Vi segnalo un’interessante iniziativa della rivista letteraria internazionale Storie e di Leconte Editore. Sono aperte le iscrizioni per i corsi a distanza in:



I corsi della durata semestrale danno diritto ad un diploma certificato e a crediti formativi. I corsi sono suddivisi in corsi di primo livello propedeutico e secondo livello avanzato. Il materiale didattico sarà spedito a casa dopo l’iscrizione.
Trovate informazioni in dettaglio qui: http://www.storie.it/corsi.htm
I corsi sono a numero chiuso, contattate storie@tiscali.it per verificare la disponibilità di posti.
Nella scrittura, la poesia si annida ovunque oltre le pagine stampate e dunque anche l’universo liquido del web sforna i suoi degni frutti. Vestigia gotiche e grafiche preraffaellite fanno da riva all’universo di Lady Alexandra Borgia, vita da avatar della scrittrice e disegnatrice Marilena Frigiola che si dedica con piacere a estemporanee letterarie sul suo forum Diario Di Corte. <<Nel 2005, ho scoperto nella prosa il mio alter ego più passionale e tra liriche sensuali, stralci di diario, ho lasciato che sulla carta prendesse vita il cuore di Eva, la prima donna creata da Dio, genitrice dell’amore universale e del peccato originale>> questo il tratto ricorrente del suo intenso versante on line dove lavora alle pagine di Amor Sacrilego, una versione fantasy-storica ispirato al dramma di Cesare e Lucrezia Borgia,ovvero, un' estrapolazione del romanzo sono Le memorie di una Strega, dove appare un'Alexandra gothica plagiata dalle forze oscure ma piegata dall'amore.
Marilena Frigiola è nata nel 1975 a Laterza, lavora anche per Mondadori. Lasciamo a voi il piacere della scoperta, magari partendo dalle rime di Mia Fosca Signora: Vampire’s Eternity che tinteggia Eros e Thanatos sotto le sembianze di un vampiro tra passione e struggente logorio di un amante inconsapevole che
si sfibra in un amore inevitabile ed estremo, tra senso onirico e oscura quotidianità macchiata di spettrale, tutto volto a rappresentare la preghiera che Edward Cullen rivolge alla sua Eternità.
“… Chi sei davvero, mia fosca signora?
Una sirena d'Oriente?
Una Dea del Nord, vestita di lusso e d'eternità?
Appari triste ai miei occhi
e tristi sono anche le tue labbra
perché tu sei il seme della chiaroveggenza
e sostituisci la vita degli uomini
con una morte apparente.
Non ti ho mai desiderata.
E sei venuta a prendermi.
Ho lottato contro di te
fino a barattarmi le unghia col fuoco
e tu mi hai vinto
usando sciabole da battaglia
e pallottole d'uva nera…”
Il video qui allegato, rappresenta la performance vocale di Ivo De Palma su questo testo, una forma d’arte tanto desiderata dalla stessa autrice. Scopriamo meglio cosa ne pensa Ivo De Palma in proposito.
Onirico nel quotidiano, questo il tratto di Mia Fosca Signora. Sei tu a plasmare la planimetria dello script dei video, la selezione i tratti chiave, come avviene questo editing per la recitazione?
Può sembrare paradossale, ma in casi del genere si parte sempre dal sonoro, confezionando qualcosa che, all'occorrenza, possa comunque stare in piedi anche e soltanto come evento audio. Poi, sulla scansione musicale, contrappuntata dalla voce recitante, che diventa quasi uno strumento solista, si distende e si scandisce la sequenza delle immagini, arricchendole successivamente di effetti particolari. Qui l'aspetto onirico è comunque prevalente, e questo permette di presentare immagini pertinenti al tema in modo tale che non siano mai troppo banali e didascaliche. Naturalmente, nel chiaro intento di rendere fruibile il video al pubblico più ampio, ho evitato di eccedere nella carica erotica di alcune immagini, che avrebbe potuto anche essere un po' più spinta.
Fascinazione direi. In un modo o nell’altro,per lavoro o per passione, il gotico ti ha contagiato, Lady Alexandra Borgia il book trailer di Tamara Deroma e lo stesso Hades,così uguali e così diversi, tutti hanno un tratto lugubre, oscuro… eppure un tema così ricorrente riesce a farti districare le qualità vocali e recitative in maniera così disparata. E’ qualificabile una ragione a tutto questo?
Le differenze interpretative sono imposte innanzitutto dalla tipologia di evento artistico cui si vuole dar vita: il reading poetico, il promo artistico/commerciale, il cartone animato giapponese e quella sorta di "preghiera" metropolitana che era "A Suburban Prayer", per completare il quadro "gotico" delle mie ultime scorribande, sono situazioni artistiche completamente differenti, ognuna delle quali ha le proprie modalità e convenzioni, anche in relazione all'uso della voce. Non so da che cosa dipenda il comun denominatore, a vario titolo "infernale": sarà perché effettivamente gli ultimi anni, per me, sono stati un po'... movimentati!
È stata Lady Alexandra Borgia in persona,alias, Marilena Frigiola a chiederti di recitare questo suo estratto letterario. Anche dopo la tua esperienza più che ventennale nel tuo settore, inorgoglisce, emoziona sempre realizzare un desiderio come questo?
Sì, è un'esperienza che mi gratifica sempre. Nel caso di Marilena/Alexandra, recitare qualcosa di suo era un regalo che le avevo promesso da tempo, ma che poi avevo dovuto trascurare per lasciar spazio ad altri impegni di lavoro. Caso ha voluto che lei pubblicasse quello scritto proprio in un momento in cui ero più libero del solito, quindi non mi sono fatto scappare l'occasione...
In occasione della XXIII Edizione del Premio Laurentium, segnaliamo l’iniziativa dell’Elogio all’Ermetismo attraverso i nuovi Media in collaborazione con Vodafone. Poesie in concorso attraverso 160 caratteri di un SMS al 3404399444. il regolamento su questo link
Dopo il reading su Erri De Luca, le incursioni su You Tube del noto doppiatore Ivo De Palma continuano sotto il segno degli Spoken Words:la sua recitazione in
libertà da ogni personaggio, il suo lavoro secondo se stesso senza incasellamenti,quando il mondo di fuori può aspettare. Questa volta è un sondino nel panorama del sottobosco della letteratura indipendente a fare da protagonista a una recitazione in versi molto particolare.
Benvenuti nel mondo di Stefano Lorefice (ne avrà memoria chi già qualche anno fa leggeva i miei post in questo space), nato sotto il segno dei più milanesi nomadismi metropolitani con le poesie di Prossima Fermata Nostalgiaplatz e Budapest Swing Lovers, Ivo De Palma mette in luce il suo lato più recente e maturo: la crescita e la maturazione di questo poeta nel tratto evolutivo dalla salsa al neon alla riscoperta dei valori delle origini racchiusi nella raccolta L’Esperienza Della Pioggia da cui nascono i tre video che vado a presentarvi.
Come nasce questo connubio? - Ho conosciuto Stefano anni fa, leggendo dal vivo alcuni suoi brani tratti da Cosmo Blues Hotel.- racconta Ivo De Palma - Arrivai nel localino (un circolo Arci) in cui i gestori mi avevano chiamato per leggere alcuni suoi brani, presentati da una giovane giornalista che teneva lì anche un corso di scrittura creativa. Arrivai con un minimo di impianto audio che mi ero portato, e un solerte giovanotto si offrì di darmi una mano a trasportarli di sopra, dove si sarebbe tenuto il reading. Quasi "en passant" mi disse: "sono l'autore". Ecco, lo conobbi così. Apprezzò molto la mia lettura, cui seguì anche uno dei miei progettini, allora solo audio (Youtube non c'era ancora), che collocai sul mio sito e che lui veicolò dappertutto attraverso il suo blog. Ma quella era prosa.
E qui Stefano Lorefice aggiunge: - Un'amica comune che gestisce un locale a Torino dove si tengono dei reading, dopo aver letto Cosmo, mi propose di farlo avere ad Ivo...sai mai...e infatti il libro lo colpì; al punto che accettò di buon grado di leggerne alcune parti in pubblico...
Beh, l'ho aiutato a portate l'amplificazione al piano di sopra, nel mentre gli ho detto che ero io quel tipo di cui leggeva parti del libro(era la prima presentazione di Cosmo Blues Hotel). Ovviamente, io sapevo già chi fosse, ma era la conoscenza della voce che ti si stampa in testa perché l'ascolti alla televisione. Mi ha molto colpito il suo modo di leggere le mie cose, e da lì non ci siamo più persi di vista, ed infatti poi sono nati alcuni progetti...alcuni realizzati (i video disponibili in rete) ed altri...si vedrà. Persona rara, e di valore; sia artistico che umano, e non è poco.
Nel tempo la mia scrittura è avanzata ed il suo modo di interpretarla è avanzato di conseguenza e per necessità. C'è stima reciproca, e sincera. Sono percorsi umani che arricchiscono e danno la misura del valore di certe scambi artistici e di certe amicizie.
