Spaghi d'autore

il pub letterario degli scrittori emergenti e dell'editoria indipendente [ rubrica a cura di Chiara Marra]
lunedì, 13 novembre 2006

Voglio urlare (di Monica Marghetti)

Voglio urlare (di Monica Marghetti)

Editore: www.fuoridallerotte.it

 

 

Venti. È il numero delle volte che ho pianto. Chiamatemi ultrasensibile, ma mi piacerebbe sapere quante volte i futuri lettori del freschissimo d’inchiostro – e ora umido di lacrime – libro d’esordio di Monica Marghetti, strozzeranno in gola la malinconica tristezza, che nascerà dalle sue parole.

Sto parlando di “Voglio urlare”, inedito pubblicato dalla casa editrice Fuoridallerotte, in uscita per il 15 novembre.

Azzeccata la prefazione dell’esimio professore di psicologia dello sviluppo e di psicologia sociale dell’università di Urbino, Mario Rizzardi, in quanto la storia ben si presta a un analisi più approfondita. Anche se, personalmente, avrei preferito di più una “psicanalisi” sull’evoluzione del futuro di questa donna, da inserire piuttosto quale postfazione. In quanto credo che le parole dell'autrice contengano tanta forza ed energia, da portare comunque il lettore a interpretare il suo vissuto attraverso una grande sofferenza senza, necessariamente, aver bisogno di un’introduzione, anche se la chiave di lettura offerta ben si presta e ben sopporta il contenuto del libro. Insomma mi sarebbe piaciuto sapere che cosa si potrebbe profetizzare per il futuro, se non di Monì, almeno della figlia… Un’andare oltre la storia, oltre il passato per trovare gli unici spunti di riflessione sui possibili sviluppi, che di certo non avrebbe potuto fornire l’autrice, al fine – magari anche – di infondere un po’ di speranza per un domani migliore….

Allo stesso tempo trovo perfetta la scelta grafica. Ovvero, il fatto di pubblicare i suoi testi come invii di e-mail alleggerisce parecchio la tensione (a volte eccessiva) del dramma raccontato e vissuto in prima persona dall’autrice. Così come trovo originali e pieni di contenuto anche le “presentazioni” dei capitoli, intensi: in poche parole contengono il “vero” grido della protagonista autobiografa: non quello di sfogo, bensì quello di una richiesta d’aiuto… di presenza… di qualcuno che l’ascolti.

E la storia? È un tema che sicuramente catturerà l’attenzione di molti lettori, spesso privilegiati nella società, che leggendo le righe di Monì proveranno un senso di pietà caritatevole verso una vita disagiata. Per non parlare del fatto che ogni pagina è pregna di forti emozioni, anche se più spesso legate al dolore fisico o psicologico che alla felicità, apparentemente irraggiungibile per il trascorso della piccola Monì. Quindi è uno di quei testi drammatici ideali che, emergendo da una narrativa frivola con una realtà cruda e crudele, accresce l’interesse di chi cerca storie ed emozioni vere…

postato da: mmazzi alle ore novembre 13, 2006 08:16 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: editoria, biografie, emergenze, esordi letterari
giovedì, 22 giugno 2006

Tiziano Terzani - La Fine E' Il Mio Inizio (Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita)

"Mi piace moltissimo questa idea del grande viaggio, che poi è il viaggio della vita, ma è anche il viaggio in un'epoca. Cercherò di raccontarti questa storia al massimo della sincerità che mi sembra sia l'unica vera qualità su cui devi poter contare. Non ci raccontiamo delle balle. Non facciamo della letteratura. Pensa, tutta la vita ho manipolato parole,potrei manipolare parole finche voglio,è così facile ormai. Quello invece che mi piacerebbe riuscire a raccontare è … è la verità dietro le parole. Che poi è il senso di tante cose che ho fatto."
( Tiziano Terzani - La Fine E' Il Mio Inizio)

Longanesi € 18.60


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Il giornalismo di Terzani è sempre stato consapevole di quell'esonerarsi volutamente dallo stereotipo britannico dell'obbiettività preferendo un paradigma d'informazione più umano in stile Bernardo Valli.
Il suo anticonformismo arriva anche in
La Fine E' Il Mio Inizio, stavolta non si tratta di giornalismo ma del senso della vita vissuta : tre mesi prima della sua morte per cancro avvenuta nel luglio del 2004, Tiziano Terzani si ritira nella solitudine della sua gompa, una casetta in stile tibetano, ad Orsigna, nelle campagne piacentine lì dove affida al figlio Folco le sue memorie professionali e vitali vissute tra Cina, Giappone,Vietnam e India.

