
Cercate un buon libro per l’estate e non solo da spiaggia, anzi per tutte le stagioni, dico che lo avete trovato, leggiadro,frizzante, ricco di avventura, curiosità storiche del Rinascimento e ambientazione nel futuro prossimo nelle valli della Svizzera Italiana, tutto questo è Guardie, Ladri E Tracciatori, quarto romanzo della “scrittrice arcobaleno” Manuela Mazzi che dopo reportage in forma di romanzi tinti di giallo, avventura, fantasia,punti di vista al femminile, giunge al romanzo della consacrazione della perfetta amalgama della sua corale anima da narratrice .
Definito da lei stessa come un libro per ragazzi, questo racconto è molto di più. Mirco, Luca e Stella sono i tre protagonisti adolescenti del ticinese sempre alle prese con il loro spirito d’avventura estivo ma sullo sfondo narrativo c’è quel quid in più, che intriga lettori di ogni età con la sua scrittura tutta particolare. Quella che sembra una scorribanda della curiosità di ragazzi si trasforma in una caccia al tesoro senza pari. Tracciatori alla ricerca di segreti e arrampicate metropolitane giungeranno alla misteriosa scoperta in un ghiacciaio disciolto di uno strano drappo di stoffa con filamenti dorati. Cosa sarà mai?
In un’impercettibile ambientazione nel 2030, senza fantascienza ma con un pizzico di futuro sotto i piedi,tra bullismo e bande rivali, cyborg e videogame da creare, i tre inseparabili compagni d’avventura si troveranno scaraventati in una ricerca entusiasmante sulle tracce della storia che li condurrà fino a sviscerare gli intenti del Ducato di Milano in Svizzera in un mix tra botta e risposta di storia moderna e spy story dai ritmi sempre più serrati e calzanti senza perdere di vista lo schietto senso giovane con i primi batticuori e i consigli di un mentore come Giona, il vecchio bibliotecario che dietro il suo apparire burbero nasconde un mondo più profondo immerso in una ricerca del Sapere tra Lanzichenecchi e Araldica.
Libro scorrevole e pratico come solo Manuela Mazzi sa rendere questo genere di dinamiche caleidoscopiche ma abbiamo detto, con quella crescita in più che la consacra di una penna sempre al di fuori dei clichée del romanzo di genere. Un libro diretto, pratico nella scrittura, che cela scatole cinesi di storie dentro storie: colpi di scena con piccoli sprazzi di riflessione dietro l’angolo che non disdegnano un estro giornalistico mimetizzato in tante piccole rifiniture.
Per il resto godetevi il panorama, l’ambientazione nella Val Bavona, Locarno e Friborgo. Panorama che è anche editoriale: quel polmone verde della letteratura della Svizzera italiana di cui anche Manuela Mazzi è figlia con il suo Guardie.Ladri E Tracciatori facilmente reperibile anche nelle grandi distribuzioni italiane.
Libro da non perdere!
CHI E’ MANUELA MAZZI
Manuela Mazzi è nata a Locarno (Svizzera) nel 1971. Giornalista professionista e appassionata fotografa, ha scritto per più testate della stampa ticinese e ha collaborato con Il Giornale di Milano, come corrispondente dalla Svizzera di lingua italiana. Dal 2004 lavora per il settimanale d’approfondimento “Azione”, inoltre produce servizi giornalistici e reportage fotografici come free lance per altre riviste. Al di là della scrittura, due sono le cose che appassionano maggiormente Manuela Mazzi: i viaggi (sacco in spalla) e la fotografia (interesse che si sta trasformando in lavoro). L'avventura e il desiderio di immortalarla sono rispettivamente una condizione e un sentimento che cerca di inseguire e appagare da che la sua memoria riesce a ricordare. Tant'è che ha eletto da tempo, quale filosofia di vita, concetti come la curiosità, il desiderio di conoscenza, la comprensione e la volontà di immortalare il mondo che ci circonda, così com'è. Da qualche anno si occupa di diverse attività, dalla stesura di contributi redazionali ai servizi fotografici. Pur essendo agli esordi nel settore fotografico, può vantare la collaborazione con periodici specializzati nella salvaguardia dei beni architettonici e della natura, ma anche con settimanali e quotidiani, che pubblicano i suoi reportage.
I LIBRI
L’Angelo Apprendista
Un Caffè A Kathmandu
Un Gigolo In Doppiopetto
Guardie,Ladri E Tracciatori : http://www.youtube.com/watch?v=IQACP7TTIKs
L’INTERVISTA
1.Guardie, ladri e tracciatori: una storia a colpi d’avventure, misteri storici e nano tecnologie. Lo indirizzi soprattutto al pubblico adolescente, un po’ come se fosse una teoria di equilibrio dopo Un gigolo in doppiopetto riservato ad un pubblico adulto. Com’è stato scrivere con la consapevolezza di questa messa a fuoco dell’età del tuo giovane pubblico?
Hai detto bene: quando ho iniziato a scrivere questo romanzo sentivo proprio il bisogno di equilibrare gli sforzi fatti per il precedente libro, il reportage narrativo. Non è solo l’età del lettore che mi è servito per bilanciare l’insieme, bensì è anche l’energia che ho voluto iniettare nelle pagine di quest’avventura: dal mondo grigio, perverso, grave, concreto e vizioso de Un gigolo in doppiopetto, ho scelto di esplorare il fascino della natura, della gioia di vivere, della giovinezza, dell’innovazione, in un racconto leggero e spensierato, sebbene non manchino spunti di riflessione anche in questo nuovo romanzo. Quindi, per mettere a fuoco il target di riferimento, e tutto ciò che ne è derivato, non è servita una messa a fuoco, perché è stata la logica conseguenza della mia necessità di immedesimarmi in un mondo che mi rappresenta molto, che dico, in assoluto di più rispetto a quello in cui è ambientata la storia del gigolo.
2. Particolare non trascurabile, malgrado la storia abbia una forma alquanto attuale, si scorge che tu l’ambienti nel 2030. Giochi anche, in un’apparizione – cammeo, con il titolo del tuo primo romanzo L’Angelo Apprendista, scritto nel 2005 che nel tuo ultimo romanzo risulta essere una pubblicazione più che trentennale. Curioso, raccontami di questa forma mentis…
L’hai detto tu stessa: ho giocato… e non hai idea di quanto mi sia divertita a farlo durante tutto il libro. Anche se però la data non è casuale: nel 2030, infatti, - secondo un esperto che intervistai già qualche anno fa (e qui ricado nella mia deformazione professionale, che mi aiuta sempre a trovare nuovi spunti) – sarà scomparso anche l’ultimo ghiacciaio ticinese, che per ora resiste consumandosi poco a poco… E avrà finito di leggere il libro può ben intuire l’importanza di questo evento per la narrazione.
3. E in quanto a passato, senza svelare nulla sui punti caldi del tuo romanzo, l’avventura dei tuoi giovani protagonisti s’intreccia con la vera Grande Storia. I Lanzichenecchi, il Rinascimento degli Sforza a Milano e le relazioni con il tuo Cantone Ticino. Il sapore storico che connota il tuo romanzo sembra essere alquanto profondo. Quanto c’è voluto per documentarti prima della stesura del tuo romanzo?
Ti svelo un segreto, che è poi la parte che mi ha maggiormente divertita durante la stesura di questo romanzo.
Il libro che avevo in mente di scrivere era tutt’altro. Ma a volte è la storia che sceglie di essere scritta e non lo scrittore a scegliere la storia. L’unica cosa che mi sono preoccupata di determinare prima di iniziare a stendere il libro è stato l’oggetto da far ritrovare ai ragazzi. Qui ho dovuto cercare in diverse direzioni, perché lo volevo proprio di quell’epoca, e doveva essere realmente scomparso… il che non è così evidente. Una volta individuato ho iniziato a scrivere pensando di imbastire la narrazione un po’ nel presente e un po’ nel passato… mentre man mano che proseguivo i miei personaggi decidevano da soli il da farsi. E non ti dico che gioia è stato per me scoprire insieme a loro tutto ciò che è stato poi scoperto. Perché, è vero, è stata intensa la ricerca per documentarmi, ma non l’ho fatta prima, bensì mentre… ogni volta che arrivavo a un punto morto, così come è toccato ai ragazzi, lo stesso ho dovuto fare io… ho cercato le soluzioni più logiche nelle pagine della storia reale… così mi sono ritrovata a sfogliare il libro della biblioteca di Friborgo, oppure quello sulle battaglie varie; ho sondato il mondo criptico dell’araldica; mi sono letta un bel librone storico e diversi altri appunti; sono finita nelle pagine dell’archivio del giornale di Como; e… insomma… è stato affascinante.
4. L’ambientazione storico – geografica nel ticinese, in particolare tra Val Bavona, Locarno e Friborgo è uno dei punti cardine del tuo romanzo. Com’è nata l’idea di marcare la tua terra natale all’interno di questo libro?
A dire la verità fra i tre territori citati, fatta salva Locarno, non c’è molto della mia terra natale, che – come hai ben intuito – ho comunque inserito nel libro. In effetti il paese in cui da piccola ho trascorso tutte le mie estati è Palagnedra, ovvero il paese in cui si trova la capanna del Vecchio Giona; capanna che esiste davvero e che si trova proprio nei pressi di una cascata che ha Tre Salti e dove io da piccina mi avventuravo a balzi e guizzi su per il corso del fiume, così come faccio fare ai protagonisti del libro.
5. A questo punto non può mancare uno sguardo panoramico su vari punti che setacci nel libro con il tuo "giornalismo liofilizzato nella trama" ovvero, lo scioglimento dei ghiacciai come cardine ambientalista ma anche la presenza della comunità cinese sul territorio e l’insegnamento scolastico della storia ridotto a poco meno di una materia opzionale nel sistema scolastico. Volendo sintetizzare un quadro generale?
È proprio così: attualissimo è lo scioglimento dei ghiacciai, mentre è solo un’ipotesi la comunità cinese, insediata in un futuro verosimile sulla base della loro attuale presenza massiccia sul mercato internazionale; mentre che la storia stia poco a poco perdendo colpi è emerso da alcuni sondaggi e studi. Ma non sono gli unici temi che prendono spunto dall’attualità. Ad esempio c’è il bullismo che nel Locarnese ha fatto molto discutere; la mancanza di fiducia nell’autorità; la difficoltà di interazione tra adulti e giovani; e altro ancora…
6. In quanto ad amalgama giornalistica, sullo sfondo appare anche uno scorcio della tua ambientazione nel futuro. Scrivi che la crisi economica porterà a una proliferazione delle armi di distruzione di massa in India e Cina rispettivamente al fianco di Usa e Russia mentre l’ago della bilancia di un mondo senza guerre sarà in mano all’Europa. Lungi da noi fare pronostici profetici, ma dalla posizione particolare in cui sei, in Svizzera, come ti appare il progetto dell’UE? E la Svizzera? Fiera della sua neutralità o nostalgica di una periferia ai bordi di questa comunità?
Assolutamente fiera della sua neutralità e – purtroppo – sempre più consapevole dell’impossibilità di resistere alla pressione di un’Europa, Unita solo da false speranze. Da che mondo è mondo le guerre sono state fatte sin troppo spesso per separare… mi sembra così assurdo veder sgomitare colletti bianchi tanto disuguali tra loro, per unire nazioni tanto diverse, in esigenze, in visioni per il futuro, in cultura, in lingua… Oggi – sempre secondo la mia personalissima visione - abbiamo solo due possibilità: o resistere fino alla fine, intesa come la fine dell’Unione Europea; oppure arrenderci e disintegrare i confini di un territorio unito da settecento anni, a mio parere, solo per separare le nazioni. Che senso avrebbe di esistere una nazione tanto piccola, separata in tre regioni linguistiche, da alte montagne, con culture completamente diverse tra di loro. E che non si pensi che io sia una chiusa di vedute: mi ritengo una “cittadina del mondo”, ma sono contro ogni tipo di globalizzazione, perché amo le diversità. Pensa come sarebbe triste un modo tutto uguale, in cui non ci sia più spazio per dar sfogo allo spirito d’avventura e a quel bisogno di esplorazione che è innato in molti uomini...