Ma se quella di Cosmo Blue Hotel era una raccolta di racconti, di prosa, il verso poetico di Lorefice è sempre stato caratterizzato da un tratto non convenzionale. Dai metrò alla “logica del sedimento” del ritorno alle origini, il suo verso si ermetico e complesso: senza punteggiatura (apparente), ermetismo, nessun titolo. Graffiante e complesso per una recitazione ad alta voce, Ivo De Palma, ne crea prima in “La pioggia e altre esperienze…”, un viatico trasversale, per un’impostazione cangiante:ora sarcastica, ora dolce e cadenzata come una lettera progressivo pensare a voce alta fino ad esplodere in un magmatico tepore violento e sconsacrato,una tempesta che poi ritrova calma, un nastro tutto da scoprire. Un ésprit cangiante per antonomasia, un cromatismo variopinto. Un verso, una recitazione cantata che è come lo spartito di una fuga… E in fatto di sonorità, alla colonna sonora si riconferma come nello spoken su Erri De Luca, il progetto GianVigo firmato dal giovane polistrumentista Giampiero Timbro sulle note delle sue suite strumentali elettriche e pianistiche racchiuse in Absinth Piano E-Bow, un universo da concept metafisico che per Ivo è una piacevole conferma d’ispirazione. E Giampiero dichiara: - credo che Ivo riesce bene a coordinare le emozioni che trasmettiamo e ad esprimerle. Gli ho girato qualche nuova composizione, ma nulla di ufficiale, ora sto pensando a sistemare il materiale che vorrei registrare in studio e che poi proporrò a qualche etichetta indie che crederà nel progetto.
Altro effetto suggestivo è la scelta delle immagini, in realtà si tratta di fotografie scattate da Stefano Lorefice: - il mio progetto fotografico si muove su più fronti, al momento sto preparando delle immagini da proiettare durante i miei reading, immagini che hanno un legame, anche solo epidermico, con quanto scrivo e con il mood del mio modo di leggere. Il titolo di questo progetto è "Mantras". 

Una volta ultimato questo progetto, farò letture un po' ovunque nello stivale. L'idea è quella di unire visività, parole e suoni. Le parole saranno prese da "L'esperienza della pioggia" (in ristampa in questi giorni) e dai nuovi testi inediti, alcuni dei quali interpretati da Ivo nei due video.
In quanto a drammaturgia, nel secondo video Suburban Prayer raffiora una vesta da “memoria del sottosuolo” oscura e illuminante, come una falena contro la luce in cerca d’amore. Più cupa, più intensa, miscelata con un un nuovo ulteriore elemento: i frame video loop di Vj Kar dal mood fluorescente. Straordinariamente differente dal primo video considerando che entrambi hanno come matrice lo stesso libro. Versi poetici interpretati in una miscellanea patchwork di suggestioni.
E se Surbuban Prayer è l'anoima fosca e ombrosa di questo reading, la dolcezza più profonda emerce nell'ultimo tributo, Remainders (reminders) Of... Love..., una velata e tenerissima dichiarazione d'amore sulle immagini del book di Giuliana Mendez.
Insomma, un De Palma dai mille volti in un tempo ristretto e un nome da scoprire per chi non l’ha già fatto quello di Lorefice. Ma approfondiamo ancora di più questo progetto attraverso l’intervista a Ivo,ideatore di questo simposio artistico:
1. Come mi hai già dichiarato, il tuo primo incontro con Stefano Lorefice è stata un reading en passant di Cosmo Blues Hotel. Eppure una qualche aurea particolare ti ha colpito, cosa ti ha spinto di nuovo sulle sue tracce per affrontare L’Esperienza Della Pioggia?
Io e Stefano non ci siamo mai persi di vista, da allora. Avevamo anzi progettato uno spoken words itinerante, basato naturalmente sui suoi testi, che poi, causa problemi miei personali, non fu possibile concretizzare. Nel frattempo, la sua vena compositiva maturava, fino a tornare a piegare la sua voce, e di conseguenza anche la mia, ad una qualche forma di metro, molto libero nella scansione, ma indubbiamente più denso quanto a spessore: il famoso “significato che sta nell’accumulo”, citato dallo stesso Stefano in un suo passaggio. Da un lato mi ha complicato la vita, perché il rigore secco del verso poetico è infinitamente più difficile da interpretare, rispetto al realismo linguisticamente vario e sovrabbondante della prosa. Dall’altro, me l’ha semplificata, perché l’universo espressivo dei giovani e/o giovanissimi metropolitani comincia a farsi un po’ distante dalla mia sensibilità di ragazzo del ’62... Mi ero divertito un sacco a interpretare dal vivo quei passi di Cosmo Blues Hotel, ma già allora mi faceva un po’ specie dar voce ai 20/25enni... diciamo che mi trovo più a mio agio dai 30/35 in su! Oppure, decisamente sul verso poetico di Stefano, che ha spessore e valenze più generali, quindi è, per così dire, senza età.
2. La poesia ai tempi di Lorefice: nessun titolo, nessuna lettera maiuscola, qualche scarna virgola…questa la “scenografia-madre”.Per te, L’Esperienza Della Pioggia, la sua terza raccolta poetica, è stata la prima esperienza con la sua scrittura in versi. Come ti ha lasciato inquadrare e incanalare l’impronta ritmica della tua impostazione recitativa?
Come detto, non è stato un approccio facile. Un conto è la lettura mentale, l’analisi del testo da un punto di vista eminentemente strutturale. Da questo punto di vista la ricerca di Stefano è chiara e, mi sembra, decisamente pregevole nei suoi esiti. Tutto un altro conto è mettere i versi alla prova della scansione ad alta voce, procedura che ritengo auspicabile non solo per ovvi motivi professionali, ma anche perché la voce è stata per secoli il principale strumento di trasmissione di intrattenimento e cultura (la seconda, spesso, con la scusa del primo...), rimpiazzando talvolta più che egregiamente la scrittura, che non tutti (per non dire quasi nessuno), tra gli antichi fruitori, avrebbero potuto leggere. La battaglia che ingaggio coi versi di Stefano sta nel tentativo di assecondarne l’essenzialità senza rinunciare a un certo trasporto interpretativo. Stefano scrive in modo diverso da come io usualmente recito, ma dal momento che il mio intervento arriva dopo, è chiaro che sta a me trovare la giusta quadratura.
3. Approfondiamo il tuo aspetto recitativo. E’ vero che il libro crea un climax dalla città al ritorno al locus amoenus della natura e degli affetti, ma tu ne crei un patchwork più complesso. “La Pioggia E Altre Esperienze…”, mi appare come una missiva in corso di scrittura. La tua impronta ora sarcastica, poi quasi dal volto del nemico, poi riflessivo, lineare, dolce. Il tutto complice anche di un tuo viaggio trasversale tra vari momenti di queste pagine del libro. Spiegami meglio tutta questa architettura vocale e dello script che ti sei prefisso.
Si parte da uno dei momenti più belli e interessanti della poetica di uno scrittore: quello in cui decide di dare le coordinate entro cui si muove, di spiegare, in buona sostanza, perché fa poesia, come gli viene questa urgenza e magari anche in che modo, materialmente, la soddisfa. Il resto, nel breve spazio concesso da un progetto del genere, vorrebbe condensare alcuni dei temi ricorrenti nella produzione di Stefano: il rapporto con la strada, e con i personaggi e le situazioni che la popolano, e una certa visione, tutt’altro che ottimistica, della deriva totale nella quale siamo impegolati, e di cui prima o poi si dovrà rendere conto, almeno moralmente, alle generazioni che verranno. In ultimo, ciò che hai definito il “locus amoenus” della natura e degli affetti. Non proprio un “lieto fine” consolatorio, che non è nelle corde di Stefano, ma una sorta di recupero di concretezza e di senso di cui ognuno di noi ha estremo bisogno.
4. Una sottolineatura ulteriore, non trascurabile, molto tua. Hai inserito quasi a metà, quell’inserto della tua voce a mo’ di telegiornale. Parli di una donna stuprata sotto la pioggia. A seguire il flusso delle parole sembra una sorta di interiorizzazione della colpa, come se impersonassi la maschera del personaggio del carnefice.Spiegami.
La maschera del carnefice l’ho fatta impersonare allo stesso Stefano. In quella sequenza visiva, piuttosto convulsa, appare per ben tre volte un occhio inquietante, di un volto che vediamo solo per metà, quasi nascosto dietro uno stipite e che sembra osservare furtivamente la donna che appare nelle immagini, prima di assalirla. Quella è una delle fotografie più raggelanti di Stefano (che a quanto mi risulta è buono come il pane, sia ben chiaro!). La mia voce, corretta in mix come se provenisse da un radiogiornale, parla della vicenda in modo abbastanza distaccato, dandola quasi per scontata, e riferendo di commenti che vertono su quanto sia immorale una violenza carnale sotto la pioggia, come se in altre circostanze non lo fosse altrettanto. Insomma, uno spaccato di quanto abbiamo ormai fatto l’abitudine anche al peggio.
5. A Suburban Prayer, per quanto mi sembra è nata all’improvviso. In maniera lampante. Il mood è strettamente gotico, così diverso dal precedente.Trattandosi di un progetto tratto dalla stessa raccolta poetica, come nasce questa doppia anima?
L’anima “gotica” di questa appendice è stata influenzata principalmente dalla trascinante colonna sonora di Giampiero. Fino a questo momento avevo utilizzato i suoi brani più tranquilli, cioè più congeniali a fare da sottofondo alla recitazione vocale. Questo brano, invece, non ne voleva sapere di restare “sotto”, ma pretendeva con prepotenza di imporsi sull’evento. Questo ha determinato anche la scelta di immagini meno statiche, e di un montaggio più serrato. Quanto ai testi, sono tornato alla strada, ai viali, ai sobborghi e ai sotterranei spesso cantati da Stefano, ma serviva un’idea più perentoria per poterli stendere su un sottofondo così incalzante. Da qui, il taglio declamatorio a mo’ di “preghiera suburbana” (più che “gotica”, decisamente “infernale” direi...), anche qui con l’auspicio finale in una sorta di ruolo salvifico della poesia (purché legata alla vita vera) e dell’innocenza ritrovata (“amore è sapere arrossire...”).