Lo si potrebbe definire un libro a quattro mani: Tiziano Terzani lo ha narrato, ma a scriverlo, sbobinando letteralmente le registrazioni delle sue dichiarazioni è stato il figlio Folco che riporta i contenuti sotto forma di colloquio tra padre e figlio dove lo stesso Folco si concede qualche incursione ma senza inquinare le memorie del padre. Il risultato è uno stupendo ritratto umano reso anche in DVD da Mario Zanot con il titolo di
Anam Il Senzanome - L'Ultima Intervista A Tiziano Terzani (€ 12.90).

Consapevole dell'avvicinarsi della sua ora, Tiziano Terzani traccia di sé una figura speranzosa e serena per la sua morte: come la metafora dei grandi saggi tibetani, prende un pennello e disegna su un foglio un cerchio, il simbolo lirico di un ciclo che si chiude. Ma non lasciatevi ingannare da un tiepido risvolto che sembra condurre ad un mondo di santoni e new age manieristica
, in La Fine E' Il Mio Inizio, c'è il ritratto lineare e accessibilissimo di un uomo cercatore come Terzani.il punto di partenza è la sua infanzia in una famiglia popolana con una mamma pressante che lo vestiva da bambina , da qui poi, la sua rapida scalata verso l'emancipazione, dal proseguo degli studi al suo impiego all'Olivetti fino a spiccare come giornalista di L'Astrolabio, Il Giorno e soprattutto di Der Spiegel in veste di corrispondente alla conquista del mondo nel suo instancabile viaggiare tra avventure di gioventù, compiti professionali in Asia e vita privata il tutto al fianco della sua instancabile compagna Angela Staude.

Tiziano Terzani traccia un riassunto che fa da collagene a tutti i suoi libri passati lasciando penetrare la sua emotività e il suo senso di vita: ci sono stralci di memorie giornalistiche dai khmer di Saigon, alla Cina prima e dopo Mao, da Ghandhi all'Hymalaya fino alle riflessioni sull'11 settembre e sulla guerra in Iraq in cui, traspare una lieve tendenza comunista.
Come già detto, però, non vi aspettate da questa angolatura sul mondo dell'attualità un approfondimento da inchiesta o dossier su cui prendere appunti, si tratta piuttosto di un'esperienza personale vissuta attraverso gli eventi che non disdegnano le culture di quei luoghi vissuti da Terzani a 360 gradi immerso nel vero modo di vivere locale ma che, accanto alla mollezza del sapore orientale non disdegna il racconto per la sua fissa del gioco d'azzardo.

Ma cosa vi rimarrà di più in mente di questa lettura autobiografica?
Di sicuro l'emozione di con un padre affronta l'avvicinarsi della sua morte parlandone con il figlio senza mai batter ciglio sull'armonia e la serenità di un argomento come la fine di se stessi.
La Fine E' Il Mio Inizio è una lettura umanamente profonda e gradevole, anche se, gli esigenti potrebbero obiettare in un gradino in più di contenuti: quella di Tiziano Terzani è una figura dalla personalità comunicativa, che, in questo libro traccia la sua visione del mondo frutto della sua esperienza individuale lasciata in testamento al mondo in maniera scorrevole e rettilinea. Una testimonianza preziosissima, ma forse l'accentuare di alcuni punti esistenziali universali e applicabili nell'immaginario collettivo non sarebbero stati superflui.