7. Ma torniamo più propriamente al tuo romanzo, tra l’altro, il più lungo che hai mai scritto fin ora, al suo interno compare anche il personaggio di un dotto e schivo bibliotecario, il vecchio Giona, un personaggio inventato dallo scrittore Andrea Fazioli e che tu hai poi sviluppato a modo tuo. Cosa ti ha spinto a rivivere questo personaggio fino ad interiorizzarlo nella tua scrittura?
Sembrerà strano ma il Vecchio Giona è nato nella mente di entrambi quasi contemporaneamente. Quando ho scoperto il personaggio di Andrea leggendo il suo primo libro (un paio di anni fa) io stavo, infatti, già scrivendo Guardie, ladri e tracciatori. L’idea di prendere il suo Vecchio Giona è stata quasi obbligata giacché il mio personaggio aveva esattamente le stesse caratteristiche del suo… Per evitare quindi di far apparire il mio schivo bibliotecario, una scopiazzata del suo Vecchio consigliere, ho pensato che i due dovessero combaciare. Un’idea che è piaciuta anche ad Andrea quando gli ho chiesto se gli andava di “prestarmelo”…
8. E di te, come di solito in quello che scrivi, c’è molto anche in Guardie, ladri e tracciatori. Il karate e l’avventura sappiamo già che sono i tuoi fidi compagni di vita e questo senso per la tecnologia e il savoir fair da tracciatrice?
Uhm… no, in effetti, la tecnologia non è il mio forte, mentre l’idea del tracciatore, il parkour, il free running mi esalta molto: adoro guardare i loro video, e sono certa che oltre a diventare una karateka, se avessi scoperto prima questo sport, sarei stata anche una tracciatrice… Ora è già difficile cercare di fare la scrittrice ;-)
9. In chiusura, a proposito di web. Sul tuo sito www.manuelamazzi.ch, agli adolescenti è anche dedicato un concorso, ce ne parli?
Certamente: è un premio per… lettori. Non so se ne esistono già, ma se così fosse credo che dovrebbero essercene molti di più. In Italia, e non solo, ci si continua a lamentare che esistono troppi scrittori, e pochissimi lettori. Eppure si continua a organizzare centinaia e centinaia di concorsi letterari per esordienti o aspiranti scrittori o poeti. Mentre non si dedica nessuna attenzione ai lettori, che dovrebbero essere invece i veri protagonisti di un libro. In questo modo ci si ritrova sempre a parlare tra di noi… come fossimo un ristretto cerchio chiuso composto solo da scrittori (o aspiranti tali), critici, giornalisti, giudici, case editrici e… basta, salvo in qualche concorso in cui la giuria è composta dai lettori… tanto per farli lavorare un po’: mentre dovremmo essere noi ad essere al loro servizio. Così io ho deciso di premiare chi legge, e nella fattispecie, chi legge questo mio ultimo libro e poi gli dedica una recensione, mettendo in palio una somma in denaro per i primi tre vincitori.
10. So che sei molto presa dai tuoi futuri progetti letterari ancora tutti in cantiere e top secret. Ma per quanto riguarda il tuo estro consolidato da autrice in autopubblicazione che non si lascia scappare la presenza nelle grandi distribuzioni di siti come Ibs e con questa carta jolly di lettori sia in Italia che in Svizzera italiana cosa puoi dirmi?
Diciamo che – anche se è accaduto per un caso forzato – ho scoperto che l’autopubblicazione è più redditizia rispetto alla pubblicazione con una piccola casa editrice; anche se io riesco a vendere bene in Svizzera, mentre sono davvero pochissime le copie che vengono ordinate dall’Italia. Ciò che, in fondo, ha qualcosa di positivo perché il fatto di non aver penetrato il mercato italiano potrebbe attirare ancora – non si sa mai – l’interesse di qualche editore. Per questo motivo, dopo la pubblicazione de Un gigolo in doppiopetto, ho voluto pubblicare da sola anche Guardie, ladri e tracciatori (inviato comunque alle grandi case editrici come Piemme, Mondadori e Feltrinelli, che se m’avessero fatto una proposta di pubblicazione non c’avrei sputato sopra… eheheh).
Per quanto riguarda invece altri due libri che ho già pronto però non ho intenzione di autopubblicarli, perché pubblicare un libro è comunque molto dispendioso, e non solo da un punto di vista economico. Anzi, la grande fatica è l’intera macchina di promozione che succhia energie ogni giorno. Vorrei quindi occuparmi solo del minimo dispensabile per il prossimo che pubblicherò, così da poter uscire già l’anno prossimo senza dovermi prendere un anno sabbatico come ho fatto l’ultima volta. Quindi ho mandato le copie anche alle case editrici più piccole, tant’è che ho ricevuto proprio recentemente una proposta per la pubblicazione di uno dei due (questa volta si tratterà di un giallo). Mentre per il secondo libro già pronto il discorso è diverso: nella forma in cui si trova ora non oso pubblicarlo in Ticino, perché è un altro reportage narrativo molto dettagliato…
SITO UFFICIALE
In occasione della XXIII Edizione del Premio Laurentium, segnaliamo l’iniziativa dell’Elogio all’Ermetismo attraverso i nuovi Media in collaborazione con Vodafone. Poesie in concorso attraverso 160 caratteri di un SMS al 3404399444. il regolamento su questo link
alla cerimonia di assegnazione dei premi ai vincitori dell’undicesima edizione del Premio “Parco Majella” che avrà luogo
sabato 19 luglio 2008 ore 20,00
in Abbateggio (Pescara)

Presidente Premio
Antonio Di Marco
Direzione Artistica
Daniela D’Alimonte, Enza Di Marco
Marco Presutti
Presidente Giuria 2008
Alda D’Eusanio
Componenti Giuria 2008
Nicoletta Di Gregorio - Roberta Di Renzo
Patricia Fogaraccio - Rossella Petrilli
Dario Catalano - Dante Caserta
Leonardo Nodari - Antonio Ricci
Sandro Santilli
SEGUE IL PROGRAMMA PER ESTESO



IO CI SARÒ!
VUOI ESSERE UNO DEGLI AUTORI DELLA PROSSIMA ANTOLOGIA LAS VEGAS?
Partecipa al nostro gioco, bello bello in modo assurdo.
Las Vegas edizioni (www.lasvegasedizioni.com) ti mette a disposizione il suo scintillante casinò letterario e un gioco completamente gratuito per mostrare il tuo talento.
Il premio? Potrai essere uno degli autori della prossima antologia di Las Vegas!
REQUISITI: possedere un sito o un blog. (Non hai un blog? Quale migliore occasione per aprirne uno!)
ISTRUZIONI: per partecipare alla prima selezione devi:
1) pubblicare questo post (esattamente così com’è) nel tuo sito o blog. L’originale del post che devi ricopiare è qui [http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/16142956/%21%21%21%21%21];
2) mandare a gioco(at)lasvegasedizioni.com l’indirizzo (l’url, quella cosa che comincia con “http://”) del post di cui sopra, più quello di un altro post – uno solo: quello che più rappresenta il tuo stile e la tua volontà di scrivere – che vuoi sia letto e valutato dall’arcigno croupier. Non inviare nessun altro tipo di materiale. Sul blog di Las Vegas edizioni, www.lasvegasedizioni.splinder.com, saranno indicati, via via, tutti i partecipanti;
3) aspettare nuove istruzioni.
TEMPI: la prima selezione terminerà quando avremo raggiunto materiale a sufficienza (la scadenza verrà annunciata con qualche giorno di preavviso sul blog di Las Vegas). Se avrai giocato le carte giuste, sarai contattato per partecipare alla seconda fase.
PREMI: il premio finale, al termine delle varie selezioni, è la pubblicazione nella prossima geniale antologia targata Las Vegas.
Signore e signori, fate il vostro gioco!
In occasione del lancio del romanzo “Saxophone Street Blues”, in uscita l’8 gennaio 2008, Las Vegas edizioni bandisce la prima edizione del Premio Belial per la Miglior Vita Fittizia. Si tratta di un concorso letterario nazionale dedicato alla composizione di note biografiche fittizie.
Possono partecipare, senza limiti di età, autori residenti in Italia e all’Estero. Saranno ammesse composizioni di massimo 3000 battute, catalogabili stilisticamente come note biografiche che abbiamo per protagonista lo scrittore ventenne Hector Luis Belial. Esempi di queste “biografie potenziali” possono essere consultati sul blog dell’autore (www.hectorbelial.blogspot.com).
I partecipanti possono inviare un massimo di cinque elaborati all’indirizzo hectorbelial@gmail.com, specificando i propri dati anagrafici e scegliendo uno pseudonimo per la competizione. Sono accettati file in tutti i formati word, open office e pdf. Il concorso avrà inizio l’8 dicembre 2007, e proseguirà per 66 giorni.
Durante tutta la durata della competizione, gli elaborati pervenuti saranno via via pubblicati sul blog, dove potranno essere commentati e valutati dal pubblico. La valutazione del pubblico, tuttavia, non influisce sulla scelta degli elaborati vincitori, che avverrà ad insindacabile giudizio della Giuria.
Entro il 30 marzo 2008, la Giuria si impegna a selezionare una rosa di 5 vincitori, i quali riceveranno ciascuno una copia di “Saxophone Street Blues”. Il vincitore assoluto, inoltre, vedrà la pubblicazione del proprio elaborato, che accompagnerà il prossimo romanzo di Belial come nota biografica ufficiale.
Arterìa è anche pagine e si racconta. Arterìa è un luogo in attesa, è uno spazio di partecipazione, di storie. Arterìa vuole raccontarsi e decide di raccontarsi attraverso chi Arterìa la vive, e la cammina, la sceglie anche da lontano.
Nasce da qui l’idea di un concorso letterario. Una scusa, un motivo, per leggerci e raccontarci, l’Arterìa e la sua gente.
Ogni due mesi la redazione di Arterìa proporrà un tema, una variazione. I racconti dovranno essere inediti, avere una lunghezza di massimo 5 cartelle (9000 caratteri spazi inclusi) e dovranno essere inviati a ufficiostampa@arteria.bo.it.
Ogni due mesi la redazione selezionerà 5 tra i racconti pervenuti che verranno pubblicati sul blog Arteria Racconta (www.arteriaracconta.blogspot.com) e successivamente letti in pubblico dagli autori durante gli aperitivi letterari organizzati da Arterìa Racconta.
L’Arterìa prevede la pubblicazione di un volume, “Arterìa Racconta”, comprendente i migliori scritti pervenuti in redazione.
***
Prima variazione: BOLOGNA
… Però che Bohéme confortevole giocata fra casa e osterie quando a ogni bicchiere rimbalzano le filosofie... Oh quanto eravamo poetici, ma senza pudore e paura e i vecchi "imberiaghi" sembravano la letteratura... Oh quanto eravam tutti artistici, ma senza pudore o vergogna
cullati fra i portici cosce di mamma Bologna...
Questo è il primo tema scelto: Bologna. Da qui, da dove l’Arterìa nasce e vive, vogliamo partire. Raccontateci Bologna,
Bologna in poche pagine, le vostre.
Il termine per inviare i racconti a tema BOLOGNA è fissato per il 31 dicembre.
I racconti dovranno essere inediti e avere una lunghezza di massimo 5 cartelle (9000 caratteri spazi inclusi) e dovranno essere inviati a ufficiostampa@arteria.bo.it.
Cos’è Arterìa: da uno storico locale di pubblico spettacolo situato nel cuore di Bologna è nato Arteria. Ristrutturato con tecniche e materiali propri dell’architettura naturale, Arteria ha dato vita a uno spazio che fa dell’interazione tra natura e tecnologia la sua caratteristica principale. Le pietre antiche delle cantine di un palazzo millenario entrano a far parte della scenografia globale e accompagnano la nuova vita dello storico locale di vicolo Broglio.