6. Come dire? Parlando di Remainders (Reminders) Of...Love...,questa chimica, questa rimanenza del cuore, sembra celare un sentimento tanto coinvolto ed indizzato.Non è forse vero? con Giuliana c'è del tenero...
Non ti sbagli...Trovo che dire a una donna che è unica con le parole di Stefano, così apparentemente minimali e "low profile", sia molto bello.E il brano di Giampiero, di recentissima composizione, era davvero l'ideale. Le parole, apparentemente, minimizzano. La musica invece, un po' "lisergica", trasfigura. E la voce è lì in mezzo, a fare, come al solito, da sponda...
7. Al trittico De Palma – Lorefice – Timbro, qui si aggiunge una new entry, si aggiunge Vj Kar che firma i video loop. Com’è nata questa idea?
Cercavo immagini in movimento, possibilmente sotterranee, tipo metropolitana. E ho lanciato una ricerca. Sono arrivato al sito di questo interessantissimo videoartista catanese, che rende disponibili gratuitamente, per il download, alcuni suoi “video loop”, accontentandosi di essere citato tra le fonti, cosa che non ho avuto alcun problema a fare. Ho trovato i suoi materiali molto pertinenti per il progetto.
8. Parlando in generale, Stefano Lorefice è un valido esponente di quel macro mondo italiano della piccola editoria. Tu come giudichi questo settore?
Un serbatoio di novità potenzialmente interessantissimo, purtroppo penalizzato sia in fase promozionale (la tiratura per titolo è la metà di quella media delle grosse case editrici, e d’altronde se nessuno richiede il libro non può essere che così), sia in fase distributiva (rotazione a magazzino e presenza sul punto vendita molto basse). Un circolo vizioso che allontana gli investimenti sui progetti editoriali alternativi. Ma mi rendo conto che non dico nulla di nuovo, né per questo, né per altri settori...
9. Dopo l’editoria indipendente, parliamo anche della musica underground. Continui ancora la tua esperienza di questi tuoi video-reading su You Tube accompagnato dalle musiche di Giampiero Timbro. Una piacevole conferma insomma?
Sì. ho già chiesto a Giampiero ulteriori composizioni, quindi prima o poi mi rifarò vivo con qualcos’altro. Colgo l’occasione per ringraziare Stefano e Giampiero per la disponibilità dei loro materiali, davvero preziosa per questi piccoli eventi.
10. L’idea di queste tue brevi incursioni recitative in formato You Tube si è rivelato come una piccola miniera artistica. Che sensazioni ne trai da questa esperienza artistica, fuori le righe, non commerciale, tutta tua? Continuerai?
Certamente, anche se mai con la frequenza che vorrei. Ma ritengo esperienze del genere come vero e proprio ossigeno per la mia mente, quindi cercherò, tra un impegno e l’altro, di non farmele mai mancare. Le considero un lusso che talvolta posso permettermi. Potessi anche viverci, sarebbe davvero fantastico!!
.: IVO DE PALMA
sito ufficiale: www.ivodepalma.it
sito ufficiale: http://www.gianvigo.it/
Absinth Piano E-Bow: recensione e intervista sul progetto GianVigo
.: VJ KAR
My Space: http://www.myspace.com/vjkar
"Una stella incarnita
Con l'attesa di molti (me compresa), da oggi potete trovare on line la mia raccolta di poesie Il Carillon delle Stelle Vagabonde: oltre 60 poesie del mio periodo in versi più intenso: al suo interno potete dunque trovare i miei versi che parteciparono con successo a diversi concorsi letterari entrando anche a far parte di una partecipazione all'ambito Premio Luzi 2006.
Potete trovare questo mio libro solo ed esclusivamente su http://stores.lulu.com/chiaramarra* al prezzo speciale di 6,81 euro oppure in versione e-book a soli 2,00 euro (scelta che magari vi consiglio se volete evitare le spese di spedizione e le attese visto che Lulu opera all'estero).
In più vi ricordo l'offerta promozionale del mio primo romanzo Le Départ – Imballaggi Per Anime In Volo, la storia di un pianista – stewart aereo alla ricerca di se stesso. Libro che potete trovare a 7,72 euro in versione cartacea o a 1,56 nella versione digitale.
* Vi ricordo che il sito di Lulu.com accetta solo pagamenti tramite carta di credito.
Con la speranza di leggere presto i vostri commenti e le vostre opinioni, vi auguro una buona lettura.
Alla prossima
la vostra capo redattrice
Chiara Marra
Il mito di Eros e Psiche rappresenta, nell’ottica dell’ispirazione, un topos come tanti altri, ma non per questo il suo uso o abuso sottende ai diritti di prelazione di altri che vi hanno scritto prima. Così come l’archetipo Amore si presta a molte interpretazioni, e ciò che rende unica questa situazione è proprio la multiformità del punto di vista: l’oggetto è lì che aspetta una luce sempre nuova e diversa che ne metta in evidenza sfumature mai percepite prima. Così anche nell’idealizzazione del bello, l’occhio sarà abituato a vedere in quell’oggetto sempre qualcosa di diverso, rendendolo eterno e imperituro. VOCAZIONE ALL’ASSOLUTO
di alberto carollo
E’ con grande piacere che mi accingo a parlare di Canti celtici di Renzo Montagnoli (Edizioni Il Foglio, pagg. 90, Euro 10,00), in quanto ho avuto modo di seguire passo passo sul suo blog www.armoniadelleparole.splinder.com la genesi del libro, e il privilegio di leggerlo appena uscito, per comporre un’intervista con lui pubblicata sul neonato sito dell’associazione [CaRtaCaNta©], che potete leggere qui.
Montagnoli è personaggio poliedrico: dominus del sito www.arteinsieme.net, è riuscito a coagulare attorno a sé poeti e scrittori interessanti che bazzicano il sottobosco della piccola e media editoria, contribuendo in maniera cospicua alla diffusione dei loro lavori, svolgendo un servizio appassionato, dettagliato e competente di trasmissione di informazioni, recensioni, estratti, interviste con autori, editori e editor che potrebbe esser preso seriamente a campione - dagli studiosi delle strategie di comunicazione - della trasversalità del web e delle sue infinite risorse in ambito di diffusione letteraria e culturale. Ma Renzo Montagnoli non finisce qui: è scrittore di racconti, apprezzabile fotografo e poeta della natura e della memoria, dalla voce difficile da eludere.
I 22 Canti che compongono la silloge esprimono un concept omogeneo, quasi programmatico nel porre l’accento sui valori fondamentali che contraddistinguono una civiltà che possa ancora dirsi tale. Non a caso l’interesse di Montagnoli per il mondo dei Celti si rivolge a precise loro caratteristiche, come i valori della comunità, della famiglia, a un contatto animistico con la natura – i celebri boschi celtici. Caratteristiche che il mondo odierno sembra aver perduto, nel dilagante consumismo, nella ricerca esclusiva del profitto, nella costruzione di paradisi artificiali, nello snaturamento dei valori più veri e di quelle conquiste della mente e dello spirito in grado di far progredire realmente la collettività. La soluzione, auspicata da Montagnoli in questa raccolta, è quella del ritiro nel sogno di un tempo arcaico, dal quale trarre nuova linfa vitale.
Il linguaggio dei Canti celtici è elegante e sorvegliato, ma senza artifici. La scrittura è piana e diretta, va al nocciolo della materia da esprimere, sollecitando le giuste corde. Sanguigna e vigorosa come solo quella di un bardo, cantore di una civiltà nobile e guerriera, sa esserlo. E il verso libero, modulato sulle assonanze ( “scorrere silente” e “rive verdeggianti”, ad esempio, ne Il lungo fiume, dove i due versi che si richiamano per assonanza, separati da un verso intermedio – il fiume? Infatti c’è pure la parola acqua – sono due novenari), su una quantità sillabica variabile, con qualche rima e riprese di parole o sintagmi, rende il tutto molto musicale. In alcuni componimenti il tono è dolente e malinconico; il poeta è attento a cogliere il palpito della natura o i fenomeni che intende indagare, con delicatezza e attenzione alle sfumature, quasi per non disturbare quella “musica lieve” che “viaggia nel tempo” (Musica e polvere). In altri canti la voce cresce d’intensità, aumenta il ritmo e la concitazione; in altri è impeto, epica della battaglia, in altri ancora un ammonimento morale.
Riguardo ai temi, al termine di una lettura piacevole – come se avessi ascoltato una playlist di quella musica celtica che molto apprezzo e della quale Montagnoli è appassionato -, ora con quelle aperture ariose, trasognate, o nel ritmo serrato di una giga, tutta violini e thin wistle – qualcosa non mi tornava, non andava ad allinearsi con l’immagine che mi ero fatto di Renzo Montagnoli dalle cose che scrive e dai progetti che cura. E, metto subito le mani avanti: il problema era un certo mio smarrimento, l’incapacità di penetrazione del messaggio sotteso a questi Canti celtici.