â–º TIZIANO TERZANI:
LA VITA

Tiziano
Terzani nasce a Firenze nel 1938, nel quartiere di Monticelli da una famiglia umile. Studio al Collegio medico-giuridico a Pisa, laureandosi in Giurisprudenza nel 1961. Nello stesso anno sposò Angela Staude. Nel 1962 iniziò a lavorare per la Olivetti che, nel 1965, all'estero per corsi di formazione.
Dopo essersi licenziato dall'Olivetti studio cinese presso la Columbia University di New York, (1969).Nello stesso anno nacque il suo primogenito Folco.
Dopo qualche collaborazione giornalistica, prima per L'Arstrolabio e Il Giorno, Terzani ricoprì la carica di corrispondente dall'Asia per il quotidiano tedesco Der Spigel.
Nel marzo del 1971 nacque la figlia Saskia.
Terzani, con la moglie ed i due figli piccoli, si trasferì a Singapore dove segui da vicino l'avvicendarsi della Guerra del Vietnam. In fatto di giornalismo ha poi collaborato anche con Il Corriere della Sera e La Repubblica, diventando uno dei più importanti giornalisti italiani a livello internazionale.
Terzani passò i suoi ultimi giorni presso l'Orsigna, sugli Appennini pistoiesi, "lasciando il suo corpo" il 28 luglio 2004.
Le sue ultime memorie sono registrate in un' intervista televisiva intitolata "Anam, il senzanome" e nel libro La mia fine è il mio inizio.

â–º BIBLIOGRAFIA

Pelle di leopardo - Vietnam 1972 - 1975
Giai Phong! La liberazione di Saigon - (1975)
Holocaust in Kambodscha - (1981)
La porta proibita - Cina (1984)
Buonanotte, Signor Lenin - Russia, Siberia, Asia Centrale, Caucaso (1991)
Un indovino mi disse - Asia (1993)
In Asia - (1998)
Lettere contro la guerra - 11 settembre 2001 (2002)
Un altro giro di giostra - viaggio di ritorno alle radici divine dell'uomo(2004)
La mia fine è il mio inizio - (2006)

postato da: GroudyBlue alle ore giugno 22, 2006 12:50 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: libri, biografie
martedì, 23 agosto 2005

Pino Scaccia - La Torre Di Babele

‘Maledetta Nassirya, questo posto dannato di un Iraq infernale. Maledetto tutto: le sigarette che adesso fumo una dopo l’altra,quella stupida ripresa notturna davanti la centrale elettrica quando è arrivata la telefonata,quest’albergo schifoso,l’Eufrate buio e silenzioso, all’ una a tre quarti che invece illumina queste macerie, questo poveraccio davanti a me che a quest’ora della notte sta lavando per pochi dinari la nostra auto di lusso perché Mahdi deve fare un figurone con noi che lo facciamo ricco in mezzo a tanti miserabili,maledetta tastiera dove devo battere righe che temevo da un mese, questi poveracci che stanno nella hall a vedere un film in un a lingua che non capiscono solo perché c’è un ventilatore, la mia stanza al secondo piano dove non ho il coraggio di

entrare,quel letto stanotte inutile.Maledette  le foto bellissime che ho scattato oggi sul fiume dove per poco l’altro mese ci lasciava la vita il mio fido Norberto, precipitando da un ponte e questo Iraq conteso dove ho saputo, esattamente tre mesi fa, il 15 maggio, che era morto mio padre. Anche allora stavo qui,stavo lontano.maledetto il mio mestiere che adesso odio perché mi fa stare lontano da casa ogni volta che c i devo stare. Maledetta,stupida,bastarda vita da zingaro a raccontare la vita degli altri,trascurando la propria. ‘

(Pino Scaccia 15 agosto 2004)

 

La vita da reporter di Pino Scaccia raccontata in una struggente biografia sotto forma di diario che racconta le vicende di Iraq e Afghanistan dando voce ai suoi protagonisti senza dimenticare le cronache del passato. Una Torre di Babele non metaforica ma reale e ricca di voci mescolate in una saggia lezione morale che scopre il lato umano e emotivop che ogni giornalista conserva dietro la propria professionalità.

 

LEGGI LA RECENSIONE >>

postato da: GroudyBlue alle ore agosto 23, 2005 22:30 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: diari, biografie, attualità

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