fatte sin troppo spesso per separare… mi sembra così assurdo veder sgomitare colletti bianchi tanto disuguali tra loro, per unire nazioni tanto diverse, in esigenze, in visioni per il futuro, in cultura, in lingua… Oggi – sempre secondo la mia personalissima visione - abbiamo solo due possibilità: o resistere fino alla fine, intesa come la fine dell’Unione Europea; oppure arrenderci e disintegrare i confini di un territorio unito da settecento anni, a mio parere, solo per separare le nazioni. Che senso avrebbe di esistere una nazione tanto piccola, separata in tre regioni linguistiche, da alte montagne, con culture completamente diverse tra di loro. E che non si pensi che io sia una chiusa di vedute: mi ritengo una “cittadina del mondo”, ma sono contro ogni tipo di globalizzazione, perché amo le diversità. Pensa come sarebbe triste un modo tutto uguale, in cui non ci sia più spazio per dar sfogo allo spirito d’avventura e a quel bisogno di esplorazione che è innato in molti uomini...

7. Ma torniamo più propriamente al tuo romanzo, tra l’altro, il più lungo che hai mai scritto fin ora, al suo interno compare anche il personaggio di un dotto e schivo bibliotecario, il vecchio Giona, un personaggio inventato dallo scrittore Andrea Fazioli e che tu hai poi sviluppato a modo tuo. Cosa ti ha spinto a rivivere questo personaggio fino ad interiorizzarlo nella tua scrittura?

Sembrerà strano ma il Vecchio Giona è nato nella mente di entrambi quasi contemporaneamente. Quando ho scoperto il personaggio di Andrea leggendo il suo primo libro (un paio di anni fa) io stavo, infatti, già scrivendo Guardie, ladri e tracciatori. L’idea di prendere il suo Vecchio Giona è stata quasi obbligata giacché il mio personaggio aveva esattamente le stesse caratteristiche del suo… Per evitare quindi di far apparire il mio schivo bibliotecario, una scopiazzata del suo Vecchio consigliere, ho pensato che i due dovessero combaciare. Un’idea che è piaciuta anche ad Andrea quando gli ho chiesto se gli andava di “prestarmelo”…

8. E di te, come di solito in quello che scrivi, c’è molto anche in Guardie, ladri e tracciatori. Il karate e l’avventura sappiamo già che sono i tuoi fidi compagni di vita e questo senso per la tecnologia e il savoir fair da tracciatrice?

 

Uhm… no, in effetti, la tecnologia non è il mio forte, mentre l’idea del tracciatore, il parkour, il free running mi esalta molto: adoro guardare i loro video, e sono certa che oltre a diventare una karateka, se avessi scoperto prima questo sport, sarei stata anche una tracciatrice… Ora è già difficile cercare di fare la scrittrice ;-)

9. In chiusura, a proposito di web. Sul tuo sito www.manuelamazzi.ch, agli adolescenti è anche dedicato un concorso, ce ne parli?

Certamente: è un premio per… lettori. Non so se ne esistono già, ma se così fosse credo che dovrebbero essercene molti di più. In Italia, e non solo, ci si continua a lamentare che esistono troppi scrittori, e pochissimi lettori. Eppure si continua a organizzare centinaia e centinaia di concorsi letterari per esordienti o aspiranti scrittori o poeti. Mentre non si dedica nessuna attenzione ai lettori, che dovrebbero essere invece i veri protagonisti di un libro. In questo modo ci si ritrova sempre a parlare tra di noi… come fossimo un ristretto cerchio chiuso composto solo da scrittori (o aspiranti tali), critici, giornalisti, giudici, case editrici e… basta, salvo in qualche concorso in cui la giuria è composta dai lettori… tanto per farli lavorare un po’: mentre dovremmo essere noi ad essere al loro servizio. Così io ho deciso di premiare chi legge, e nella fattispecie, chi legge questo mio ultimo libro e poi gli dedica una recensione, mettendo in palio una somma in denaro per i primi tre vincitori.

10. So che sei molto presa dai tuoi futuri progetti letterari ancora tutti in cantiere e top secret. Ma per quanto riguarda il tuo estro consolidato da autrice in autopubblicazione che non si lascia scappare la presenza nelle grandi distribuzioni di siti come Ibs e con questa carta jolly di lettori sia in Italia che in Svizzera italiana cosa puoi dirmi?

Diciamo che – anche se è accaduto per un caso forzato – ho scoperto che l’autopubblicazione è più redditizia rispetto alla pubblicazione con una piccola casa editrice; anche se io riesco a vendere bene in Svizzera, mentre sono davvero pochissime le copie che vengono ordinate dall’Italia. Ciò che, in fondo, ha qualcosa di positivo perché il fatto di non aver penetrato il mercato italiano potrebbe attirare ancora – non si sa mai – l’interesse di qualche editore. Per questo motivo, dopo la pubblicazione de Un gigolo in doppiopetto, ho voluto pubblicare da sola anche Guardie, ladri e tracciatori (inviato comunque alle grandi case editrici come Piemme, Mondadori e Feltrinelli, che se m’avessero fatto una proposta di pubblicazione non c’avrei sputato sopra… eheheh).
Per quanto riguarda invece altri due libri che ho già pronto però non ho intenzione di autopubblicarli, perché pubblicare un libro è comunque molto dispendioso, e non solo da un punto di vista economico. Anzi, la grande fatica è l’intera macchina di promozione che succhia energie ogni giorno. Vorrei quindi occuparmi solo del minimo dispensabile per il prossimo che pubblicherò, così da poter uscire già l’anno prossimo senza dovermi prendere un anno sabbatico come ho fatto l’ultima volta. Quindi ho mandato le copie anche alle case editrici più piccole, tant’è che ho ricevuto proprio recentemente una proposta per la pubblicazione di uno dei due (questa volta si tratterà di un giallo). Mentre per il secondo libro già pronto il discorso è diverso: nella forma in cui si trova ora non oso pubblicarlo in Ticino, perché è un altro reportage narrativo molto dettagliato…

 

 SITO UFFICIALE

www.manuelamazzi.ch

postato da: GroudyBlue alle ore giugno 14, 2009 13:58 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: libri, narrativa, ragazzi, concorsi letterari, reportage, romanzi, avventura, gialli, novitĂ , da scoprire, svizzera italiana
venerdì, 05 giugno 2009

Videopresentazione de Guardie, ladri e tracciatori


Ok... grande imbarazzo, ma devo prendermi le mie responsabilità :-) Nel video girato da Patrick Mancini (che ringrazio molto) nel mitico nuovo telegiornale on-line zero91 presento il mio ultimo romanzo GUARDIE LADRI E TRACCIATORI... perdonatemi gli ehmmmm... e l'ultima frase: in realtà sarei sia karateka, sia tracciatrice ;-) - www.manuelamazzi.ch

postato da: mmazzi alle ore giugno 05, 2009 08:14 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: libri, editoria, narrativa italiana, avventura

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