Mi sono chiesto: come può il Montagnoli concreto dei suoi racconti, il narratore attento a compendiare nell’espressione creativa la propria esperienza di vita; di più, il Montagnoli che si è appropriato (pur appartenendo alla generazione della macchina da scrivere) così bene delle nuove tecnologie, in linea con l’evoluzione frenetica del mondo, caldeggiare una “fuga” nell’irrazionale, un sottrarsi alla volgarità e allo squallore del nostro tempo per rifugiarsi in un sogno e rievocare i fasti di un’antica civiltà?
Non avevo impostato correttamente la questione: Montagnoli è incline a perseguire il suo obiettivo sperimentando, con modi imprevisti, “con quell’unica meta/che sfugge a ogni logica” (Cocci). E a una più attenta analisi quel mondo celtico non è un mondo-altro, bensì è un altro dei topoi dell’immaginazione, un luogo nel quale la voce del bardo – che rivela il suo spirito e parla per esso attraverso i Canti – invita il lettore a riappropriarsi del suo passato, per scongiurare in qualche modo quei “posteri già nati senza memoria” (Musica e polvere) o “l’immagine di un’umanità senza sogni, senza memoria e senza futuro” (Il lungo fiume), per non passare senza “lasciar traccia” (Il futuro nel passato), ultimo approdo che l’artista si prefigge. E l’imperativo etico è quello di un recupero dei valori più fondanti: la bellezza e l’amore, la comunità, un riguadagnato equilibrio con la natura e l’ambiente in cui viviamo. Questo il messaggio concreto e attuale dei Canti celtici.
Ma c’è anche un ulteriore livello di lettura, più intimo, che riguarda l’esistenzialità dell’uomo Montagnoli, il rapporto interlocutorio che la sua poesia intrattiene con le forze che regolano l’universo. Da questa prospettiva, a ben guardarli, questi Canti celtici sono una vocazione all’assoluto. Alcuni dei canti rivelano questa attitudine fin dal titolo: Eternità, Il testamento, Il futuro nel passato, ma sarebbe interessante ripercorrere l’intero poema avanti e indietro, o zigzagando, cercando prove che convalidino questa ipotesi: “in quella immobilità del tempo” (Guerrieri sull’acqua); “lo scandire di Crono in un’unica infinita storia dell’umanità”(I segni del tempo); “la compagnia per l’eternità” (In memoria di un bimbo); “(…) per il breve tragitto/che ci condurrà alla casa del tempo infinito” (In mezzo scorre il fiume); “e vogliono correre verso il nulla” (Il mormorio del vento); “in un eterno istante” e “Pascoli del cielo infiniti” (I pascoli del cielo); “riscopre la continuità/infinita,/tra passato e futuro.” – dove l’aggettivo infinita costituisce da solo un verso – (Cocci); “uno sconosciuto riemerso dall’eternità” (Il testamento).
Sia che il paesaggio sia ravvivato dalla luce o avvolto da umide nebbie, l’immersione dello spirito è totale. E’ un nuovo paganesimo che mette in comunione con le cose, come se fosse l’esito di un rito antico, o l’estremo tentativo di comprendere le leggi che regolano il creato, quel “(…) mondo che è profondo in noi,/e che scompare nel volger di un attimo” (Guerrieri sull’acqua), enigma insondabile e meraviglioso, sospensione del moto, tregua agli affanni, un istante prima che la realtà ritorni e il sogno si nasconda “fino alla prossima alba” (Canto celtico).
Renzo Montagnoli nasce a Mantova l’8 maggio 1947. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per lungo tempo presso un’azienda di credito ora è in pensione e vive con la moglie Svetlana a Virgilio (MN). Ha vinto con la poesia Senza tempo il premio Alois Braga edizione 2006 e con il racconto I silenzi sospesi il Concorso Les Nouvelles edizione 2006. Sue poesie e racconti sono pubblicati sulle riviste Isola Nera, Prospektiva e Writers Magazine Italia, oltre a essere presenti in antologie collettive e in e-book. È il dominus del sito culturale Arteinsieme (http://www.arteinsieme.net/). Blog: http://armoniadelleparole.splinder.com/
(Solo come un cane)
di
Domenico Casentino
Schietta, cinica, talvolta sleale, etica solo per il fatto di non essere ipocrita, ma molto reale, al limite della decenza umana: è la scrittura di Domenico Cosentino, Nico per i suoi lettori. Un giovane scrittore dall’anima pregna degli umori del sud, nel bene e nel male. Nico nel suo libretto di poesie «Alone like a dog (Solo come un cane)» non smentisce, ma anzi riconferma il suo stile bukowskiano.
Profonda tristezza e grande solitudine si mescolano a momenti più sereni, ma sempre descritti con una mano talvolta rude, altre sofferente, spesso arrabbiata, altre ancora scoraggiata, una sola volta felice. In un andirivieni dai ghetti europei, dove si trova un po’ di casa, Napoli, ma anche molti bassifondi parigini, Nico unisce due realtà metropolitane legandole all’esistenza di vite in agonia.
Un libro da leggere per respirare un’aria olezzante di una realtà che è meglio lasciarla vivere ai protagonisti che si raccontano, piuttosto che sentirsela addosso sulla propria pelle.
«Alone like a dog» però, a dispetto dell’ovvio, è alla portata anche di quei lettori più “raffinati” che non sopportano certe espressioni scatologiche caratteristiche di Bukowski, e di cui Nico non parsimonia. Perché tra il forte desiderio di dissacrare il perbenismo comune emerge anche il lato più sensibile dello scrittore, quasi come se la poesia a carattere più scatologico servisse solo a bilanciare e sdrammatizzare i contenuti tormentosi di una vita difficile da vivere.
Per info: http://cosentinonico.splinder.com/
CIBO PER L’ANIMA: LA POESIA IN TAVOLA
I poeti Luca Bertoletti, Fausto Maria Pico e Luigi Menozzi, insieme al pittore Giuseppe Previtali, protagonisti del prossimo “Mangia come scrivi” a Montechiarugolo giovedì 10 maggio.
“Tutta la storia umana attesta che la felicità dell’uomo, peccatore affamato, da quando Eva mangiò il pomo, dipende molto dal pranzo”. Lord Byron in questa sua famosa frase si è dimenticato, forse volutamente o forse no, della cena. Non lo faranno, invece, giovedì 10 maggio, alle 21, i poeti Luca Bertoletti, Luigi Menozzi, Fausto Maria Pico e il pittore Giuseppe Previtali alla trattoria “Il cigno nero” di Montechiarugolo in provincia di Parma.
Saranno loro i protagonisti del nuovo appuntamento mensile con “Mangia come scrivi”, evento gastro-letterario-pittorico ideato dal giornalista Gianluigi Negri, giunto alla sua quinta serata. Dopo gli autori emiliani, i giallisti, la scrittura al femminile e l’omaggio a James Bond, “Mangia come scrivi” (info e prenotazioni allo 0521-686450) mette ora al centro della sua attenzione l’arte di comporre versi. Il pubblico avrà l’occasione di confrontarsi, a cena, con la personale visione del mondo di tre autori secondo la sperimentata formula della rassegna.
Per tre minuti, ciascuno dei protagonisti leggerà, nel corso della serata, poesie e rime di uno dei colleghi. Inizierà Pico con Bertoletti. Poi Bertoletti leggerà Menozzi. Infine Menozzi chiuderà leggendo Pico. Lo scrittore Andrea Villani li introdurrà prima che il “gioco” e la cena abbiano inizio.
Organizzata col patrocinio del Comune di Montechiarugolo, “Mangia come scrivi” è una rassegna strettamente legata anche alle arti figurative: il pittore invitato, con nove suoi lavori, sarà questa volta il salsese Giuseppe Previtali, organizzatore di mostre collettive, da poco nominato presidente del circolo Alberto Bazzoni.
Il poeta Fausto Maria Pico, ricercatore in Filosofia del diritto all’Università di Parma, vanta tra le sue pubblicazioni “Il respiro ritratto” (Book Editore, 2003) e “Biglie di mercurio - Due monologhi” (Book Editore).
Bertoletti, laureato in psicologia, ha pubblicato cinque libri di poesie, tra cui “Minimi suoni nell’aria” (Campanotto, 1992) e “Verso un movimento di fine” (Battei, 1995). L’ultima sua fatica è il poema in verso libero “Lunero” dedicato alla figura del famoso fisarmonicista Iller Pattacini (Mup Editore, 2006).
Luigi Menozzi ha lavorato per sedici anni in una vetreria occupandosi di marketing e per altrettanti in pubblicità. Ha pubblicato, tra gli altri, “Il rollio del battello” (Battei, 1997), finalista al Premio Lerici Pea e, nel 2000, “Verso la diga a sera”. Nel 2003 è uscito “Come a maggio la neve dei pioppi” (Diabasis).
"Ma dove vado, e cosa farò
se dicessi: la poesia è il mio paese
e l'amore il mio cammino?"
Il titolo,Siggil:
Poetry Slam con Regole Internazionali,
Notte Bianca, Roma, 9 Settembre 2006.
************************************************************
Sono aperte le iscrizioni al Poetry Slam che si svolgerà in occasione della Notte Bianca il 9 Settembre 2006, alle ore 20,00 a Roma, Villa Carpegna (Piazza Carpegna, Linea Metro A, fermata Cornelia).
Il “Poetry Slam” è una gara di poesia in cui diversi poeti leggono sul palco i propri versi e competono tra loro, valutati da una giuria formata estraendo a sorte alcuni spettatori, sotto la direzione di un “maestro di cerimonie”.