Arteria è un’idea in continua evoluzione, aperta a 360° verso tutte le forme d’espressione culturali ed artistiche, dalla musica, all’arte, dallo spettacolo alla buona cucina; un’idea che si propone di offrire stimoli, qualità e possibilità di interazione per una rivitalizzazione culturale e sociale.
Iniziativa editoriale per la pubblicazione e la distribuzione in libreria
del nuovo volume double-face EROS e amore!
Sino al 6 gennaio 2008, su www.eroseamore.it tutti possono candidare i propri testi
per la pubblicazione nel primo volume della collana double-face di ARPANet:
EROS e amore
Una narrativa che si immerge nei giardini pensili oppure affonda nei labirinti senza uscita che l’amore costruisce ed alimenta. O, al contrario, distrugge. Il trasporto dei sentimenti, da un lato, e poi l’eros, dall’altro: desiderio incontenibile, brama, carnalità, lussuria.
Un libro double-face per due pulsioni in continua fusione o separazione, radicate nei territori dell’ES, aggrappate a corde attigue ma differenti.
La produzione creativa di EROS e amore, al modo delle altre iniziative editoriali ARPANet, deriva da tutti coloro che intendano candidare, a partire da oggi, i propri
sogni e visioni – trasformati in narrazioni e poesia inedita – su www.eroseamore.it.
Nata nel 1998 come casa editrice online realizzando uno tra i primi portali letterari su Internet (www.ARPANet.org), dal 2002
Tutte le pubblicazioni derivano da un coinvolgimento diretto del lettore, invitato ad essere parte attiva nel processo di selezione dei testi mediante il format esclusivo dell’iniziativa editoriale.
Info, iscrizioni e testi da televotare su: www.eroseamore.it
Commenti sul blog di CONCEPTS: www.EdizioniARPANet.wordpress.com
Nuovo sito della Società Editoriale ARPANet: www.EdizioniARPANet.it
Un’immagine a cui ispirarsi per proporre short-stories (max tre cartelle) e canzoni. Un concorso letterario. Quindici band in sfida, in due giorni di musica, parole, immagini in Oltrepò Pavese. E poi fiera degli editori-indipendenti, mercatino sotto le stelle, presentazioni di libri, reading, graffiti, birra, enogastronomia e cultura. Sono questi gli ingredienti di Image not Found, il contest musical-letterario organizzato dall’Associazione Culturale Giovani in Corso per l’1 e il 2 Settembre a Broni (Pv) in collaborazione con il Comune di Broni – Assessorato alle Politiche Giovanili e le istituzioni locali.
L’immagine è già disponibile sul sito ufficiale dell'evento: Image not Found. E’ stata selezionata tra quelle proposte e porta la firma di Aris Marakis, giovane studente del Liceo Artistico Michelangelo di Pavia.
Ispirati dall’immagine, le band e gli scrittori dovranno creare una canzone i primi una short-story i secondi.
Due giurie saranno coinvolte.
La giuria che giudicherà le opere letterarie è composta da Andrea Villani (scrittore) Gian Paolo Serino (critico letterario, La Repubblica, Il Giornale, direttore della rivista Satisfiction), Gianluca Morozzi (scrittore, sceneggiatore), Eliselle (scrittrice). Quella musicale dei membri dell’Accademia musicale Città di Stradella.
Durante tutta la manifestazione funzionerà un servizio di ristorazione a cura dell’Associazione Culturale Giovani in Corso. Nella giornata di Domenica 2 Settembre fuori dal Parco di Villa Nuova Italia, suggestiva cornice dell’evento, si terrà in concomitanza con Image not found, anche il Festival Enogastronomico Bonarda e Agnolotti. Mentre sarà disponibile in entrambe le giornate un Book’s corner a cura di editoriaindipendente.it, dove sarà distribuita Satisfiction, la prima rivista free-press culturale italiana ad adottare la logica del “Soddisfatti o rimborsati”.
L’esibizione dei gruppi si terrà dalle 15,00 alle 23,00 ed tra l’esibizione di un gruppo e l’altro, attori professionisti reciteranno i brani finalisti del concorso letterario. Sono previsti anche due “Aperitivi con l’autore” intorno alle 18,30 con vini D.O.C. e salumi dell’Oltrepò Pavese.
Maggiori informazioni:
Ufficio Stampa
Paolo Pedrazzi
3403580891
038552633
PROGRAMMA:
Sabato 1 Settembre
ore 16,00: Presentazione Contest
dalle 16,15 alle 19,00: Musica e scrittura si incontrano sul palco Luther Blisset project • Pino Cerrigone • Fuori Rotta • Nafoi. Tra una esibizione e l’altra reading dei racconti finalisti del contest letterario
ore 19.00: Aperitivo con l’autore a base di prodotti del commercio equo-solidale, a cura dell’Associazione Mani Tese. Presentazione del volume La notte ha sempre ragione (Todaro) di Andrea Villani, interviene l’autore, presenta Paolo Pedrazzi
ore 20.00 A cena con l’autore
Il re della salamella e Gianluca Morozzi presentano L’Abisso (Fernandel) e L’Emilia o la dura legge della musica (Guanda)
ore 21.30 Presentazione dell’Associazione Giovani in Corso. Intervengono Patrizia Pifferi (Presidente Ass. Giovani in Corso) e Antonio Riviezzi (Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Broni)
21.40 Sul palco: Emanuele de Francesco • F&B Sound • Elymania • Il mio artista preferito
Domenica 2 Settembre
ore 16.00 Musica e scrittura si incontrano. Sul palco: Il sesso degli angeli • La corte dei miracoli • Almost blue
Tra una esibizione e l’altra reading dei racconti finalisti del contest letterario.
ore 18.45 Aperitivo con l’autore a base di prodotti del commercio equo e solidale a cura dell’Associazione Mani Tese. Incontro letterario Il racconto deve morire. Il racconto non è morto, Giuliano Paravella presenta Suitcase in my head (Eumeswil).
ore 20,15 A cena con l’autore, presentazione della nuova collana Rooms di Eumeswil, intervengono Catalin Florin Maggi (Alla frutta), Eliselle (Ecstasy Love), Elisa Genghini (Zucca Gialla).
ore 21.00 Sul palco: Paolo Marchetti • Acido Relax. Durante i cambi palco lettura dei racconti finalisti
ore 23.30 Premiazione
Durante entrambe le giornate saranno presenti associazioni di volontariato e servizio di ristoro con birra e panini, bancarelle, bookscorner in collaborazione con Editoria Indipendente.
L'Associazione Italiana delle Culture per l'anno 2007 promuove la
I Edizione Concorso letterario
La carovana dell'Hoggar
Scadenza: 30 Maggio 2007
Tassa di iscrizione: 15 euro
Per: racconti inediti, poesie inedite
Bando completo:
L'Associazione Italiana delle Culture
per l'anno 2007 promuove la 1^ edizione del Concorso letterario
"La carovana dell'Hoggar"
Il premio è legato al viaggio di una carovana nella regione dell'Hoggar in Africa. La stessa percorsa da Padre Foucault (pèré Foucault) nei primi anni del 1900. Il viaggio che nel nostro caso diventa impegno, solidarietà e sogno teso a costruire una vita migliore.
L'Associazione Italiana delle Culture è nata per promuovere la diffusione di tutte le culture. Si propone di offrire uno spazio aperto alla diffusione e alla conoscenza degli aspetti più forti dell’esercizio di ogni tipo di arte. Utilizzando una serie di strumenti culturali tesi a costruire un confronto di idee sul passato, sul presente e sul futuro.
Per questo lavoriamo su molti progetti che con questo concorso letterario verranno sostenuti.
Per le molte iniziative visita il sito www.associazione-culture.org
REGOLAMENTO
ART. 1 – Il Concorso si articola in due sezioni: Poesia (max 3 poesie con libertà di lunghezza) e Narrativa (un racconto di circa 10 pagine A4) in lingua italiana e con tema l'impegno, la solidarietà, l'amore, le diversità, le unioni.
Ogni lavoro va corredato di firma, indirizzo, numero di telefono ed e-mail.
ART. 2 – Possono partecipare cittadini di qualsiasi nazionalità ed età. Non sono ammessi lavori collettivi. Ogni autore può concorrere con una sola opera per sezione, inedita. Per opera inedita si intende qualsiasi lavoro che, rispondendo ai requisiti del presente regolamento, non abbia ricevuto regolare pubblicazione editoriale. La visibilità sui siti Web, o sulle riviste di settore non implica pertanto l’automatica attivazione dei diritti d’autore e non contrasta con il presente regolamento.
ART. 3 – La quota di partecipazione per ogni sezione è di euro 15,00, per spese di segreteria. Il pagamento dell’iscrizione va eseguito:
1. tramite bollettino postale numero 65128621 intestato a Associazione Italiana delle Culture - Civitavecchia
2. tramite vaglia postale così intestato: Associazione Italiana delle Culture via Giordano Bruno, 18 - 00053 Civitavecchia ROMA
ART. 4 – Unitamente all’elaborato, ogni concorrente dovrà allegare la seguente dichiarazione: “Dichiaro che l’opera da me presentata a codesto Concorso è opera di mia creazione personale, inedita, non premiata in altri concorsi”. Ogni autore è responsabile di quanto contenuto nei propri elaborati. In ogni caso, la partecipazione al Concorso costituisce automatica accettazione del presente regolamento.
ART. 5 – Gli elaborati dovranno pervenire entro il 30 maggio 2007 con allegati la copia bonifico bancario o del vaglia e la dichiarazione di cui all’ART. 4, al seguente indirizzo: Associazione Italiana delle Culture, via Giordano Bruno, 18 - 00053 Civitavecchia ROMA
ART. 6 – L’organizzazione pubblicherà i 10 migliori racconti e i 10 migliori poeti in una antologia che verrà posta in vendita sul sito internet dell'Associazione.
ART. 7 – Il trattamento dei dati (ai sensi della Legge 675/96 sulla tutela dei dati personali e successive modificazioni, D.L. 467 del 28/12/2001), di cui si garantisce la massima riservatezza, è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il Concorso. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo e i partecipanti potranno richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica.
ART. 8 – Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della Giuria che sarà formata da persone qualificate.
L'Associazione nella parte della giuria non fornirà ai concorrenti alcun tipo di giustificazione sui criteri delle valutazioni.
ART. 9 – PREMI - i vincitori di ciascuna sezione verranno premiati come segue:
Al 1° classificato verranno assegnati una lampada a basso consumo; un manufatto artigianale africano; un quadro della pittrice Nicoletta santini; una copia dell'antologia e il diploma di merito.
Al 2° classificato verranno assegnati una lampada a basso consumo; un quadro della pittrice Nicoletta Santini; una copia dell'antologia e il diploma di merito.
Al 3° classificato verranno assegnati una lampada a basso consumo; una copia dell'antologia e il diploma di merito.
Dal 4 al 10° classificato in entrambe le sezioni verrà inviata una lampadina a basso consumo; una copia dell'antologia e il diploma di merito.
Per tutti gli altri partecipanti verrà inviato a mezzo e-mail all’indirizzo da loro indicato attestato di partecipazione al concorso.
I risultati saranno pubblicati su www.associazione-culture.org
Per ogni contatto scrivere a associazioneculture@libero.it
Info: Organizzazione del concorso
Email: associazioneculture@libero.it
URL: http://www.associazione-culture.org
Premio letterario Monserrat per esordienti e non esordienti. Per scrittori di romanzi o raccolte di racconti, INEDITI. Per ogni informazione su come partecipare e news, scrivete alla mail : premiomonserrat@yahoo.it
Il comitato di Vermireligion, vi risponderà al più presto

Premio letterario “Storie a Mezzogiorno”
Narrativa: si partecipa con un massimo di 3 racconti
Poesia: “…tu non conosci il sud” – si partecipa con un massimo di 5 liriche
A partire dalla presente edizione, seguendo l’anima vocazionale della rivista “Sud-Est”, è altresì istituita la sezione:
Articolistica: si partecipa con un articolo, d’argomento culturale, di viaggio, enogastronomico, di max. 2000 battute.
Si può partecipare a tutte le sezioni.