Verrà applicato il “regolamento internazionale” (1).
La partecipazione è aperta a tutti, e saranno accettati fino a un massimo di 25 partecipanti.
E’ prevista la possibilità di partecipanti collettivi, i quali però avranno a disposizione lo stesso tempo dei partecipanti singoli.
Le iscrizioni sono aperte dal 10 Agosto 2006 al 6 Settembre 2006,
inviando una mail al seguente indirizzo: poetryslam@email.it
o mandando un sms ai numeri 3396664075 oppure 3381701068.
Per iscriversi è necessario comunicare nome, cognome, data di nascita, telefono, e-mail, ed impegnarsi a versare, il giorno della gara, direttamente sul posto, la somma di 3,50 euro.
La somma complessiva, raccolta dalle iscrizioni, a cui sarà aggiunto un contributo dall’organizzazione, costituirà il premio per il vincitore.
Oltre ai 25 che si iscriveranno via email/sms, ci riserviamo di lasciare ulteriori posti per coloro che si presenteranno direttamente a Villa Carpegna, entro le ore 19,30.
Villa Carpegna, costruita a partire dalla fine del Seicento, è un luogo di interesse storico e culturale. Si situata nell’omonimo parco, importante punto di ritrovo, ospita l’archivio e la biblioteca sull’arte italiana del ‘900.
Sito di rieferimento della manifestazione: http://www.lanottebianca.it/
Per iscriversi alla gara, o per avere informazioni, scrivete a: poetryslam@email.it
————————————————————————————
(Nota: 1)
REGOLAMENTO DEL POETRY SLAM
Sintesi della raccolta delle regole basilari del Poetry Slam, stabilita a Chicago durante il meeeting Slammasters del 1998.
Le poesie possono essere su qualsiasi soggetto e in qualsiasi stile.
Ogni poeta deve presentare propri testi originali.
Ogni testo dovrà avere una durata non superiore ai 3 minuti.
Il tempo sarà calcolato dal momento in cui inizierà la vera e propria lettura.
Non è permesso utilizzare alcuno strumento musicale o traccia musicale preregistrata.
Nessun costume o oggetti di scena. Ulteriori chiarimenti di questa regola sono stati considerati, ma scartati perché insignificanti e in definitiva non necessari.
La regola è: nessun costume.
Campionatura: è accettabile che un poeta usi campionature della propria voce e del proprio testo.
Regola della non ripetizione:una poesia può essere usata una volta sola durante la fase preliminare o finale. Le performance saranno cronometrate.
Se la performance supererà i 3 minuti saranno conteggiate delle penalità calcolate nel modo seguente: fino a 3:10 - nessuna penalità; da 3:10.01 a 3:20 -0,5; da 3:20.01 a 3:30 - 1.0; da 3:30.01 a 3:40 - 1.5; da 3:40.01 a 3:50 - 2.0 e così via ( -0.5 per ogni 10 secondi oltre i 3:10).
L’annuncio della penalità e la relativa deduzione sarà fatto dallo Slam Master o dal cronometrista dopo che tutti i giudici avranno dichiarato i loro punteggi.
2.GIUDIZIO E PUNTEGGIO
Giudici. I cinque giudici saranno estratti a sorte tra il pubblico presente all’evento.
Punteggio. I giudici daranno a ciascuna poesia un punteggio da 0 a 10, considerando il 10 il punteggio più alto o “perfetto”. Saranno incoraggiati a usare i decimali per precludere la possibilità di un pareggio. A ogni poesia saranno assegnati cinque voti. Il punteggio più alto e quello più basso verranno eliminati e i tre punteggi restanti saranno addizionati fra loro.
3.OFFICIALS
Slam Master-Emcee. Il maestro di cerimonia annuncerà al pubblico il nome di ciascun poeta. Esigerà inoltre che tutti i giudici mostrino i loro punteggi contemporaneamente e che nessun giudice cambi il suo punteggio dopo averlo mostrato. Il maestro di cerimonia dovrà condurre lo show velocemente e tenere il pubblico occupato e interessato alla gara. Visto che deve essere completamente imparziale, ogni battuta spiritosa diretta a poeti, poesie o punteggi è inappropriata. Anche un entusiasmo genuino è da evitare.
Alcune note finali:
1.I poeti devono lasciare il loro ego alla porta
2.Pubblico: presta la tua attenzione ai poeti durante la loro esibizione. Hanno lavorato moltissimo per essere qui stasera a presentare il loro lavoro.
Quando la poesia è finita, ti incoraggiamo a rispondere ai poeti o ai giudici in qualsiasi modo tu ritenga opportuno. E, soprattutto, poeti e pubblico: DIVERTITEVI!
Regolamento tratto dal sito: http://www.lellovoce.it

quel mio pensiero ch’è più vicino a una lotta
che ogni tanto sbanda
e morde l’amore
e ci si attacca
per necessità
per rientrare stretto ad ogni curva
come una vecchia giacca
impigliata
che non vuole saperne di andare
(Stefano Lorefice – L’Esperienza Della Pioggia)
▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬
((Gli spoken words di Ivo De Palma, per approfondire >> ))
Dopo la sua parentesi di racconti metropolitani della raccolta Cosmo Blues Hotel (2004), Stefano Lorefice si riaffaccia sul suo filone poetico iniziato con il fulminante Prossima Fermata Nostalgiaplatz (2002) e continuato con Budapest Swing Lovers (2004), due raccolte che traducono l’ermetismo poetico verso un senso stringato e post-moderno di atmosfere urbane e avventure clandestine. Anticonformismo nel concetto stesso di poesia ma non solo:la non conformità sta anche nel dosaggio della punteggiatura e delle lettere maiuscole del tutto eliminate.
Eppure si notava che dall’esordio di Prossima Fermata Nostalgiaplatz (2002) a Budapest Swing Lovers (2004) , la differenza si osservava già in maniera profonda. Tutto il senso spasmodico e primordiale dell’esordio lasciava spazio a un’attitudine maggiormente ammorbidita pur sempre mantenendo la sua originalità. Questa è la stessa formula su cui Stefano Lorefice continua a limare la sua poesia. Stavolta con L’Esperienza Della Pioggia, l’ermetismo si abbandona, generalmente, anche a liriche più lunghe: aumenta il senso di comunicazione, di umanizzazione dei concetti alla continua ricerca di un Io a contatto dell’amore, del mondo, delle sensazioni condivise; Lorefice tenta anche, ma non in maniera definitiva la riappacificazione con la punteggiatura pur non lasciando scomparire per nulla al mondo,le lettere minuscole all’inizio di una frase e il non punto alla fine di ogni poesia che rimane tutto in sospeso all’improvviso, come un discorso da continuare: ma un ulteriore cambiamento sta nei titoli delle poesie. Stavolta, il nulla, il senza titolo, ruba la scena a quello che prima era sostituito con un titolo in inglese, una frase quasi da indicazione stradale.
“ Non c’è una logica,\c’è un sedimento\un tempo che deve passare”, scrive in una sua poesia.
Quello comunque che si può dire è che stavolta si tratta di una raccolta che scortica risvolti autobiografici accennati: la dedica al nonno Marco, l’immagine delle Alpi, la continua metafora del viaggio ma lo stile della retorica rimane sempre accattivante.
L’esperienza Della Pioggia si divide in due sezioni: CORPO/CITTA’ e CORPO/FRONTIERE.
Le prime più introspettive, le altre più inclini ad un senso di sconfiggere il non luogo, di trovare una riappacificazione con il mondo.
â–ºIN CONCLUSIONE
Questa volta, Stefano Lorefice, crea una raccolta post moderna,com’è solito nel suo stile, ma con una reminescenza più tradizionalista che rende il suo estro poetico un senso embrionale e figurato di una poesia amabile anche dai non proprio amanti del modernismo di questi “anni 2000”, dunque la scusa buona per ammiccare l’occhio a nuovi lettori.
â–º CHI E' STEFANO LOREFICE:
Stefano Lorefice è nato a Morbegno, in provincia di Sondrio nel 1977. ha vissuto tra Roma e Milano per i suoi studi scientifici collaborando anche per diverse riviste letterarie.
Alternando brevi parentesi di vita a Parigi, Budapest e in Andalusia. Attualmente si è stabilito in Franciaa.
Dopo l'esordio poetico di Prossima Fermata Nostalgiaplatz edito dalla Clinamen, ha pubblicato la seconda raccolta di poesie intitolata Budapest Swing Lovers e il romanzo Cosmo Blues Hotel, entrambi pubblicati da Edizioni Clandestine. Tutti i titoli sono ora disponibili in tutti i punti vendita delle Librerie Feltrinelli.
Nel 2006 ha pubblicato la raccolta di poesie L'Esperienza Della Pioggia (Campanotto Editore)

â– â– â– â– LE MIA INTERVISTA â– â– â– â–
CHIARA MARRA INTERVISTA STEFANO LOREFICE
1.In L’Esperienza Della Pioggia scrivi che “per scrivere una poesia c’è bisogno di ogni scazzo” e poi aggiungi “ Non c’è una logica,\c’è un sedimento\un tempo che deve passare”.
Eppure possiamo dire che la logica e il tempo mettono in comune i tuoi gradini poetici: hai cominciato con Prossima Fermata Nostalgiaplatz, hai continuato con Budapest Swing Lovers e ora sei arrivato alla tappa di L’Esperienza Della Pioggia. Man mano, la tua scrittura si evolve. Come avverti i tuoi cambiamenti in questo tuo “viaggio” ?
Li avverto come una necessità, ripetere il già detto non m’interessa e lo troverei frustrante. Lo stacco dai primi due libri é marcato, nel senso che “L’esperienza della pioggia” é un nuovo inizio, almeno per me. Logica e tempo mettono sicuramente in relazione tutto cio’ che ho scritto sino ad ora, tracciano anche, pero’, i vari percorsi intrapresi, e la nuova strada comincia con questa ultima silloge.
L’evoluzione, poi, é fondamentale: la staticità non mi stimola. Non mi spinge oltre.
2. L’Esperienza Della Pioggia, cos’è per te questa “pioggia”?
Mi piace, semplice-mente.
Soprattutto quei bei temporali estivi.
3. In questa tua ultima prova poetica hai raggiunto una semi-riappacificazione con la punteggiatura, ma è impossibile non notare la mancanza delle lettere maiuscole e del punto alla fine dei tuoi versi. Come mai questa scelta?
I punti, in poesia, non mi piacciono, perché troncano i pensieri.
Quanto alle maiuscole preferisco il quieto distendersi delle parole.
Ma potrei cambiare idea nella prossima raccolta.
4. A questo aggiungi anche l’assenza di titoli che prima avevano sempre un primo piano per te e in più elimini anche qualsiasi frase in lingua straniera. Questo ha una sua giustificazione?
Certo, adesso l’importante sta tutto nei versi. S’é concentrato di più e l’italiano é talmente immenso che ci si puo’ sguazzare dentro senza vederne i confini.
5. Stavolta lasci sedimentare anche tuoi ricordi personali, prima di tutto la dedica a tuo nonno Marco, poi le Alpi e gli amori. Si respira di meno il senso del non luogo e della clandestinità. C’è un senso più umano,vero?
Si, é un libro intimo, ma rivolto anche all’esterno, é un libro chiaro che si apre di più, é un libro più mio, e più non mio: c’é una perdita di possesso nello scrivere: un donare qualcosa che puo’ diventare altro per chi legge. Ed é un libro umano, vero, perché sta nel dentro, ed é partito dal dentro. E ritorna al dentro. Una sorta di libro sulle radici intime di una vita. Non necessariamente la mia.
6. In questa tua raccolta ci sono due divisioni precise. Si tratta delle due sezioni del libro: CORPO/CITTA’ e CORPO/FRONTIERE, come nasce questa tua ricerca?
Nasce dalla necessità di sottolineare le differenze fra le poesie presenti nelle due sezioni. Corpo/Città ha un taglio più rivolto all’esterno, Corpo/Frontiere più intimo. La parola “Corpo” sottolinea la fisicità che pervade la silloge. Fisicità che verrà riproposta nelle letture, che vedranno la lettura integrale dell’opera.
7. Con L’Esperienza Della Pioggia sei arrivato al connubio con Campanotto Editore, la tua attuale casa editrice. Hai pubblicato 4 libri con 3 case editrici differenti (Clinamen, Edizioni Clandestine e ora la Campanotto). Come mai questa tua continua esplorazione nel mondo editoriale?
Il fatto che Campanotto abbia pubblicato “L’esperienza della pioggia” mi fa molto piacere, viste le pubblicazioni di qualità dell’editore nei suoi quasi 30 anni di carriera. Stimo il lavoro di Clinamen e delle Edizioni Clandestine, ed i rapporti con i ragazzi delle due case editrici sono ottimi. Ma, come ti dicevo prima, il viaggio é lungo, tante cose cambiano e cambieranno.
8. A proposito di esplorazione , tu curi sul web il tuo diario di viaggio www.cbh.splinder.com, ne hai trovato giovamento per la tua ricerca letteraria?
Sicuramente é un’esperienza che s’é rivelata interessante, alla quale mi sono affezionato e che proseguirà in futuro. Permette di avere un contatto, un riscontro più diretto con chi si prende la briga di leggermi.
9. Il senso post-moderno ed essenziale della tua poesia ha uno stile tutto suo che di certo ti distingue, ma tu hai un modello letterario a cui ti sei ispirato durante questi anni di scrittura? O per lo meno, di solito cos’è che legge Stefano Lorefice?
Leggo di tutto. Evito le testate gossip, ma ogni tanto mi spingo fino alle istruzioni per l’uso. Non ho modelli precisi, direi che cerco, per quanto possibile, di seguire/leggere quello che mi piace, e di lavorare poi sul mio percorso. Che alla fine é il termine ultimo col quale confrontarmi e combattere per scovare qualcosa da dire.
Mi piace la Poesia, quindi cerco di seguirla il più possibile.
Mi piacciono i racconti, quindi allo stesso modo ne leggo parecchi.
Stesso dicasi per certi tipi di romanzi.
Mi piace la Filosofia, anche.
10. La poesia e poi i racconti di Cosmo Blues Hotel. Hai mai preso in considerazione l’ipotesi futura di un romanzo?
Certo, é quasi finito.
Voci in moto contrario di Antonella Pizzo e Fabrizio Centofanti
prefazione di Massimo Orgiazzi
Edizioni Kult virtual press - http://kultvirtualpress.com - collana poesia contemporanea
"La parola che questi due autori ci affidano alla lettura è la parola che cerca senza pretese di assolutezza proprio l'assoluto, avendo inteso che quella poetica è parola capace, nella sua possibilità di giustificare la propria necessità, di costituire fatto ed evidenza del reale." (Massimo Orgiazzi)
....................................................
http://www.kultvirtualpress.com/operedownload.asp?book=1024
cliccate su "qui" poi su "exe" poi su "esegui" e poi di nuovo su "esegui", non abbiate paura, non succederà niente al vostro pc, solamente si aprirà l'e-book
Babilonia è una piccola antologia poetica che nasce grazia all’aggregazione dei versi di 33 scrittori provenienti da Asia, Africa e America Latina. È cosa rara una raccolta del genere soprattutto se compaiono scrittori contemporanei e testi tradotti da lingue orientali ed est europee: appaiono così poesie algerine, pakistane, senegalesi, ma anche romene e slovene
Un ottimo libro, siete in buone mani: quelle di Bruno Rombi impeccabile critico e poeta che ha curato la progettazione dell’opera
“Quando muoiono le stelle
La notte stilla lacrime
Sognando ali d’argento
Quando tacciono i venti
Strillano gli uccelli
E desiderano disperatamente
Un verde paesaggio
Quando muoiono gli alberi
Periscono anche le loro ombre
E le loro tracce si bruciano
Come fuoco
Quando muore il mio cuore
Lavo le tue memorie
Con le mie lacrime”
( Baldev Mirza – India)
il concetto di Babilonia è un concetto splendido : è l’utopia di poter ospitare in un unico luogo tutte le lingue e i sapori del mondo senza dimensioni temporali, una Torre di Babele vera e propria.
Spesso, soprattutto in letteratura, diventa difficile concepire qualcosa del genere. Parlando in particolar modo di poesia, troppo spesso il richiamo dei grandi poeti, tutti occidentali e tutti quasi ormai morti, appannano l’orizzonte di due grandi realtà: quella della vera poesia contemporanea e quella del ‘poetare etnico’.
Nel luogo comune della critica contemporanea della poesia sembra perciò inesistente l’aspetto della conservazione, dello studio e della messa in luce di opere nate negli anni 90’ e nei primi anni del nuovo millennio in un panorama che si lascia sempre più influenzare dall’Oriente con una grande apertura anche verso l’Europa dell’Est.
L’orizzonte dello sguardo ad est, il vero mondo attuale: insomma, si tratta di una realtà troppo grande e troppo preziosa per non essere valorizzata.
Nasce da questi spunti il progetto del poeta e giornalista Bruno Rombi che nella sua raccolta
‘Babilonia’ (2005) racchiude una piccola antologia plurietnica firmata da 33 poeti contemporanei sparsi per il mondo tra Africa, Asia e America Latina: un viaggio particolare tra una prospettiva della scrittura fitta ma essenziale, senza complicazioni linguistiche ma con una scorrevolezza sinuosa ed elegante che potrebbe divenire un vero e proprio caso di studio nei prossimi decenni.
Con questa sua opera, Bruno Rombi cerca di aprire nuove visioni in cui sicuramente un occhio di riguardo non può che focalizzarsi maggiormente su autori del Pakistan o del Senegal a cui inoltre si aggiunge un essenziale e davvero utilissima presenza del prospetto biografie di ogni singolo autore.
Questo tipo di testi non è certamente diffuso e soprattutto è un caso raro reperire testi in italiano di questo autori come quelli contenuti in questa Babilonia soprattutto per la difficoltà della mancanza di persone in grado di tradurre lingue come l’arabo o l’indiano.
Proprio da qui parte la sfida del progetto di B.Rombi che per la traduzione dei testi si avvale anche della preziosa collaborazione di Stefan Damian dell’Università di Cluj (Romania), di Piera Bruno e Vera Lucia de Oliviero.
In questa importante antologia, emergono tante mescolanze di lingue, di cui alcune hanno visto la propria resa in lingua italiana grazie a versioni ‘intermedie’ in lingua inglese, francese e spagnola.