Inviare gli elaborati in busta chiusa, unitamente a: dati personali, recapiti telefonici, autorizzazione al trattamento dei propri dati da parte della Giuria del premio, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (i dati personali e le autorizzazioni ut supra vanno scritti su un foglio a parte, ed introdotti in un’altra busta e nel plico), entro il 10 luglio 2007 a:
- “Sud-Est” di Floriano Motolese editore, via Madonna di Pompei, 312 – 74023 Grottaglie (TA)
- oppure a:
“Caffè Makramee”, via De Gasperi, 9 C/D – 74023 Grottaglie (TA) anche con consegna a mano
- od anche agli indirizzi di posta elettronica:
flo.sudest@libero.it; ricky.mio@libero.it
In tal caso, gli elaborati dovranno essere inviati sotto forma di due documenti allegati all’e-mail (uno per lo/gli elaborato/i; uno per i dati personali e l’autorizzazione al trattamento degli stessi).
1° Posto Narrativa: Coppa primo classificato. Premierà, dando lettura, la dott.ssa Ilaria Mazzeo, ideatrice del premio.
1° Posto Poesia: Coppa primo classificato e pubblicazione sulla copertina del trimestrale “Sud-Est” immediatamente successiva alla data di proclamazione dei vincitori. Premierà, dando lettura, la dott.ssa
1° Posto Articolistica: Coppa primo classificato e pubblicazione sul numero del trimestrale “Sud-Est” immediatamente successivo alla data di proclamazione dei vincitori. Premierà, dando lettura, il giornalista Floriano Motolese, editore e direttore responsabile della rivista “Sud-Est”.
Sono previste, per i finalisti delle tre sezioni, segnalazioni critiche per i tipi delle Edizioni “Il Foglio”, Piombino.
La giuria, il cui giudizio è inappellabile ed insindacabile, sarà resa nota durante la serata di premiazione.
Info: 348/7393906
CONCEPTS
Un’inedita iniziativa editoriale
per la pubblicazione e la distribuzione in libreria
di narrazioni liberamente ispirate.
Scrittura, ispirazione e creatività:
fino al 20 maggio 2007 tutti possono partecipare e scrivere per i nuovi libri in uscita la prossima estate:
CONCEPTS Moda e Gusto!
La collana CONCEPTS esplicita come il processo creativo sia influenzato dalle esperienze di un individuo: a contribuire alla stesura di un testo è l’insieme di suggestioni, emozioni e stimoli provenienti dall’esterno e successivamente interiorizzati.
Grazie all’iniziativa editoriale CONCEPTS, fino al 20 maggio 2007 sono aperte le selezioni per narrativa e poesia a tema libero ispirate dalle molteplicità di suggestioni legate alla moda o al gusto. È dunque possibile candidare i propri testi chiusi nel cassetto e sottoporne direttamente un estratto alla valutazione dei lettori online, che avranno l’opportunità di televotare i più significativi. Le opere che supereranno questa prima fase saranno poi scelte dalla Redazione di ARPANet per la pubblicazione su carta!
I racconti singoli più avvincenti ed intriganti contenuti nei due volumi diventeranno poi miniCONCEPTS // le dimensioni alternative dell’ispirazione.
Info, iscrizioni e testi da televotare su: www.conceptsbooks.it
Commenti sul blog di CONCEPTS: www.conceptsbooks.splinder.com
per info, immagini, interviste, idee...
contattare Carlotta Vissani
ARPANet
tel. +39.02.670.06.34
fax. +39.02.66.98.63.42
carlotta.vissani@ARPANet.eu
Parte in grande stile la terza edizione del Concorso di Emozioni promosso dal Blog Manuale di Mari
A seguito del notevole successo conseguito nelle precedenti due edizioni, il Blog Manuale di Mari, Poesie e Storie d'Amore, dà il via alla terza edizione del Concorso di Emozioni.
Dal 2005, centinaia di blogger, autori e lettori hanno partecipato scrivendo poesie e racconti, hanno collaborato come Blog Promotori, inondando il web di annunci e banner vivaci, hanno letto e commentato le opere pubblicate, trasformando, quello che era un fenomeno riservato al mondo dei blog, in un evento appetibile ai media tradizionali e agli editori.
Concorso di Emozioni è una gara atipica, non ci sono premi particolari da assegnare, se non quello della condivisione di emozioni d'amore manifestate attraverso la poesia e la prosa. L'iniziativa si svolge interamente on line: ogni giorno, dal 21 marzo e per la durata di un mese, si pubblicheranno due opere tra quelle inviate dai blogger partecipanti, presentandole alla lettura e ai commenti di lettori e visitatori.
Il 2007, tuttavia, è l’anno che, oltre a consacrare il concorso, lo arricchisce di rilevanti novità. Tra queste è opportuno segnalare le partnership con: Kimerik, l'editore che s’impegna a pubblicare un libro antologia che sarà presentato a maggio durante la Fiera Internazionale del Libro di Torino e raccoglierà tutte le opere partecipanti; Radio Web Stereo, la radio web che seguirà il Concorso di Emozioni per tutta la sua durata, proponendo letture e commenti; ed infine, Dols.net il Sito delle Donne on line che promuoverà il Concorso all'interno della sua comunità composta di autori e di lettori. Altro elemento innovativo è da considerarsi la presenza di un Comitato Organizzatore composto di blogger ed autori molto noti nella Blogosfera che garantiranno il pieno svolgimento dell'iniziativa:
Nicoletta Perrone, scrittrice, Editing e rapporti con gli editori;
Tina Galante, giornalista e blogger, Ufficio Stampa;
Fulvia Leopardi, blogstar, Portavoce per la Blogosfera;
Ladyviolet Segreteria Comitato e moderazione blog;
Artemisia, esperta di grafica e template per blog, Web designer
Curatori per la selezione e la pubblicazione delle opere:
Manuale di Mari, blogger, sezione poesie e racconti
Mashima, poetessa, sezione poesie
Arsomnia, scrittrice, sezione poesie e racconti
Zenzerocandito, scrittrice, sezione racconti
Marilena Abbatepaolo, poetessa, sezione poesie
Chiara De Nardi, poetessa, sezione poesie
Claudia Baldini, scrittrice, sezione racconti
Le informazioni sul Concorso e sulle modalità per partecipare si possono leggere da questo link o cliccando su uno dei banner del Concorso presenti nel Blog Manuale di Mari e in tutti i Blog Promotori dell'iniziativa.
Le opere devono essere inviate entro il 10 marzo 2007 per poter essere inserite nel libro antologia curato dall'Editore Kimerik.
Concorso di Emozioni
Manuale di Mari – Poesie e Storie d’Amore
manualedimari@manualedimari.it
Ufficio Stampa
tina.galante@tele2.it
Poetry Slam con Regole Internazionali,
Notte Bianca, Roma, 9 Settembre 2006.
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Sono aperte le iscrizioni al Poetry Slam che si svolgerà in occasione della Notte Bianca il 9 Settembre 2006, alle ore 20,00 a Roma, Villa Carpegna (Piazza Carpegna, Linea Metro A, fermata Cornelia).
Il “Poetry Slam” è una gara di poesia in cui diversi poeti leggono sul palco i propri versi e competono tra loro, valutati da una giuria formata estraendo a sorte alcuni spettatori, sotto la direzione di un “maestro di cerimonie”.
Verrà applicato il “regolamento internazionale” (1).
La partecipazione è aperta a tutti, e saranno accettati fino a un massimo di 25 partecipanti.
E’ prevista la possibilità di partecipanti collettivi, i quali però avranno a disposizione lo stesso tempo dei partecipanti singoli.
Le iscrizioni sono aperte dal 10 Agosto 2006 al 6 Settembre 2006,
inviando una mail al seguente indirizzo: poetryslam@email.it
o mandando un sms ai numeri 3396664075 oppure 3381701068.
Per iscriversi è necessario comunicare nome, cognome, data di nascita, telefono, e-mail, ed impegnarsi a versare, il giorno della gara, direttamente sul posto, la somma di 3,50 euro.
La somma complessiva, raccolta dalle iscrizioni, a cui sarà aggiunto un contributo dall’organizzazione, costituirà il premio per il vincitore.
Oltre ai 25 che si iscriveranno via email/sms, ci riserviamo di lasciare ulteriori posti per coloro che si presenteranno direttamente a Villa Carpegna, entro le ore 19,30.
Villa Carpegna, costruita a partire dalla fine del Seicento, è un luogo di interesse storico e culturale. Si situata nell’omonimo parco, importante punto di ritrovo, ospita l’archivio e la biblioteca sull’arte italiana del ‘900.
Sito di rieferimento della manifestazione: http://www.lanottebianca.it/
Per iscriversi alla gara, o per avere informazioni, scrivete a: poetryslam@email.it
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(Nota: 1)
REGOLAMENTO DEL POETRY SLAM
Sintesi della raccolta delle regole basilari del Poetry Slam, stabilita a Chicago durante il meeeting Slammasters del 1998.
Le poesie possono essere su qualsiasi soggetto e in qualsiasi stile.
Ogni poeta deve presentare propri testi originali.
Ogni testo dovrà avere una durata non superiore ai 3 minuti.
Il tempo sarà calcolato dal momento in cui inizierà la vera e propria lettura.
Non è permesso utilizzare alcuno strumento musicale o traccia musicale preregistrata.
Nessun costume o oggetti di scena. Ulteriori chiarimenti di questa regola sono stati considerati, ma scartati perché insignificanti e in definitiva non necessari.
La regola è: nessun costume.
Campionatura: è accettabile che un poeta usi campionature della propria voce e del proprio testo.
Regola della non ripetizione:una poesia può essere usata una volta sola durante la fase preliminare o finale. Le performance saranno cronometrate.
Se la performance supererà i 3 minuti saranno conteggiate delle penalità calcolate nel modo seguente: fino a 3:10 - nessuna penalità; da 3:10.01 a 3:20 -0,5; da 3:20.01 a 3:30 - 1.0; da 3:30.01 a 3:40 - 1.5; da 3:40.01 a 3:50 - 2.0 e così via ( -0.5 per ogni 10 secondi oltre i 3:10).
L’annuncio della penalità e la relativa deduzione sarà fatto dallo Slam Master o dal cronometrista dopo che tutti i giudici avranno dichiarato i loro punteggi.
2.GIUDIZIO E PUNTEGGIO
Giudici. I cinque giudici saranno estratti a sorte tra il pubblico presente all’evento.
Punteggio. I giudici daranno a ciascuna poesia un punteggio da 0 a 10, considerando il 10 il punteggio più alto o “perfetto”. Saranno incoraggiati a usare i decimali per precludere la possibilità di un pareggio. A ogni poesia saranno assegnati cinque voti. Il punteggio più alto e quello più basso verranno eliminati e i tre punteggi restanti saranno addizionati fra loro.
3.OFFICIALS
Slam Master-Emcee. Il maestro di cerimonia annuncerà al pubblico il nome di ciascun poeta. Esigerà inoltre che tutti i giudici mostrino i loro punteggi contemporaneamente e che nessun giudice cambi il suo punteggio dopo averlo mostrato. Il maestro di cerimonia dovrà condurre lo show velocemente e tenere il pubblico occupato e interessato alla gara. Visto che deve essere completamente imparziale, ogni battuta spiritosa diretta a poeti, poesie o punteggi è inappropriata. Anche un entusiasmo genuino è da evitare.
Alcune note finali:
1.I poeti devono lasciare il loro ego alla porta
2.Pubblico: presta la tua attenzione ai poeti durante la loro esibizione. Hanno lavorato moltissimo per essere qui stasera a presentare il loro lavoro.
Quando la poesia è finita, ti incoraggiamo a rispondere ai poeti o ai giudici in qualsiasi modo tu ritenga opportuno. E, soprattutto, poeti e pubblico: DIVERTITEVI!
Regolamento tratto dal sito: http://www.lellovoce.it
In occasione della
Festa della Musica (21 giugno)
L'Associazione organizzatrice
Fenarete (col Patrocinio del Comune di Rosignano Marittimo Li e con la
collaborazione dell'Ass. ARCI Cecina) si è posta come scopo l'organizzazione del concorso letterario
"FRAGORI DI SOLSTIZIO".
basato sulla promozione di racconti inediti basati sul seguente
tema:
"...di musica, tra le altre cose".
Infatti proprio la musica deve ispirare liberamente gli scritti
partecipanti.
Si ricorda che saranno preferiti quei racconti che più saranno in
sintonia con la linea editoriale di Fenarete, evidenziata sul sito
www.fenarete.com
"Quando racconto storie tratte dalla mia esperienza, non è della mia storia personale che parlo. Le storie riguardano qualcos’altro."
Gregory Bateson
Fenarete ha come scopo primario quello di promuovere tutto ciò che sta tra parentesi: il nascosto, il tralasciato, il frammento, l’intimo…
Perché è proprio ciò che sta tra parentesi che più di ogni cosa ci parla del mondo, ci parla di NOI. Ci cercheremo ovunque…
Fenarete è andare alla deriva nel privato naufragando dolcemente nel pubblico.
Fenarete si aggira tra gesti, accadimenti e riflessioni quotidiane.
Fenarete si avvicina, in ascolto di intimità fra parentesi, in apparente isolamento dal mondo, ma proprio per questo ad esso collegato per vie segrete ed affinità elettive.
Fenarete ricerca la tensione, la carica emotiva del vissuto, del viaggio tra interiorità in gioco tra indecisioni e strategie del sé.
Fenarete non decide e non indica: rimane là, in mezzo al mare, in balia dell’indecisione, della ricerca stimolata dall’indecisione e dall’instabilità; e non per trovare la quiete.
Fenarete non è chiara lucidità, ma assonnata incertezza, tra ripieghi di sole e sogni che si intrufolano nel reale.
Fenarete è anche fiabesca e sublime: da una parte, perché ci sono sempre cose che sfuggono alla razionalità, dall’altra, perché ci sono cose che sovrastano tale razionalità riducendoci ad un brivido di seducente sublimità.
Il concorso non prevede alcuna quota di partecipazione.
I primi tre racconti classificati riceveranno premi sottoforma di buoni
acquisto presso librerie a circuito nazionale; inoltre saranno
pubblicati sia sulla rivista culturale "(FENARETE) una rivista
tra parentesi", sia sul portale www.fenarete.com
Altri eventuali premi speciali saranno assegnati durante la cerimonia.
Per ulteriori informazioni
www.fenarete.com
info@fenarete.com
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Subway Letteratura 2006
Torna il concorso letterario aperto a tutti gli scrittori under 35.
I 12 testi vincitori (11 racconti e una raccolta di poesie) verranno distribuiti gratuitamente in 3.000.000 di copie nelle principali fermate delle metropolitane di Roma, Milano e Napoli.
Met.Ro. s.p.a. mette in distribuzione presso gli atrii delle proprie stazioni il bando di concorso per partecipare a Subway-Letteratura 2006, l’avvenimento letterario che offre l’opportunità a scrittori e poeti in erba di vedere pubblicate e distribuite gratuitamente le proprie opere in 3.000.000 di copie (circa 250.000 copie a titolo) nelle principali stazioni delle metropolitane di Roma , Milano e Napoli.
Oggi Subway, grazie al successo delle passate edizioni(solo nel 2005 sono pervenuti più di 1.200 racconti da tutta Italia e circa trecento poesie), si sta trasformando in un fenomeno culturale di portata nazionale e sta assumendo sempre più il ruolo di “talent scouting” delle giovani promesse della narrativa e della poesia italiana. Infatti, per due anni consecutivi due autori proposti da Subway hanno vinto il prestigioso Premio Campiello Giovani. Dopo l’autore romano Francesco Lucioli, vincitore nell’edizione 2004, anche la 19enne lucchese Flavia Piccinni, autrice rivelazione di Subway 2005, si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento del ‘Campiello Giovani’.
Stefano Bianchi, Presidente di Met.Ro., rinnovando l’impegno della Metropolitana di Roma per un nuovo successo di questa iniziativa culturale e sociale sul territorio cittadino, ha anche anticipato, per il 2006, nuove iniziative letterarie per coniugare il viaggio metropolitano con la lettura: “Abbiamo deciso, insieme ai curatori di Subway, di studiare degli eventi culturali che diano continuità all’esperienza di Subway e che offrano degli spunti di riflessione e approfondimento. Questi progetti, che annunceremo e illustreremo nei prossimi mesi, vogliono testimoniare l’impegno della nostra Azienda a creare un filo diretto con i nostri utenti e con il territorio di Roma, promuovendo il trasporto pubblico su rotaia.”
Il concorso
Curato da Davide Franzini e Oliviero Ponte di Pino e realizzato in collaborazione con Met.Ro. s.p.a., con il patrocinio del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, invita i giovani scrittori under 35 a creare brevi opere letterarie da destinare alla lettura di un pubblico vasto ed eterogeneo. Sono ammessi tutti i generi letterari (anche di fantasia). Subway non fa distinzioni tra letteratura ‘alta’ o ‘bassa’ e non ha preconcetti stilistici o linguistici. L’importante è che le Opere inviate siano potenzialmente fruibili e apprezzabili per tutti i viaggiatori metropolitani. Partecipare è semplice: basta ritirare il Bando di Concorso presso le fermate metropolitane della linea “A”: Battistini, Valle Aurelia, Ottaviano, Spagna, Furio Camillo, Numidio Quadrato, Subaugusta, Cinecittà e della “B”: Rebibbia, Tiburtina FS, Castro Pretorio, Termini, Piramide, Eur Palasport, Laurentina. Tutti i lavori andranno spediti in busta chiusa entro e non oltre il 15 febbraio 2006 (farà fede il timbro postale) a: Associazione Laboratorio E-20, Piazza Cadorna 10, 20123 Milano (tel. 02/8054324). Sulla busta è necessario indicare l’anno di nascita.
I testi non dovranno superare le nove cartelle da 2.000 caratteri ciascuna (18.000 caratteri in totale). Gli scrittori dovranno dichiarare il genere letterario e indicare un ideale numero di fermate della metropolitana necessarie per completarne la lettura.
Anche i poeti avranno la possibilità, rispettando le stesse regole degli scrittori, di partecipare alla kermesse letteraria componendo tre poesie sul tema “Ospite d’onore. Della Terra”.
I partner
La quinta edizione di Subway Letteratura è realizzata grazie al contributo di Met.Ro. s.p.a., dell’Università IULM, di F.I.L.A. – Tratto PEN, di UPM e Comieco - Consorzio per il recupero e il riciclo di carta e cartone e del Comune di Roma; con i patrocini dei Comuni di Roma, Milano e Napoli.
Con la partnership tecnica di ATM S.p.A. e Metronapoli S.p.A..
La pubblicazione
Nella primavera del 2006 nei mezzanini delle più frequentate stazioni delle metropolitane di Milano, Roma e Napoli, verranno installati juke-box Letterari con i 12 lavori vincitori, per una tiratura complessiva di 3.000.000 di copie stampate su carta riciclata al 100%. Ogni libretto vanterà una “prefazione d’autore” firmata da uno dei componenti del comitato.
Il comitato selezionatore
I lavori di narrativa saranno valutati da un gruppo di lettura composto da Davide Franzini e Oliviero Ponte di Pino, curatori della manifestazione, e da Erica Berla, Caterina Bonvicini, Alessandra Casella, Giuseppe Culicchia, Luca Doninelli, Franz Krauspenhaar, Francesco Lucioli, Raul Montanari, Flavia Piccinni, Andrea G. Pinketts, Eugenio Stanziale, Alessandro Zaccuri.
Per informazioni:
Associazione Laboratorio E-20
Davide Franzini
Piazzale Cadorna, 10 - 20122 Milano
tel. 02/8054324
www.subway-letteratura.org

genere "Una storia vuota"
1 racconto da 4 fermate
Prefazione
di Massimo Cacciapuoti
“Ho scritto Sehnsucht perché s’è fatto scrivere” c’informa l’autrice, quasi a indicare qualcosa che si è fatto da sè, l’urgenza della scrittura. “Una storia vuota”, di nostalgia, di amore e desiderio. Leila ha gli occhi del colore della notte. Lavora come cassiera in un supermercato. Gesti soliti. Sguardi sfuggenti. Lui è un avventore. La guarda, l’osserva. Se ne innamora. Di lei ama la tristezza che è sempre profondità di spirito, nonostante la sua scarsa predilezione per Faulkner e l’arte. S’incontrano a un bivio e le loro vite s’intrecciano, secondo la logica della necessità che informa ogni azione umana. Poi cala il silenzio, come un sipario. Denso. Opaco. La distanza si scava. Leila non potrà accompagnarlo “sulla strada dell’isolamento e dell’alienazione”. La sua tristezza è fine a se stessa. Vuota. A riscattarla nemmeno la malattia. Infine la scoperta, annunciata con perizia secondo la tecnica dell’abbrivio, come una distanza. Punto fermo e daccapo: Leila è stupida. Le loro strade allora si separano nuovamente. Definitivamente. E a lui non resta che riaffondare nella sua malinconia senza redenzione. Un esempio brillante, accattivante, di descrizione densa. Metonimica. Satura di significati vuoti. Due realtà inconciliabili messe a confronto, due forme di alienazioni paradossali e incolmabili. L’interpretazione ironica sembra l’unica ancora di salvezza in un mondo privo di significanti, di una realtà complessa, frantumata in mille pezzi malamente accosti, quasi una sintesi di surrealismo esistenzialista. Come lo stile del testo. Rapido. Spezzato. Brevi periodi carichi di senso. Discorsivo per quanto poco o niente comunicante. Alla fine non resta che cambiare. Strada. Supermercato. Guardare il soffitto di casa e rendersi conto che Leila è solo il frutto di un’acuta fantasticazione. La necessità impone di chiudere il libro sulla scritta che ha dato il via alla recherche. Sehnsucht. La notte ha il colore degl’occhi. Delle tenebre. Colpisce il contrasto eccessivo tra la giovane età dell’autrice e la profondità del suo sguardo.
L’altro giorno m’è venuta nostalgia, nell’aprire un libro.
In una delle note a piè di pagina ho ritrovato il nome. Strano, di solito non le leggo mai.
In arabo significa "colei che ha gli occhi del colore della notte". E aveva davvero gli occhi scuri, la mia Leila.
Avevo scoperto come si chiamava dal cartellino. Una volta, mentre prendevo il resto. Le avevo sorriso, ma lei no. Niente. Non sorrideva.
Il venerdì restava alla cassa fino a tardi, mentre il giovedì non la vedevo mai.
Cominciai a organizzare i tempi della spesa. Andavo al supermercato alle sei e mezza. Il giovedì, mai.
18 e 30. Un orario perfetto per non imbattersi in code infinite. Troppo tardi per le casalinghe annoiate, troppo presto per chi esce dall’ufficio.
Di mercoledì centellinavo il cibo.
Per il resto, trovai mille scuse per fare la spesa con maggior frequenza.
Divenni aranciata dipendente.
Quando aprirono l’angolo panetteria, dimenticai il mio fornaio. Ci andavo da una vita. Smisi di frequentarlo da un giorno all’altro, come avevo smesso di fumare. Non m’importava se il pane fosse migliore o peggiore. Consegnavo il sacco a Leila, e la guardavo battermi lo scontrino.
- Vuole i punti omaggio? - mi chiese un giorno. Dicembre. Le tenebre già attanagliavano le strade. Ma lì dentro c’era luce. L’inconfondibile neon che le batteva sulla testa.
Annuii. Sorpreso. Era la prima volta che mi rivolgeva la parola.
- Se viene ancora mercoledì prossimo, gliene diamo altri cinque. Così, fra due settimane può ritirare il borsone dell’Adidas. Gratis.-
- Grazie - dissi.
E il mercoledì seguente ritornai. Fedele come un animale, mi presentai alla sua cassa. Le allungai la tessera, e mentre me la restituiva trovai il modo di sfiorarle la mano.
Alzò gli occhi, forse imbarazzata dal contatto.