Il progetto di Rombi è una piccola rande scheggia di una scatola poetica davvero eccezionale, ma che merita ancora di continuare a crescere e che lo farà inevitabilmente. Questa antologia è la sorta di una profezia che precorre l’apertura inevitabile verso una visione globale della letteratura nel vero senso della parola che, con l’esigenza del mondo orientale che spinge e con l’introduzione di studi linguistici atipici dalle classiche lingue straniere.
È una realtà nascente che ormai cresce, incombe, ci travolgerà: nessun problema, è davvero roba buona e soprattutto è il recupero di lingue e linguaggi antichi e allo stesso tempo nuovi, per troppo tempo in letargo.
â–ºSONO PRESENTI IN QUESTA ANTOLOGIA:
ALGERIA: Abderrahmane Djelfaoui, Samira Negrouche.
BOLIVIA:Pedro Shimose
BRASILE: José Eduardo Degrazia, Vera Lúcia de Oliveira,
CONGO: Alain Mabanckou
CUBA: Manuel Diaz Martinez
ECUADOR: Jorge Carrera Andrade
GRECIA: Dimitris I.Karambalis, Kostas Valetas
INDIA: Baldev Mirza
MACEDONIA: Eftim Kletnikov, Ljerka Tot Naumova
MALTA: Olivier Friggieri
MAROCCO: Mohammed Bennis
MARTINICA: José La Moigne
PAKISTAN: Wazir Agha
POLONIA: Ewa Lipska, Adam Szyper,
ROMANIA: Adrian Alui Gheorghe, Liviu Ioan Stoiciu
SENEGAL: Charles Carrère, Babacar Sall
SLOVENIA: Boris A. Novak, Tomaz Salamun
SOMALIA: Abdourahman Waberi
SPAGNA: Vicent Andrés Estellés
TUNISIA : Moncef Ghachem, Amel Ben Hadj Moussa
TURCHIA: Gülten Akin, Özdemir Ince
UCRAINA: Ihor Myronovytch Kalynets
VENEZUELA: Vicente Gerbasi
â–ºPROFILO DI BRUNO ROMBI
Bruno Rombi è nato a Calasetta (Cagliari), ma vive a Genova dove svolge attività artistica di poeta, scrittore, critico letterario e pittore. Collabora con giornali e riviste, è membro di comitati scientifici, ha organizzato convegni di studio e curato opere di Angelo Barile, Salvatore Cambosu, Grazia Deledda, Edmondo De Amicis, Enrico Morovich e Carlo Pastorino.
Ha pubblicato saggi su Elio Andriuoli, Salvatore Cambosu, Grazia Deledda, Giovanni Descalzo, Giuseppe Dessì, Francesco Masala, Vittorio Messori, Eugenio Montale, Enrico Morovich, Angelo Mundula, Mario Novaro, Carlo Pastorino, Antonio Puddu, Salvatore e Sebastiano Satta, Ignazio Silone, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e sugli scrittori stranieri Petre Balevski, Oliver Friggieri e Boris Vishinski oltre che sulla Poesia maltese.
Ha inoltre pubblicato i saggi: Il Mediterraneo nella letteratura europea («Journal of Maltese Studies-University of Malta» nn. 21-22, 1991-92); Innocente nostalgia e istanze etiche nella poesia maltese (Atti del Convegno Poesia mediterranea, Torino, Delos, 1995 e ora anche in «Journal of Maltese Studies-University of Malta» nn. 25-26, 1994-95); Macedonia: cultura e civiltà di un popolo nel cuore della tragedia balcanica («Balcanica», Anno XII, nn. 3-4, 1995) ed ha curato l’antologia Poesia ligure contemporanea apparsa in Romania in edizione bilingue (Craiova, Editura Europa, 1994). Nel 1996 ha partecipato a Torino al convegno su Eugenio Montale, organizzato dal "Gruppo Delos", con una relazione su Montale ligure - Gli "Ossi", e ha curato, in collaborazione con Marc Porcu, il fascicolo speciale (n. 41) di «Les cahiers de poésies rencontres» di Lione su Eugenio Montale et la poésie ligurienne du XXème siècle.
Ha tradotto opere di poesia e saggistica dal francese, inglese, spagnolo, portoghese e rumeno. Le sue poesie, oltre che su riviste italiane, sono apparse in latino, inglese, francese, spagnolo, polacco, maltese, rumeno, macedone, e sloveno e, in volume: Dincolo de memoria (Craiova, 1991), Zemia na Timinata (Skopje, 1994), Un amour (Lione, 1994), Universul de Taina (Craiova, 1996) e L’attente du temps (Lione, 2000).
Ha pubblicato i seguenti volumi di poesie: I poemi del silenzio (Bergamo, La Nuova Italia Letteraria, 1956); I poemi dell'anima (Cosenza, Pellegrini Editore, 1962); Canti per un’isola (Genova, Sarda Tellus, 1965; Introduzione di Francesco Pala); Oltre la memoria (Sarzana, SP, Carpena, 1975; Prefazione di Angelo Marchese); Forse qualcosa (Genova, Ed. Lanterna, 1980; Prefazione di Vittorio Messori); Enigmi animi (Genova, San Marco dei Giustiniani, 1980; Prefazione di Giorgio Bárberi Squarotti); L’attesa del tempo (Genova, Ed. Lanterna, 1983; Prefazione di Carlo Bo); Riti e miti (Pisa, Tacchi Editore, 1991; Prefazione di Francesco De Nicola); Un amore (Mondovì, CN, Boetti e C, 1992; Prefazione di Marco A. Aimo); L’arcano universo (Alghero, Nemapress Ed, 1995; Prefazione di Elio Gioanola); Otto tempi per un presagio (Udine, Campanotto, 1998; Introduzione di Franco Croce); A Costantino Nivola (Alghero, Nemapress Ed., 2001; Prefazione di Ugo Collu); Il battello fantasma (Ragusa, Libroitaliano, 2001; Prefazione di Luigi Surgich); Giocare con le parole (Udine, Campanotto, 2002; Prefazione di Pino Boero) e Vuxe de Câdesédda, (poesie in tabarchino, Recco, GE, Le Mani; Prefazione di Fiorenzo Toso, 2002).
Nel 2001 è inoltre apparso un suo saggio monografico sul poeta Italo Rossi, intitolato Poesia come luce in Italo Rossi (Recco, GE, Le Mani, 2001) ed un’antologia bilingue contenente poesie di dieci poeti contemporanei rumeni (Udine, Campanotto Editore) e 14 poeti contemporanei liguri (Piatra-Neamt, Editura Nona), di cui ha tradotto in italiano le poesie rumene, insieme a Stefan Damian.
Vivente Horror proiettato in Metastasi inaridite.
In metastasi fertilizzate risiede mio Cortometraggio.
Azzurre le calze che indosso con gambe sospese,
Gay vellutati ad urlarmi “Povertà” d’amore nel mio Foro Imperiale,
Barboni ad utilizzare matite sul viso.
Bombe e Zombie
Marciano sulla colonna vertebrale.
Paradossali lacrime di non accettazione nella Hall…
Il mio stomaco non reagisce,
Ferisce solamente.
Questo è un Paradiso,
il mio manifesto Paradiso.
Antologia Poetica Poetilando nel Web
Edita da Giulio Perrone Editore.
Con la partecipazione ad invito degli autori:
Alba Donati - con la poesia - Notte di San Lorenzo
Gian Ruggero Manzoni - con la poesia - La rosa
Marina Pizzi - con la poesia - Nei mulini a vento
Autori e testi selezionati:
Anna Maria Bonfiglio - con la poesia - Tempo di prigione
Antonella Pizzo - con la poesia - La foto
Antonio Amoroso - con la poesia - Ti regalo ...
Giuseppina Arcidiacono - con la poesia - Roberta
Bruno Di Giuseppe Broccolini - con la poesia - Raro rumore
Carmela Marino Mannarino - con la poesia - Dentro il nostro tempo
Chiara Lippi - con la poesia - Attori della vita
Claudio Pagelli - con la poesia - Love
Cristina Risso - con la poesia - Il mio paese
Daniela Adamo - con la poesia - Tra le pieghe del tempo
Eleonora Ruffo Giordani - con la poesia - Sara
Enrico Besso - con la poesia - L'acero sfocato
Fabio Novelli - con la poesia - Celestino
Rosaria Formisano - con la poesia - Quiete
Francesca Gargiulo - con la poesia - Melanconia
Francesco Papapicco - con la poesia - Dal livido passo degli ulivi
Francesco Sicilia - con la poesia - Mie nelle tue
Gabriella Garofalo - con la poesia - 24 marzo 2005
Gabriella Maddalena Macidi - con la poesia - Primo amore
Gerardo Cataldo - con la poesia - Maggio
Giada Zenardi - con la poesia - Lazzaro amore mio
Gianfranco Rinaldi - con la poesia - Il declino
Gianni Caspani - con la poesia - Kriegerfriedhof
Giovanni Ludovisi - con la poesia - Dama africana
Ileana Caruso - con la poesia - Tremore
Ivan Favale - con la poesia - Il silenzio urlano alla terra
Katia Olivieri - con la poesia - Campane
Luciana Bianchi Cavalleri - con la poesia - Nirvana amato
Luciano Somma - con la poesia - Nonostante tutto
Ludovica Mazzuccato - con la poesia - Un foglio in bianco
Luigi Sarto - con la poesia - In viaggio
Marco Besso - con la poesia - Non è tempo di morire
Mariagabriella Ridolfi - con la poesia - Mater dulcissima
Marina Raccanelli - con la poesia - Sull'instabile tolda
Massimo D. Zilioli - con la poesia - Ginestra invernale
Massimo Verrina - con la poesia - L'adolescente
Riccardo Porporato - con la poesia - Autobus
Robert Strange - con la poesia - Vanitosamente
Sergio Massaccesi - con la poesia - Orgasmo digitale
Silva - con la poesia - Quando torrenti d'ansia imperversano
Simone Gianesini - con la poesia - Mottetto
Simone Lucchetti - con la poesia - Amore, il mondo mi percuote
Vincenzo Aiello - con la poesia - Storia di una lacrima
Prefazione a cura di:
Silva
E' possibile prenotare le copie dell'antologia qui:
http://www.giulioperroneditore.it/main.php?sezID=6
Il 10% sul ricavato delle vendite verrà spontaneamente devoluto all'A.I.R.C. (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) e che ogni copia in più del necessario che andrete ad acquistare, sarà una goccia in più nel mare di necessità che ha la ricerca a favore delle cure preventive contro il cancro.