- Grazie. - Finsi l’incuranza. Riposi il pugno in tasca, per serbare al suo tocco più a lungo l’aureola.
Dovetti trovare un posto per la borsa. Grossa, colorata. Il genere di oggetto che non avrei mai voluto in casa. Alla fine me ne sbarazzai, regalandola al figlio dei vicini. Uno sportivo già un po’ calvo, che giocava nella squadra giovanile di pallacanestro. Da quel giorno ogni domenica lo vidi sgattaiolare sulle scale col borsone a tracolla. Per gli allenamenti. Quando ci incontravamo, mi salutava con la mano.
Non l’avevo vista alle casse, e già desideravo ritornare all’aria aperta. Ma era il 23 Dicembre, e questa volta far la spesa rientrava nei doveri. Mia madre e mia sorella venivano per la Vigilia.
Mi feci largo fra la gente e i panettoni, in cerca delle cose elencate sulla lista. Avevo spuntato tutte le verdure e la frutta. Non rimanevano che il latte e le sfiziosità.
Seminai una famigliola che si trastullava davanti alle stelle di Natale. Poi pensai "Forse no. Forse a mia madre farebbe piacere se gliene regalassi una". E tornai indietro. E mi trovai a faccia a faccia con Leila che le sistemava.
Il cuore si fermò.
- Oh, scusi. -
- Niente. - Fece un passo indietro. - Le interessano le piante? Ne vuole comprare una? -
Mi resi conto che non avevo parlato. E più non rispondevo, più lei mi fissava perplessa. Mossi il capo. Sfoderai uno dei miei sorrisi peggiori.
- Grazie, sì. -
- Prenda pure quella che le piace di più. -
Allungai le braccia. Istintivamente verso di lei. Poi ripiegai su un vaso sporco di terra. E mi bloccai.
- Lei... lei quale prenderebbe? -
Vidi il suo sguardo impallidire. Non si aspettava di dover esprimere un parere. Timidezza, pensai allora. E le sorrisi con minor ansia.
- Non saprei, davvero. La pianta è sua, scelga lei. -
La lasciai andare col sorriso sulle labbra tese. Sentendomi sconfitto e senza chance. Uno che ha finito l’aspirina e non conosce nessuno a cui chiederla.
Il grembiule rosso di Leila. Le sue gambe che spuntavano da sotto.
Di lei amavo la tristezza. Quell’inconfondibile espressione sul volto, che mi faceva credere di aver trovato una compagna d’anima. Soffriva come me. Soffrivamo entrambi. Ma non comunicavamo.
Mi sembrava che nel vedermi non mi riconoscesse mai, fosse sempre come la prima volta. E questo mi feriva, mi piantava un pugnale in mezzo al petto senza che io provassi il desiderio di strapparlo. Ero diventato masochista, lo rigiravo nella piaga, stringendo i denti.
Poi, un giorno, notai uno strano bagliore. Nei suoi occhi notturni, una piccola stella guizzò. Ero fermo alla cassa, incastrato fra il carrello della signora che mi precedeva e un donnone di spalle, nella fila accanto.
Lei mi guardò con lo scatto di un cerbiatto. Stava battendo il detersivo della signora. Ma guardò me. Me. Poi disse, gentilmente: - Dovrebbe spostare il carrello. Non vede? Il signore è in difficoltà -.
La donna obbedì, con la faccia di chi obbedisce controvoglia.
Era una cassiera, sì, ma aveva un nome, Leila, e delle guance morbide. Io lo sapevo. E tutte le notti sognavo l’ovale del suo volto, proiettandolo sul soffitto della mia stanza.
La stella passò, ma lasciò una scia luminosa nei suoi occhi senza età.
- Grazie - dissi poi, mentre le allungavo la tessera dei soci.
Mi capitava a volte di appostarmi fuori dal supermercato, e aspettare finché anche lei non usciva. Niente più grembiule, niente più cartellino. Con i capelli sciolti sulle spalle, era libera di perdersi nell’anonimato della folla.
Mi muovevo dietro di lei, incontrando nervoso lo sguardo dell’albanese seduto all’entrata. Sempre più seduto, come se cominciasse a sedersi perfino nel proprio corpo. Gli leggevo in volto che mi riconosceva, ogni volta. Mi vedeva accanto al platano, nascosto dietro al tronco, e mi riconosceva.
Una sera mi portai inconsapevolmente il dito alle labbra, e mentre usciva Leila, gli feci segno di star zitto. Come se potesse avvertirla che mi apprestavo a pedinarla. Provai vergogna, ed affrettai il passo, senza guardarlo più.
Ma quella volta, fu l’ultima. Non dovetti più appostarmi, né fare avanti e indietro al supermercato sei giorni alla settimana, né sopportare le sue lunghe occhiate.
Quella sera, Leila si fermò al semaforo e io la raggiunsi.
Me la ritrovai di fronte, in abiti borghesi, con la stessa aria infelice che aveva quando mi consegnava lo scontrino. L’uccellino era uscito dalla gabbia, ma non aveva spiccato il volo.
Fui colpito, anch’io faticavo a scrollarmi di dosso la malinconia. Era un tarlo che mi divorava l’anima. E se anche la prendevo per la collottola e la allontanavo, la malinconia sempre tornava, più vorace di prima.
Aprii bocca per parlare. Scattò il verde. Ma Leila non si mosse, ed io scesi soltanto dal marciapiede, per abbassarmi al suo livello.
Improvvisamente non eravamo più il cliente e la cassiera, bensì due esseri umani che potevano comunicare. Un uomo e una donna. I nostri occhi, allo stesso livello, si legarono con uno sguardo.
Mi specchiai per la prima volta pienamente in lei.
E così, cominciò la stagione dell’amore.
L’amore, che sentimento sublime! Sapeva rischiarare le corte giornate dell’inverno come un sole in piena estate. Io, per la prima volta in tutta la mia vita, mi sentivo veramente felice.
Le chiesi di venire a vivere con me, e Leila accettò. Cominciai a spargere la notizia, cominciai a ricevere telefonate.
Mia madre accolse la realtà come se si trattasse di un sogno, sbattendo le ciglia e non sapendo più reagire. "Davvero...? Finalmente..."
Mia sorella si congratulò e tenne una lunga conferenza al telefono sui pro e i contro del matrimonio. Non mi sposavo, però. Per quello ci sarebbe voluto ancora un po’ di tempo.
E passarono i giorni, con le ore, i minuti, e gli incontabili secondi. Si allinearono in settimane, finché non venne marzo e festeggiammo un mese dal nostro primo incontro, là, al semaforo.
Avevo comprato una bottiglia di champagne, il più caro che mi fosse riuscito di trovare, e la stappai lasciando che il tappo rimbalzasse sul soffitto della sala. Ho ancora negli occhi l’immagine del sughero che vola in aria e mi ricade fra le mani. Lo strinsi, come si stringe un braccio vivo.
Leila sorrideva, ma solo con le labbra. I suoi occhi no, non sorridevano ancora. Non mi avrebbero mai sorriso.
Lo capii poco alla volta che le nostre strade si sarebbero divise un giorno o l’altro. Da piccoli segni, gesti, mezze parole. Leila rimaneva triste, ed io incominciavo a tormentarmi sulla ragione della sua infelicità perenne. Depressione? Ipersensibilità? Qualche problema ormonale?
No, niente di tutto questo. Le consigliai di andare dal medico, e la portai personalmente dal mio, un amico di famiglia, un dottore di cui mi fidavo pienamente. Era tutto a posto, la salute non c’entrava.
- Vai lo stesso a far gli esami del sangue. - la pregai una sera, davanti alla televisione.
Lei annuì. Andò, e mi mostrò i referti delle analisi. Ma i valori erano nella norma, anzi, perfetti. Leila stava benissimo.
Quando rientravo, la trovavo quasi sempre seduta sul divano, davanti allo schermo acceso del televisore. Guardava indifferentemente i quiz e le telenovele, senza ridere o animarsi né per gli uni né per le altre. Nemmeno i telegiornali sapevano portare un mutamento nel suo sguardo. Gli occhi rimanevano del colore della notte sempre. Sempre.
Altre volte passavo a prenderla al supermercato, se finiva tardi. Mi aveva chiesto di non entrare, e allora rimanevo davanti all’entrata, accanto all’albanese, che aveva smesso di guardarmi. Mi tiravo sulle punte dei piedi e sbirciavo all’interno, attraverso la vetrina. Leila si alzava, si sfilava il grembiule, salutava i colleghi e poi usciva, lentamente, con il passo trasci-nato di chi non sta bene nel proprio corpo. No, non era felice.
Quando le regalai un libro, L’Urlo e il Furore di Faulkner, uno dei miei preferiti, non batté ciglio. Prese il volume fra le mani e accarezzò la quarta di copertina, ma senza slancio, senza trasporto.
- Leggilo, è molto bello. Ma... forse, l’hai già letto? - mi preoccupai.
Spostò uno sguardo cinereo sulla mia fronte. Scosse il capo amaramente. Non avevo notato che lei non aveva letto quasi nulla?
Sì, lo avevo notato. Sapevo che non leggeva e non me ne preoccupavo. Avrei letto io per tutti e due, così giungevo a concludere nei miei pensieri. Fantasticavo sulle discussioni che avremmo potuto fare, ma non insistevo. Se non le piaceva leggere, evidentemente non le piaceva. Non c’era nulla da fare.
Faulkner finì sul comodino, sotto un leggero strato di grigia polvere.
Nemmeno l’arte visiva le interessava. Andammo ad una mostra in centro, e ritornammo a casa nel più totale silenzio. Niente mi offriva lo spunto per una conversazione. Mentre giravamo per le sale dell’esposizione, io avevo osservato più il suo volto che i vari quadri appesi. E mai una sola volta vi avevo visto scorrere un sentimento diverso. Sempre la solita espressione triste. Gli occhi sembravano piegarsi all’ingiù da qualche tempo, la bocca si muoveva con fatica. Il cerbiatto rimaneva spaventato, anche se il cacciatore era scomparso in lontananza e il bosco si era fatto silenzioso.
E la malinconia tornò a bussare alla mia porta. Con netti colpi mi obbligò ad aprirle e a scostarmi per farla nuovamente entrare.
Sedevo alla scrivania, con la lampadina accesa davanti alla fronte. Fissavo una pagina di un libro così intensamente da renderla ormai bianca. Non riuscivo a muovermi, a dire nulla. In sala, il sonoro della televisione mi portava a scatti la voce nota di un conduttore.
Finalmente capii. La sua tristezza, la sua infelicità che avevo mille volte sublimato nella mente, non nascondeva niente. Quand’anche il sipario si fosse alzato mostrandomi la sua anima per intero, non avrei visto nulla di quanto avevo immaginato. Non un’onda, non un fossato di profondità, niente. Il bianco assoluto.
Immaginate quale non fu la mia disperazione nello scoprire che Leila era triste perché semplicemente triste. Dietro al coperchio addolorato, riposava il vuoto. Il barattolo, questa volta, non conteneva nulla.
Ritardai in ogni modo la presa di coscienza, lottai con forza per accecarmi. Ma alla fine cedetti, e lo ammisi a me stesso: Leila, la mia Leila, non sarebbe mai stata come me. Non condivideva nessuno dei miei sentimenti, non mi accompagnava sulla strada irta e brulla dell’isolamento, dell’alienazione. Leila non mi capiva e non mi avrebbe mai capito. Mi ero lasciato abbagliare dalla sua faccia crucciata, uguagliando il mio dolore esistenziale al suo dolore vuoto, stupido. Sì, finalmente riuscivo a dirlo.
Leila era stupida.
E così, eccomi di nuovo solo. Non più di prima, ma profondamente. Mi alzo ogni mattina e vado al lavoro e quando rientro sono accolto unicamente dallo scricchiolio che producono i piedi sulle assi del parquet. Cigola la porta, mentre si chiude, dietro di me.