“…Attendi il lusso
di avere spessore
e volume: un nome
legato a dei nomi, in un luogo
legato a dei luoghi, una rete
dunque
che ti tenga da qualche parte
sospeso
ancora un poco
lontano dal vuoto…”
(Andrea Inglese, Scrivi Mano Esitante)
La circoscrizione dei concetti tra il tenere a mente e l’oblio.
Ogni gesto è fatto di tanti movimenti piccoli e impercettibili: catalogarli tutti sarebbe un impresa alquanto impossibile, ma non per qualcuno come Andrea Inglese che nella sua piccola e giovane opera sospesa tra una sorta di poesia narrativa post-modernista mista ad un senso di racconto stringato.
Per un eccellente saggista, ecco un'altrettanto ineccepibile ricerca poetica: la contemplazione di un simposio universale fatto di affetto Fede, ricordi e speranze in un'intensità tutta da scoprire.

" Raggio di sole,
miraggio di speranza,
dai tuoi occhi
appena schiusi alla vita.
Piccolo scrigno
Dell'esistenza
Che racchiudi
Il sapere,
il poter
che saprai solcare."
( Maria Rita Cuccurullo - Frammenti Di Vita)
▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬
La vita quotidiana e l'elogio della razionalità ordinaria, questo è il frutto completo della realtà ' pietrosa' di sempre da cui anche l'asfalto può lasciar fiorire una rosa.
Nasce proprio così la ricerca poetica, non del tutto nota al grande pubblico, di Maria Rita Cuccurillo: donna e giornalista naturalizzata nel Sud Italia capace di far risplendere sui gesti consueti una luce inaspettata di nuova vita e di stupore, come gli occhi di un bimbo che scopro ciò che gli sta intorno per la prima volta, a cui si aggiunge un passo millimetrato del tempo che lentamente scorre passando al setaccio il presente e il passato, l'avanzare del progresso e il senso della conservazione con un solco sempre preciso che rintraccia il senso gaio di ogni sapore anche attraversando la non perfetta comunione con il mondo.
â–º L'OPERA
Divisa in quattro sezioni, la prima silloge di M.R Cuccurullo racchiude 40 componimenti.
In un'atmosfera palpabile che sfiora appena a pelo d'acqua, si rinnova in maniera acquerellata, la sacra tematica del 'carpe diem' che mischia uno stile classico ad tematiche di oggi.
Una sorta di Emily Dickenson contemporanea che sfiora così argomenti come il traffico cittadino, gli esami di maturità ma ovviamente lo fa senza tralasciare il frutto eterno della filosofia di 'vita - amore-morte'.
â–º I FRAMMENTI DI VITA VISTA DA VICINO
Progresso inaugura il viaggio morbido di questa raccolta. Questa volta si tratta di una poesia dalla metrica studiata su una precisa metrica dai suoni in rima che poi sfuma nella poesia più libera dei giorni nostri raggrumata sulle descrizioni di attimi incastonati nelle movenze universali tra cui si distinguono i componimenti sul ruolo di donna come maestra di vita sulla strada dell'espressione della scrittura, come accade appunto nella lirica ' Donne' e in fatto di femminilità, non si potrà certo non menzionare la vincita del premio nazionale di poesia 'Spazio Donna' che la Cuccurullo si è aggiudicata con i versi di Coraggio Di Donna a cui seguono anche il Premio Nazionale Paestum per Io e la segnalazione di Vedrai alla premiazione della manifestazione letteraria 'Primavera Vesuviana 1993'
â–º IN CONCLUSIONE
Maria Rita Cuccurullo rappresenta il senso poetico di argomentazioni a cui in tanti ( e soprattutto in tante) potranno già essere abituati, anche lo stile è alquanto conforme alla regola, ma quello che colpisce è un equilibrio inconsapevole che riesce a combinare elementi di estrazione diversa in una miscela altamente efficace che non lascia fraintendimenti e funge da adesivo all'anima di tutti.
â–º CHI E' MARIA RITA CUCCURULLO:
Maria Rita Cuccurullo è nata a Roma nel 1963.
Giornalista pubblicista, ha collaborato per l'emittente televisiva dell'interland salernitano ' Quarto Canale' e come articolista presso la testata Cronache Del Mezzogiorno.
Attualmente pubblica articoli su L'Agro e su Il Risorgimento Noverino.
In ambito letterario ha partecipato a vari corsi di poesia e scrive su riviste letterarie come La Croce Del Sud e Fiorisce Un Cenacolo.

quando esprimo in un solo gesto tutta la mia precarietà
i sentieri consumati
le origini di corsa del mio essere di corsa
quando alle 4 del mattino vedo un altro me
quando osservo la gente che passa
solo perché lo sfondo sta nascosto appena dietro.
( sight people walking - Stefano Lorefice, Budapest Swing Lovers)
Ai tempi del suo debutto letterario, il caso Stefano Lorefice è stata una lama tagliente ed efficace nel corpo dell'innovazione:la sua prima raccolta Prossima Fermata Nostalgiaplatz ha accolto una poesia stringata che nel suo ermetismo dipingeva le ombre del non-luogo in cerca d'identità : la scia del fumo di una sigaretta, due accordi jazz e il rombo di un metrò dei mille pensieri riflessi al sapore di neon blu, lì c'era un attimo anonimo ed evanescente da bloccare, impreziosire.
Se questo era lo sfondo, il primo piano era dedicato ad una metrica dalla punteggiatura nichilista: niente punti, niente virgole, niente maiuscole... in questo Budapest Swing Lover questa traiettoria è fedele, ma l'obbiettivo fotografico dell'occhio di Lorefice punta verso una tonalità di sagome differente.
Il viaggio continua, ma le emozioni che scendono a Nostalgiaplatz, fanno spazio ad appunti di viaggio lasciati a metà tra Parigi, Budapest e Praga tra stanze d'albergo, parole e pensieri.
â–º BUDAPEST SWING LOVERS VISTO DA VICINO
Una nicchia jazz e il proprio io che si accavalla nell'ultima goccia trasparente di un bicchiere.
Pubblicare una seconda raccolta di poesie non è facile, si rischia di cadere in un senso ripetuto, questo è vero, ma per quanto possibile in Stefano Lorefice qualcosa cambia: qui si avverte un senso più concreto, più autobiografico in senso soggettivo e certamente meno schematizzato dal punto di vista della metrica che ora appare ermetica, ora più intensa e dal sapore narrativo: quello che prima era un'istantanea, ora diventa un'immagine che si racconta senza farsi scoprire del tutto.
Dove c'era il senso freddo del grigiore alienante del non-luogo, ora c'è un sentiero disparato che allontana lo spleen abbracciando un alone d'amore e di serenità fino a toccare l'argomento del proprio approccio con la poesia.
â–ºIN GENERALE
Budapest Swing Lovers è come un ritratto abbozzato al carboncino, pochi tratti accennati per una miscela di 50 poesie che si lasciano osservare nel loro fascino translucido scritto su tanti muri in sospensione tra l'arte di saper accodare le parole creano una geometria letteraria spigolosa.
â–ºIN CONCLUSIONE
Prossima Fermata Nostalgiaplatz è un libro che non si dimentica facilmente, è proprio per questo infatti che Budapest Swing Lovers passa leggermente in penombra, accompagnato da un senso di già sentito che sembra quasi una forzatura: bello e anticonformista piacerà a chi è ad un primo approccio con Lorefice, ma chi ha frequentato le gocce sul finestrino di Prossima Fermata Nostalgiaplatz, è abituato certamente a molto di più…
â–ºCHI E' STEFANO LOREFICE:
Stefano Lorefice è nato a Morbegno, in provincia di Sondrio nel 1977. ha vissuto tra Roma e Milano per i suoi studi scientifici collaborando anche per diverse riviste letterarie.
Alternando brevi parentesi di vita a Parigi, Budapest e in Andalusia. Attualmente si è stabilito in Franciaa.
Dopo l'esordio poetico di Prossima Fermata Nostalgiaplatz edito dalla Clinamen, ha pubblicato la seconda raccolta di poesie intitolata Budapest Swing Lovers e il romanzo Cosmo Blues Hotel.
****EXTRA****
â–ºDOVE TRVARE I LIBRI DI STEFANO LOREFICE?
Pur essendo un autore emergente, i libri di Lorefice sono finalmente disponibili in tutti i punti vendita delle Librerie Feltrinelli.
Per collaborare con noi o segnalarci I tuoi spunti scrivi a chiaramarra@gmail.com
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001