Vivo come ho sempre vissuto, con la sola differenza che ho cambiato supermercato. Mi tocca fare un po’ più di strada, e quando porto tre o quattro pacchi mi ritrovo stanco e lamentoso, ma almeno evito di incontrare lei. Non so, poi, se lavori ancora lì. Non lo voglio sapere, non mi interessa. Mi ripeto in continuazione, dal giorno in cui è uscita dalla mia vita e dalla mia casa, che non avrei più dovuto pensare a lei.
Ma ogni tanto, ogni tanto un’immagine si insinua fra le ciglia, proprio nel momento in cui sto per chiudere gli occhi. E li riapro, ritrovandomi a fissare il soffitto. Le mille ombre che disegno con la fantasia, componendo sempre lo stesso nome. Leila.
Colei che ha gli occhi del dolore della notte.
Ho chiuso il libro.

Dimenticate i libri normali: quelli che scorrono regolarmente dalla prima all'ultima pagina, dimenticate pure il conformismo e date così inizio alla letteratura combinatoria e ai giochi dello scrivere.
Ora prendete il mondo della 'scrittura - laboratorio' di Antonio Zoppetti e della sua gustosa sperimentazione letteraria che nasce dalla fusione di personalità come Queneau, Perec, Calvino e François Le Lionnais;mescolate a tutto questo l'impianto di una trama web: un gruppo di personaggi che si muovono dentro e fuori una blogosfera e tenete ben presente il concetto del classico collegamento ipertestuale del mondo della rete.
Tutto questo è Laura Immaginaria: un libro macchina pieno di infiniti meccanismi di narrazione che lasciano la possibilità di interagire il lettore diventando parte attiva della scrittura. È insomma, il punto medio dove s'incontra la letteratura cartacea e la narrazione sul web.
â–ºIMPARANDO A LEGGERE LAURA IMMAGINARIA: ISTRUZIONI PER L'USO
___Le Sembianze ___
Laura Immaginaria è un insiemi di 20 racconti ordinati tra loro sotto forma di una rubrica in ordine alfabetico dalla A alla V ( mancano dunque la X, la J, la Y e la Z).
___ Istruzioni Per La Lettura__
Ad ogni lettera dell'alfabeto corrisponde un nome di un personaggio di questo libro, ogni storia ha una trama a sé, ma,in qualche modo tutto è collegato.
Il gioco narrativo di quest'opera sta nel fatto che ogni nome è collegato da una freccia ipertestuale che porta ad un'altra storia parallela che pulsa e improvvisamente crea una magia di narrazione che lascia ricollegare le storie.
___ La Trama, Le Trame ___
Ma qual è la storia portante di Laura Immaginaria?
Impossibile definirla, diciamo piuttosto che è questo libro è una cassettiera di trame che si dispongono sulla scena a seconda di come il lettore gestisce la selezione degli ipertesti da collegare.
Per quanto riguarda le tematiche e gli approcci psicologici, però, si può fare quanto meno una riflessione.
Prima di tutto è da tener presente che Laura Immaginaria è il primo libro che presenta come elemento principale il mondo di internet in versione romanzo.
Scendendo più nel particolare, si tratta su un'osservazione sul mondo dei blog adolescenziale, del voyeurismo informatico e degli strani incontri che spesso si possono fare sul web.
È forse il ritratto di una pseudo analisi sociologica di un mondo nascente dei blog ( la pubblicazione del libro risale al 2003) in cui il fenomeno galoppante delle blogosfere sembra soltanto qualcosa di frivolo, trasandato, spesso degradato e traballante, ben lontano da quello che rappresentano oggi molte piattaforme di blog professionali. Comunque, non è questo l'aspetto portante da dover considerare in quest'opera di A. Zoppetti, quanto piuttosto la riflessione sulla flessibilità della scrittura mutante.
___ Le Finalità ___
Qual è dunque il fine di una scrittura mutante come questa?
Tutto nasce per creare nel lettore lo spirito e la capacità creativa nell'essere consapevole di essere in grado di creare un nuovo capitolo di questo libro ( non a caso, alcune lettere alfabetiche non sono state utilizzate) a questo proposito è stato messo in atto un vero e proprio concorso di scrittura pronto ad inserire gli esperimenti più riusciti di questa prova che verranno pubblicati nelle prossime edizioni di questo romanzo (il regolamento per il concorso è inserito all'interno del libro)
__ Qualche Spunto Per Il Concorso __
Per chi vuole cimentarsi nel concorso è bene sapere che c'è sicuramente bisogno di :
- un buon esercizio di lettura attiva, intelligente e critica
- prendete appunti, segnate gli spunti di ogni racconto lasciati in sospeso.
- cercate di seguire lo stile narrativo ( è un modo di raccontare abbastanza semplice)
- ricercate le parole chiavi e cercate di entrare nel vivo dello stile dell'autore senza però dover essere una copia conforme
- fate attenzione all'impostazione del vostro estro : esso non deve essere la continuazione di una storia già presente nel libro, ma piuttosto create una storia parallela e contemporanea (N.B non dimenticate che ogni storia deve essere collegata con almeno altri 3 personaggi)
- cercate di entrare nel vivo nella giostra del 'tramare sul web': tenete conto dei comportamenti consueti di chi naviga in Internet, soprattutto tra e-mail, chat e blog.
â–ºIN CONCLUSIONE
Non vi intimorite e soprattutto non fermatevi qui,lasciate scorrere le vostre idee, siate fluidi.
Laura Immaginaria è un esperimento vivace sicuramente da provare, basta un po' di volontà dato che il testo in sé ha una comprensione molto: non avrete bisogno di tanta fantasia ma piuttosto di un filo di logica e tutto prende forma! ( un'esperienza vivamente consigliata)
â–ºCHI E' ANTONIO ZOPPETTI:
Antonio Zoppetti nasce a Milano nel 1965, laureato in filosofia, si occupa di editoria. Dal 1992 ha curato numerose opere di divulgazione tra dizionari interattivi ad argomenti artistico - scientifici.
Nel 2000 ha creato lo spazio web www.linguaggioglobale.it, con cui ha vinto nel 2004 il premio Alberto Manzi per la comunicazione educativa.
Dal 2002 conduce un laboratorio di scrittura collettiva e giochi linguistici ( www.zop.splinder.com) da un suo progetto di scrittura 'rifacimento - contaminazione' nato dal suo blog, è stato realizzato il suo libro d'esordio Blog. Per Queneau? La Scrittura Cambia Con Internet (Luca Rossella editore, 2003) che è stato premiato anche al concorso di Scrittura Mutante 2003. Antonio Zoppetti è stato anche oggetto della tesi di laurea di Giulia Lunani laureata in Scienze della comunicazione all'Università di Perugia, il 31 marzo 2004 con la votazione di 110 e lode.
â–º LE INTERVISTE DI GROUDY.BLUE
CHIARA MARRA INTERVISTA ANTONIO ZOPPETTI
1.Il tuo progetto di scrittura nasce dallo studio di autori come il grande Raymond Queneau, Italo Calvino e François Le Lionnais. Come si sviluppa la scelta di perseguire questo percorso in maniera costante dopo una laurea in Filosofia? Tra l'altro Laura Immaginaria è un progetto letterario inusuale, la fusione del mondo della letteratura e del linguaggio ipertestuale del web, come nasce l'ideazione di un progetto del genere?
Mi occupo di scritture ipertestuali e ipermediali da quasi 15 anni. Sono stato una specie di pioniere nel mercato italiano di questo genere di esperimenti. Dopo la laurea e qualche collaborazione nel mondo dell'editoria sono stato assunto in una delle prime società ad occuparsi di "editoria elettronica" come si chiamava allora. Era il 1992 e a quel tempo si lavorava su supporti come i cd-rom e altri acronimi ormai estinti. Inizialmente mi occupavo di progettare banche dati letterarie, dizionari elettronici, enciclopedie multimediali. Mi sono reso conto presto che si trattava di una nuova modalità si scrittura, di lettura e di fruizione. Allora ero un po' preso dal mito delle nuove tecnologie e pensavo - come si sente dire spesso - che queste modalità di scrittura labirintiche, ipertestuali, modulari fossero una novità figlia della tecnologia. Col tempo ho capito che non era affatto così! Ho capito che le tecnologie costituiscono semplicemente un supporto e uno strumento che agevola e rende facile e immediato a tutti qualcosa che è intrinseco alla scrittura stessa. E mi sono accorto che la lettura non sequenziale, reticolare e aperta è qualcosa di antico che ha dei precedenti illustri anche in epoca pre-elettronica. Le teorie letterarie di autori come Roland Barthes, Derrida o Foucault per esempio, considerano la letteratura come una rete.
Quando leggiamo esistono due modi di farlo. Il primo è quello sequenziale, su cui sono costruiti la maggior parte dei romanzi. Sulla sequenzialità delle scene, come in un film, si costruisce il ritmo di un romanzo. Ma la successione delle scene è pensata da un autore, per un lettore che legge dall'inizio alla fine.
Accanto a questa lettura c'è la lettura a salti che sposta l'attenzione dalla logica dell'autore, a quella del lettore. Quando leggiamo un giornale per esempio, (che non è un'opera sequenziale) o un'enciclopedia, o un saggio (e leggiamo per sapere) seguiamo le nostre connessioni, non quelle dell'autore. Possiamo prendere un libro, aprirlo partendo dall'indice analitico, interrompere la lettura sequenziale di un passo per tuffarci in una nota a piè pagina, da lì saltare seguendo un rimando a un altro argomento... insomma i libri si possano attraversare in un modo trasversale, in un modo differente da quello sequenziale. Questo non è altro che un ipertesto. Un'enciclopedia è un ipertesto su carta. Un libro, con le sue pagine numerate, i suoi indici, apparati di note e via dicendo è una macchina, come il computer. Una macchina che prevede la rotazione dei fogli attorno a un perno centrale che permette una lettura in un certo modo. Prima del libro c'erano i papiri, per esempio, macchine diverse che si srotolavano invece che sfogliarsi. E che in un certo senso sono molto più simili alla logica delle pagine su web: rotoli che si scorrono come fossero pergamene. Il computer è una macchina che agevola queste cose, queste letture trasversali e queste connessioni del lettore (DESTINATARIO?) più che dell'autore (MITTENTE?)
Passando dall'analisi teorica alla pratica, essendomi occupato di saggistica, manualistica ed enciclopedie elettroniche per dieci anni, ed essendomi abituato a scrivere in questo modo, esaltando questo tipo di rimandi e producendo opere aperte che potessero essere attraversate così, invece che lette dall'inizio alla fine, a un certo punto ho cominciato a chiedermi: è possibile concepire strutture fatte a questo modo ma che siano NARRATIVE invece che manualistiche? E' possibile narrare in modo non sequenziale oltre che fare enciclopedie? Ha senso un romanzo interattivo? E come si può fare?
Gli esperimenti che si sono visti in passato, a questo proposito, non hanno portato a delle produzioni significative. L'esempio più classico è quello del librogame. Lo schema del videogioco è stato utilizzato per produrre narrazioni ma a mio avviso con risultati scarsissimi dal punto di vista della storia. Divertimenti molto simili ai giochi. Oppure ci sono le storie che si diramano e che si disperdono con vari finali. Ma anche questa strada non ha portato mai a nulla di significativo. E non regge al problema della dispersione e del proliferare di trame a scapito dell'unitarietà.
Tutti questi esperimenti sono nati da autori che venivano dal mondo del computer, non della letteratura. Viceversa gli "scrittori" hanno sempre ignorato, aborrito e guardato con sospetto questi tentativi.
Quello che ho fatto, in conclusione, è stato di ricercare un filone di letteratura "combinatoria" pre-elettronica che partisse invece dal libro e da autori sacri. Perché credo che la soluzione per provare a fare "narrazione ipertestuale" al computer trovi in questi esperimenti delle strade e delle indicazioni preziosissime. E sono anche convinto - e in questo credo di essere stato il primo a sostenerlo - che ci sia un'analogia fortissima tra questi esperimenti e quello che oggi possiamo fare al computer. E se questo non è ancora stato messo in luce è perché spesso "critici letterari", giornalisti e letterati ignorano la portata dei new media, non la comprendono e non la sanno utilizzare. E viceversa gli entusiasti dei new media ignorano la letteratura. Insomma i due mondi cultura e tecnologia sono ancora un po' separati, anche se si stanno finalmente incontrando.
Tra i filoni da recuperare ci sono appunto gli esperimenti dell'OULIPO e derivati (in Italia Oplepo e Teano, il movimento informatico). Anche se questi esperimenti di scrittura automatica risalgono agli anni '60, quando il calcolatore (come si chiamava allora) non era un nuovo medium come oggi, ma semplicemente uno strumento di elaborazione meccanica del testo. Questi esperimenti interessantissimi a mio avviso, hanno prodotto provocazioni ed esperimenti più che una vera e propria letteratura fruibile. Ma da questi presupposti molti narratori hanno prodotto opere più interessanti. Tra questi Queneau spicca con gli Esercizi di stile, per esempio, che risale però al 1946. Meglio ancora i "Cent milliard de poemes", del 1960, un sistema di generazione di poemi che si basa sulla combinazioni di elementi "atomici" che si ricombinano in tutti i modi dando origine a dei poemi sempre diversi e sempre sintatticamente perfetti.
Perec, alla luce del dibattito all'interno dell'OULIPO, si è spinto oltre e con un romanzo combinatorio vero e proprio: "La vita. Istruzioni per l'uso." Il salto è notevole. Al posto dell'automazione del computer è il cervello dell'autore che crea la storia seguendo una mappa di stanze che si può leggere e attraversare in modi molteplici. Calvino nella quinta lezione americana, analizzando la struttura di questo romanzo, concepisce (nel 1985) in modo lucido e consapevole una vera e propria teoria del romanzo ipertestuale che chiama IPER-ROMANZO. Anche se se si domanda come dovrebbe essere e come si possa sviluppare senza individuare soluzioni precise. I suoi tentativi del genere si ritrovano in opere come "Se una notte d'inverno un viaggiatore" oppure ne "Il castello dei destini incrociati", dove partendo dai tarocchi, invece che prevedere il futuro, Calvino crea delle storie. Anche "Rayuela" di Cortazar è fondamentale. Il libro si può leggere in due modi: seguendo la numerazione delle pagine, oppure partendo dal capitolo 73 e seguendo i "link" di rimando alla fine di ogni capitolo. La struttura è semplice e solo apparentemente ipertestuale. In realtà nel primo caso si legge il libro per intero, nel secondo caso si segue un percorso ridotto e si saltano alcune digressioni e alcune parte per così dire "inutili" o meglio non indispensabili per seguire la trama. Ci sarebbero tanti altri esempi da fare a proposito di queste cose, per esempio si potrebbe parlare di Raymond Roussel, di Borges, della Patafisica e di Jarry (in particolare "L'amore assoluto") e venendo ad autori più moderni Auster e altri.
Quello che ho cercato di fare io - ritengo - è un passo nuovo. Concepire una storia di 20 moduli che si possono leggere seguendo le connessioni del lettore più che dell'autore. E con risultati sempre differenti a seconda del percorso intrapreso. Alla fine la trama è quella per tutti. Quello che cambia sono i colpi di scena che dipendono dalla strada intrapresa dal lettore. Ogni capitolo, a seconda di quel che si sa o che non si sa, assume dei significati differenti. Perché ogni capitolo è giocato volutamente sull'ingannevolezza. Per esempio: il primo capitolo narra le vicende di una ragazzina, Aria, che tiene un diario su internet. Nel secondo si scopre che Aria non esiste e l'autrice vera è Barbara. Barbara tuttavia (cap II), non narra la propria vita, ma la vita della sua amica Chiara che non ne sa nulla. E chiara (cap III) un giorno si imbatterà in un blog che narra la sua vita, anche se non saprà mai perché. E così via il meccanismo si ripete per 20 volte. Ora è chiaro che il lettore, se comincia a leggere il capitolo di Aria, ignorerà le cose che scopre invece se parte da barbara o da Chiara, e viceversa. Con risultati sempre differenti fino a che la lettura totale dell'ultimo capitolo svelerà la trama nella sua completezza. Una trama che nasce nella testa del lettore dal confronto di tutte le vicende e le vite dei 20 personaggi narrati senza che ci sia un ordine necessariamente prestabilito. Certo può darsi che alcuni percorsi siano meno belli di altri. Può anche darsi che il libro contenga delle ingenuità... non spetta a me giudicarlo. Quello che mi pare è che sia qualcosa di nuovo, per lo meno.
2. Questo è un libro che nasce con il presupposto di essere condiviso e riscritto da chiunque voglia cimentarsi in questo esperimento. Da creatore di questa idea, come vivi la realtà di vedere questo tuo libro che cresce e si sviluppa?
Al momento non ci sono stati molti sviluppi. Non ho ricevuto molte continuazioni. Il progetto è difficile. Me ne rendo conto. Già non è facile per un libro edito da una piccola casa editrice essere visibile e letto, ancora più difficile è incontrare lettori che oltre a leggere si appassionino e si cimentino in una continuazione. Diciamo che è un esperimento di letteratura potenziale, dove quello che conta non è continuarlo realmente, ma lasciare aperta questa possibilità.
3. Laura Immaginaria è il primo libro ambientato nel mondo del web e più esattamente del mondo della blogosfera. Tra le trame spuntano soprattutto i blog adolescenziali e il fenomeno del voyeurismo. D'altronde, all'epoca della pubblicazione di Laura Immaginaria, questo nuovo orizzonte informatico era soltanto agli esordi. All'inizio,quali erano le tue riflessioni dell'osservazione di questo fenomeno di tendenza?
Non credo che sia il primo romanzo incentrato sui blog, il primo credo sia stato in Italia quello di Francesca Mazzucato, ma comunque libri (anche all'estero) che parlano di rete e di blog non sono più ormai una novità. E poi l'ambientazione nella blogosfera riguarda solo i primi personaggi, perché presto si esce dal virtuale e si entra nella realtà, con tanto di giallo su sparizione e un omicidio (o un incidente?). Caso mai è un libro sui rapporti tra internet, mondo virtuale e società di oggi, che è poi il mondo in cui opero e vivo.
E' da addetto ai lavori che mi sono avvicinato al mondo dei blog, inizialmente. Sono rimasto colpito da un fenomeno nuovo che si stava allargando ma che soprattutto, nella sua fase iniziale del 2002, in Italia, presentava caratteristiche molto diverse dalle altre community virtuali. Si trovava un legame forte con la scrittura, e un altezza di contenuti che non aveva nulla a che vedere con altri fenomeni che impazzavano sul web...
4. Il tuo blog www.zop.splinder.com, nato nel novembre 2002, è stata una delle prime realtà di blog professionali di Splinder. All'epoca scrivevi :
"...tenevo un diario da più di tre anni...
l'altro giorno mi è finito l'inchiostro della penna...
così ho deciso di fare un blog...
Un blog è immateriale. E' fatto di luce e non di carta...
dunque mi chiedevo... si può ancora dire SCRIPTA MANENT in questo nuovo millennio?
mi sa che CARTA MANET... sed LUX VOLAT!
con tutti i pro e contro del caso..."
Già allora eri molto attivo su internet con il tuo sito www.linguaggioglobale.it ma cosa ti ha spinto a creare un blog?
Questa è una delle prime riflessioni che avevo annotato nel blog appena aperto. Una fase di studio e di presa di contatto con il nuovo mezzo durata una decina di giorni, credo, prima di lanciare un progetto per coinvolgere questa comunità che avevo individuato come un popolo di lettori che si affacciavano al web in modo partecipativo. Proprio per vedere se era così ho lanciato un gioco di rifacimento degli esercizi di stile di Queneau. E avevo ragione. Ha funzionato. Me ne sono arrivati 300 in un anno. Ne è nato un libro. Ho ottenuto un riconoscimento alla fiera del libro di Torino al concorso "Scrittura mutante". Volevo tentare di sperimentare nuove forme di narrazione ipertestuale pensate per essere fruite al PC. Una cosa che tentavo da tempo ma che ha funzionato soltanto perché con i blog era nato un pubblico, interessato a leggerle e a continuarle. Prime invece facevo esperimenti che non avevano pubblico. Che rimaneva nei cassetti o tra gli addetti ai lavori senza diffusione.
5. Ora il tuo blog è uno dei più seguiti in tutta Italia e gli spazi professionali dei blog stanno crescendo. A livello sociologico cosa credi sia cambiato positivamente in questo mondo web e in quello della scrittura informatica?
Non è vero che sono uno dei blog più seguiti d'Italia. In realtà il mio è un blog molto di nicchia e anomalo. Scrivo racconti ed esperimenti narrativi che non sono per tutti. Ne sono consapevole e contento. Per fare un blog seguito basta per esempio parlare di sesso, ormai. Ma il mio obiettivo non è il pubblico, bensì la creazione di una ristretta cerchia di persone con cui lavorare a scritture collettive e sperimentazioni.
Sono stato il primo a usare il blog per fare giochi di scrittura. All'epoca ero un'anomalia della blogosfera. Poi ho fatto scuola, in un certo senso. O semplicemente ho solo anticipato qualcosa che si sarebbe diffuso e successivamente ne sono nati altri in modo indipendente. Questo non lo so. Per esempio il blog rodeo, i malthusiani... e tutta una nuova serie di bellissimi spazi dedicati a questo genere di cose. Non so se è una strada destinata a uno sviluppo o meno. La sperimentazione a volte rimane solo una sperimentazione e finisce. Altre volte genera qualcosa. Questo non si può prevedere.
6.La tua rivoluzione letteraria si propone di diventare un vero e proprio movimento letterario, cosa mi dici in proposito?
Non credo di avere rivoluzioni letterarie in tasca, quello che faccio caso mai è semplicemente narrativa. Però ho lanciato un manifesto letterario scherzoso: il DADIsmo, che fa il verso a dadaismo, futurismo e avanguardie del '900 oltre che alla combinatoria. Questa boutade è piaciuta e sta facendo decine di proseliti. A Genova, presso Inedita, ci sarà una mostra, un'incontro e una declamazione di opere dadiste da parte di una compagnia teatrale. Ma tra il serio e il faceto, il richiamo alle avanguardie è un'altra delle cose che sottolineo spesso. Sono convinto che se i futuristi avessero avuto il computer l'avrebbero usato! E invece vedo che gli scrittori affermati, continuano a ignorare il web come terreno di scrittura nuovo. Se occupano gli spazi su web non è per costruire qualcosa che ne sfrutti le potenzialità in modo nuovo, si limitano a usarlo come spazio di espressione, di dibattito, come fosse un giornale... insomma non fanno nulla di nuovo da un punto di vista della narrazione e della sperimentazione. Si limitano a scrivere esattamente come sono abituati a fare con la carta. Mi pare che non stiano riflettendo sulle potenzialità dei new media. Ma questo è una costante di tutte le avanguardie: sono momenti di rivoluzione, di rottura di paradigma. L'intellighenzia non ne capisce mai il senso. E solo il tempo può stabilire se le boutade rimangono tali o si sviluppano in qualcosa di nuovo.
7. Le tue iniziative di laboratorio di scrittura sono state segnalate a vari concorsi in cui spesso sei stato tra i favoriti, ma soprattutto Giulia Lunani ti ha inserito nella sua tesi di laurea. Certamente una bella soddisfazione. Come ti senti a diventare un vero e proprio fenomeno da imitare e studiare?
Sono stato molto contento di questo studio sulle cose che faccio. Anche se, per riallacciarmi a quanto già detto, sono studi all'interno di scienze della comunicazione. Mi chiedo quando e se si potranno fare cose analoghe anche da un punto di vista letterario. Forse quando ci saranno molti altri autori come me che magari produrranno cose ben più significative delle mie. Mi pare che stiamo vivendo qualcosa di analogo agli albori del cinematografo. All'inizio si puntava la telecamera fissa, e tanto bastava. Poi sono nati i registi e linguaggi. Sono convinto che la strada sia questa anche per i new media. Adesso siamo ancora agli albori. Ci vuole tempo perché nascano autori, da una parte, e critici dall'altra.
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